Nature in Mind: al via tra ospiti illustri il convegno internazionale su natura, biodiversità e educazione ambientale

É iniziato nella mattinata del 19 maggio il Convegno Internazionale “Nature in Mind” organizzato dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità in collaborazione con la Rete WEEC. Numerosi i contributi portati nella direzione di un comune impegno per una nuova cultura ambientale. Su YouTube il video integrale della giornata.

Roma, 19 maggio 2022. A Palazzo Rospigliosi, a due passi dal Quirinale, si è aperto ufficialmente in mattinata il Convegno Internazionale promosso dall’Arma dei Carabinieri in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità.
Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità infatti si occupa dal 2017, anno della sua istituzione, di assicurare la tutela e la conservazione del nostro capitale ambientale nazionale “attraverso una gestione unitaria, nell’interesse generale dei cittadini di oggi e delle generazioni di domani”. I Carabinieri Forestali sono dunque in prima fila nella promozione e nella realizzazione di numerosi progetti educativi volti alla protezione dell’ambiente e all’inclusione sociale, in un’ottica di costruzione di una nuova cultura della natura, fatta a misura di cittadino e attraverso il fondamentale coinvolgimento di tutti gli attori. Da qui, il loro ruolo fondamentale nel campo dell’educazione ambientale nel nostro Paese, nonché la competenza investita nell’organizzazione di questo evento.

Un inizio con contributi illustri

Sessione di apertura del Convegno

Durante gli indirizzi ufficiali di benvenuto, moderati da Massimo Cirri, sono intervenuti numerosi rappresentanti istituzionali e ospiti illustri.

Tra questi, organizzazioni internazionali come l’UNESCO, con il messaggio di Stefania Giannini, vicedirettrice generale della organizzazione ONU per l’educazione, la cultura e la scienza, e la Convenzione sulla Diversità Biologica (di cui nel 2022 si celebra il trentennale), con l’intervento di Elizabeth Maruma Mrema, Segretaria esecutiva.

Oltre al contributo del Comandante Generale Luzi, del Ministro della Difesa Guerini, del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Patuanelli, del Sottosegretario di Stato del MiTE Fontana, è stato rappresentato il mondo della ricerca e della formazione superiore tramite gli interventi dei Rettori dell’Università della Tuscia Ubertini e dell’Università di Bologna Tondelli.
Il Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, anche lui presente in sala, ha sottolineato nel suo discorso la necessità di trovare un nuovo bilanciamento tra cambiamento e conservazione del nostro patrimonio naturale, tra le energie sostenibili e la tutela dell’ambiente. Un’esigenza di bilanciamento “[…] che in passato era sempre stata risolta a beneficio della tutela dell’esistente […]” e che oggi invece richiede talvolta dei cambiamenti, in conseguenza all’identificazione di nuove priorità dovute ai cambiamenti climatici e a una nuova lettura dell’ambiente anche e soprattutto come vivibilità del pianeta, e non più (“solo”) come patrimonio storico e artistico. Un bilanciamento difficile e che andrà trovato di volta in volta dal nostro sistema giuridico. Amato ha però anche ricordato come la biodiversità sia “[…] tra gli ingredienti essenziali della possibilità di mantenere le caratteristiche ambientali favorevoli alla vita dell’uomo su questo pianeta. Perché l’ecosistema della natura ha equilibri alterando i quali l’ambiente inteso non come patrimonio storico ma come aria, come clima, come sostenibilità per gli umani, ha dei forti vantaggi.” Ribadendo l’importanza dell’attenzione alla biodiversità, Amato ha dunque concluso il suo intervento sottolineando come “[…] Nelle nuove ragioni a favore della nuova nozione di ambiente c’è non solo da cambiare ma anche molto da conservare, [il che] renderà il bilanciamento di chi deve bilanciare molto più tollerabile e meno angoscioso.”

