Aria di montagna per l’educazione ambientale

Nell’arco alpino si studia un modello di “scuola orientata alla montagna” e fondata su ambiente e sostenibilità
 
Tomaso Colombo
 

La nostra associazione sta seguendo come osservatore l’importante progetto di sviluppo dell’educazione ambientale nell’arco alpino YOUrALPS finanziato nel programma Interreg Alpin space.
Riunitosi a Chambery per il Kick off meeting il 18 e 19 gennaio, il progetto ha l’ambizione di sviluppare un MOE, cioè un Modello di Scuola Orientata all’educazione ambientale in ambito alpino, tenuto ovviamente conto delle differenze normative tra i paesi aderenti.
Punto di forza del progetto e senz’altro il partenariato, molto ampio e soprattutto rappresentativo di tutti i paesi dello spazio alpino, dalla Francia alla Slovenia, dalla Svizzera alla Germania, ovviamente passando per l’Italia.
 
Un approccio interessante
 
L’approccio all’educazione ambientale mostrato dai partner del progetto è senz’altro interessante, perché ha evidenziato un’eterogeneità e ricchezza di fondo, dovuta al ruolo rappresentato da ciascun partner e alla nazione di provenienza tale da far nascere una sincera curiosità nell’approfondire le best practices di cui i partner sono portatori.
 

Altrettanto si può ipotizzare per le nuove idee sulla valorizzazione territoriale che possono nascere nei territori montani: spesso considerati ai margini dello sviluppo economico, al contrario essi vivono maggiormente gli effetti di uno sviluppo ecologicamente non sostenibile. Basti vedere il tema dei cambiamenti climatici, così da diventare talvolta dei soggetti in prima linea nel recuperare modelli di sviluppo virtuosi, anche in ambito educativo.

 
Scuole “orientate alla montagna”
 
Un altro punto di forza è senz’altro l’alto numero di osservatori esterni – ben 25 tra ONG, associazioni, reti, rappresentanti di Regioni o ministeri, che seguono i lavori del progetto e che saranno chiamati ad esprimere pareri, diffondere i risultati, aprire contatti e opportunità di disseminazione.
I giovani sono il target strategico per valorizzare l’ambito alpino, nei contesti formali e non formali. I risultati attesi sono la creazione di una rete transazionale di cooperazione sulle tematiche educative in ambito alpino, che unisca educatori formali e non formali e un report comparativo sulle pratiche innovative di educazione in ambito alpino.
Ma il cuore più ambizioso del progetto è proprio quello denominato MOE, un modello di scuola orientato alla montagna, come approccio strategico della formazione dei curricoli scolastici.
Due i momenti di lavoro più significativi.
Il primo riguarda quello di condivisione del linguaggio, visto anche le differenze linguistiche, a partire da una supposta differenza tra educazione ambientale e educazione allo sviluppo sostenibile. Al di là delle distinzioni talvolta solo accademiche tra due concetti che appaiono diversi solo estremizzando i rispettivi limiti concettuali, il lavoro per gruppi ha consentito di rompere il formalismo delle presentazioni frontali e, soprattutto, ha fatto emergere alcune best practices già in corso di realizzazione che senza dubbio verranno riprese nell’elaborazione del MOE.
Il secondo riguarda la proposta di realizzare una Summer School sull’educazione ambientale nel prossimo mese di agosto, grazie al lavoro dell’università di Innsbruck e di quella di Lubiana, rivolta ai docenti e agli operatori dei parchi che potrebbero aiutare nell’elaborazione del MOE.
 
I PARTNER DEL PROGETTO
Alparc Associazione con sede a Chambery, Educ’alpes di Gap, Regione Lombardia, FLA, Asters ente gestore di 9 riserve naturali in Savoia, Liceo Reinach di Chambery, regione del Burgenland – Austria, Associazione Parchi Naturali austriaci, Università di Innsbruck, Università di Lubiana, Scuola Superiore BC Naklo in Slovenia, Parco Nazionale di Baviera Berchtesgaden, Associazione Parchi Svizzeri

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