Un “accorato appello” di papa Francesco per la difesa dell’ambiente

Durante l’udienza generale in piazza San Pietro, alla vigilia della Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali (13 ottobre), il papa invita a “promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali”. Ed esorta a ripudiare la pena di morte.
(Roma, 11 ottobre)
Durante una affollata udienza generale in piazza San Pietro, papa Francesco ha ricordato che il 13 ottobre ricorre la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali.
In vista della giornata, il pontefice ha rinnovato il suo “accorato appello per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura per l’ambiente”. “Incoraggio – ha proseguito papa Francesco -, pertanto, le Istituzioni e quanti hanno responsabilità pubblica e sociale a promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali. Le azioni concrete, volte allo studio e alla difesa della casa comune, possano ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili. (Nella foto accanto, il momento in cui papa Francesco lancia il suo “accorato appello”)
Ferma posizione contro la pena di morte
Parlando invece ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, in occasione del venticinquesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica da parte di papa san Giovanni Paolo II, sempre nello stesso giorno, il papa ha affermato “con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale” e si è assunto “le responsabilità del passato” per il fatto che nei secoli scorsi “nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questo estremo e disumano rimedio, trascurando il primato della misericordia sulla giustizia”.

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