Cambiare un paradigma di pensiero

Ed è proprio sul concetto di cambiamento, in questo caso inteso come “cambiamento del paradigma di pensiero” che si è espressa anche Barbara Floridia, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione. Un cambiamento di pensiero che passa attraverso la scuola, in primis tramite il Piano RiGenerazione Scuola, con attività e progetti che educhino i bambini e i ragazzi all’attesa e alla cura, alla conservazione ma anche alla rigenerazione. Un nuovo modo di concepire l’educazione alla cittadinanza, con obiettivi non solo ambientali ma anche sociali ed economici, per fornire ai giovani un nuovo modello abitativo, un nuovo “alfabeto ecologico” per cambiare l’approccio esistenziale delle nuove generazioni alla quotidianità, alle scelte. Floridia ha concluso il suo contributo dichiarando come sia dunque fondamentale il lavoro di “[…] una green community che affianchi i docenti in questa azione. […] Dobbiamo cambiare modello produttivo e di pensiero, e questo lo può fare solo la scuola, e perché lo faccia la scuola dobbiamo farlo tutti insieme.”
Farlo tutti insieme, come già fanno ad esempio l’Arma dei Carabinieri e i Centri di Educazione Ambientale che, come ha ricordato in rappresentanza della Conferenza delle Regioni Gianni Lampis: “[…] Sono lo strumento, il braccio operativo per la grande sfida che è portare l’educazione ambientale nelle scuole”.

L’intervento di Mario Salomone

Dai discorsi di tutti, riuniti e riassunti nell’intervento conclusivo della mattinata tenuto dal Segretario generala di WEEC Network Mario Salomone, sono emersi alcuni importanti concetti comuni: la trasversalità e la multidisciplinarietà dell’impegno necessario per la salvaguardia della biodiversità; la pluralità di linguaggi, attori coinvolti e livelli d’azione con cui deve continuare ad essere svolta l’educazione ambientale; l’importanza del dialogo, delle collaborazioni fra i diversi attori, delle alleanze e delle sinergie tramite le quali operare e raggiungere gli obiettivi di protezione, conservazione e rigenerazione del patrimonio naturale.

Un’Intesa rinnovata

L’incontro di questa mattina ha costituito anche l’occasione per la presentazione e la firma del protocollo d’intesa per l’educazione ambientale tra il Ministero dell’Istruzione e l’Arma dei Carabinieri. Una conferma dell’alleanza fra le due istituzioni che rappresenta, come detto dal CUFAA, “un passaggio epocale nella promozione delle attività di educazione alla tutela ambientale e cura del territorio rivolta a tutti gli studenti italiani”. Un proseguimento e un rafforzamento dei lavori già promossi dal Piano RiGenerazione Scuola, l’iniziativa ministeriale sistemica che coinvolge enti pubblici e privati nell’attuazione di iniziative coordinate, volte a fornire alle nuove generazioni (e non solo) un “nuovo alfabeto ecologico” con cui approcciarsi al mondo.

Una Carta per l’Educazione alla Biodiversità

É stata inoltre presentata la “Carta per l’Educazione alla Biodiversità”, trasmessa da oggi con una circolare a tutti gli istituti scolastici, aree protette, parchi nazionali, insomma a tutti i luoghi in cui la cultura della biodiversità viene rappresentata e custodita. Definita “un invito alla collaborazione fra i luoghi della biodiversità e quelli della scuola”, la Carta si articola in undici punti di cui ha dato lettura Marco Scogliamiglio, portavoce delle Consulte Studentesche.

Un appuntamento per le prossime sessioni

Dopo le sessioni di apertura svoltesi in mattinata, ha preso il via nel pomeriggio il ricco programma di incontri (CONSULTABILE CLICCANDO QUI) che si svilupperà fino al tardo pomeriggio del 20 maggio.
Le prossime sessioni, che verteranno su diversi temi, potranno essere seguite online dall’Italia e dall’estero: un appuntamento, come espresso nel comunicato stampa del convegno, per “riflettere sulle nostre responsabilità nei confronti dell’ambiente e sulla possibilità di creare una nuova cultura della natura”.

Leggi le cronache della seconda giornata del convegno:

Letteratura, infosfera e cultura di massa

Salute, scuola, buone pratiche tra i temi della seconda giornata

“Facciamo un patto”: un fitta trama di dialoghi nella seconda giornata di Nature in mind

 

Scrive per noi

Irene Calesini
Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Torino, ha trascorso un periodo all'estero studiando presso l'Università di Amsterdam e lavorando per EF - Education First. Attualmente presta Servizio Civile presso l'Istituto Scholé.

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