L’ambiente al centro: l’insegnamento del Green&Blue Festival

Cosa resta di tutte le parole spese in occasione del Green&Blue Festival, svoltosi ai Bagni Misteriosi-Teatro Parenti di Milano il 5 e il 6 giugno 2022? Ciò che rimane, a distanza di più di una settimana, è certamente un bel ricordo, ma è abbastanza? La risposta è scontata, ed è “ovviamente no”, ma forse non lo è poi così tanto. Il rischio di eventi simili, infatti, è che ci si lasci travolgere dall’entusiasmo del momento, dal forte desiderio di cambiamento, dagli spunti nati dai dibattiti a cui si assiste e dai laboratori a cui si partecipa, e che non si vada oltre questo.

Ma di ambiente, consumi, energia, crisi climatica e soprattutto di futuro bisogna parlare ancora, farlo ogni giorno e farlo andando oltre le ideologie, facendo fruttare il seminato e approfondendo gli input ricevuti per essere in grado di costruire una narrazione che vada oltre le ideologie e, dati alla mano, porti a riflessioni e proposte concrete non tanto per fare il cambiamento, ma per esserlo in ogni scelta, gesto e contributo che si apporta al dibattito sulla tematica.

Critiche al ministro

Nello specifico, in occasione del Festival, per due giornate si sono sono svolte in contemporanea due maratone, trasmesse anche in streaming, che hanno permesso al pubblico di assistere all’incontro di apertura della seconda giornata con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, di sentire l’opinione di divulgatori esperti come Stefano Mancuso, di assistere ad interviste condotte dai giornalisti di Repubblica, di ascoltare il parere di chi si occupa della produzione di energia elettrica e di imparare dalle storie di aziende virtuose e di realtà che si stanno mettendo in discussione per fare la loro parte all’interno di qualcuno ha detto non dovrebbe essere una “transizione ecologica”, bensì una “conversione ecologica”.

Green&Blue Festival
Il logo del Green&Blue Festival

Per fare un esempio su tutti di incontro memorabile, sul palco del Green&Blue Festival si sono alternati, lunedì mattina nel giro di poche ore, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, che ha parlato di decarbonizzazione, di questioni legate alle energie rinnovabili e di impatto sociale di una transizione eccessivamente rapida, e figure come Stefano Ciafani (Legambiente), Giuseppe Onufrio (Greenpeace), Alessandra Prampolini (WWF), Pierluigi Stefanini (ASviS), Gianni Silvestrini (Kyoto Club), Edoardo Croci (Italia Nostra), Simone Molteni (LifeGate), Edo Ronchi (Fondazione Sviluppo Sostenibile), che hanno analizzato da un punto di vista critico le parole del ministro e hanno spiegato la propria visione e quella delle associazioni che rappresentano rispetto alle questioni più discusse che fanno capo alla tematica ambientale.

Artisti in scena e laboratori per i giovani

Che fare, ora, di tutta questa discussione? Ci si può informare più a fondo per prendere posizione, perché in fondo anche l’ambientalismo, intrecciandosi con il piano economico e con quello sociale, è politico, e ci si possono procurare libri e testi suggeriti nel corso delle varie presentazioni (il programma del Festival è ancora consultabile qui).

Ma il Festival è stato anche molto più di tutto questo: nelle due serate si sono esibiti in difesa dell’ambiente artisti come Elisa, Malika Ayane, Erica Mou, e tanti sono stati i laboratori per sensibilizzare anche i più giovani alla tematica ambientale. Nuovi spunti e insegnamenti sono giunti anche dal dialogo fra l’attivista Vandana Shiva e l’esponente dei Fridays for Future Martina Comparelli.

A cosa serve ripercorrere a posteriori un evento ormai trascorso? È fondamentale farlo per lasciarsi stimolare, fare di ciò che è successo una riserva a cui attingere ogni qualvolta si senta la necessità di un approfondimento e, soprattutto, perché due giorni non sono abbastanza per agire sul pianeta: il Festival è solo un inizio.

Scrive per noi

Chiara Pedrocchi
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Siena, si sta laureando in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Torino. Oltre che per .eco scrive per Scomodo, e in passato ha collaborato con Lo Sbuffo e ViaggiNews.com. Aspirante giornalista, si interessa di ambiente, diritti umani e sessualità.

Chiara Pedrocchi

Laureata in Lettere Moderne all’Università di Siena, si sta laureando in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Torino. Oltre che per .eco scrive per Scomodo, e in passato ha collaborato con Lo Sbuffo e ViaggiNews.com. Aspirante giornalista, si interessa di ambiente, diritti umani e sessualità.

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