Addio sacchetti di plastica

Il 12 settembre 2009 sarà la prima giornata internazionale “contro” le buste della spesa, promossa dal Marine Conservation Society (MCS), società inglese no-profit dedicata alla conservazione dell’ecosistema marino che ha raccolto ovunque l’adesione convinta degli ambientalisti.

In Italia l’associazione dei Comuni virtuosi rilancia con la campagna “Porta la Sporta”, ispirata al movimento inglese “Plasticbag Free Cities”: invitano le amministrazioni a mettere al bando i sacchetti di plastica, coinvolgono le scuole e i bambini in progetti di riciclo e girano le piazze per insegnare a fare divertenti sportine di tela, da tenere con sé e tirare fuori alla cassa del supermercato.Un iniziativa che vede coinvolti ambientalisti e comuni italiani che permetterà di sensibilizzare i consumatori a non utilizzare i sacchetti di plastica per le loro spese.


Gli italiani non riescono a farne a meno, ne producono tra i 10 e i 15 miliardi l’anno, immettendo nell’atmosfera 400 mila tonnellate di anidride carbonica con la giustificazione di essere pratiche e comode. Grazie a una direttiva europea poi ripresa dalla Finanziaria 2007, sono condannate a morire entro il primo gennaio 2011.

San Francisco è la prima città al mondo a vietarne l’uso nei supermercati e nelle farmacie. In Gran Bretagna, ha cominciato il piccolo comune di Modbury, imitato tra gli altri da Londra, introducendo una tassazione aggiuntiva per chi decide di utilizzarli. Anche Cina ha detto addio alle shopper: ne produceva tre miliardi al giorno. L’Italia è in ritardo, ma recuperare è possibile: il 12 settembre è il giorno giusto per dare il proprio contributo.

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