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Ascoltando la corrente

| Redazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Ascoltando la corrente

Il Po scandisce il tempo dei torinesi con il suo scrosciare ma spesso lo diamo per scontato. Un cortometraggio creato per l’occasione da persone dagli animi diversi ma con un fine comune: quello di tendere le proprie orecchie verso il nostro fiume. 

La partecipazione attiva come risposta all’indifferenza

Il corto di Silvia Pesce, proiettato ai Magazzini sul Po di Torino, non poteva scegliere cornice migliore, ponendo gli stessi ospiti a contatto col vero protagonista di questa pellicola: il fiume.

IL DOCUMENTARIO

La storia di Dora ci mostra una dottoranda fuorisede, dal nome quanto mai cucito alla perfezione, adottata dalla città di Gianduia e dei “turet” (le fontanelle con la testa di toro).

La giovane studentessa comprende che non basta l’astrattismo dei numeri e delle mere previsioni per riuscire ad accogliere l’anima di questo corso d’acqua ma bisogna viverlo e parlare con coloro che si confrontano, chiacchierano e respirano quotidianamente questa realtà.

Le acque imbrigliate

Torino e il Po si amano ma come in ogni relazione ci sono anche dei problemi. Le alluvioni e la siccità, figlie del cambiamento climatico; l’aumento degli argini che vanno a lenire gli equilibri millenari, a tal proposito proponiamo le parole di Marco, operatore della Protezione Civile:

“L’antropizzazione estrema è andata a creare conflitto con il naturale respiro dell’acqua. Bisognerebbe individuare zone della valle per dare spazio al fiume.”

Dighe e colate di cemento che attaccano l’ecosistema e le biodiversità che lo popolano, in particolar modo la fauna acquatica ed ornitologica (soprattutto papere e gabbiani).

Il non voltarsi

Il tratto documentaristico, le musiche composte ad hoc, il videomaking e la sceneggiatura hanno dato vita ad un progetto ambizioso, dove tutti e 16 i ragazzi coinvolti hanno contribuito nel cercare di porre la lente d’ingrandimento su un elemento che fa da sottofondo alla vita dei cittadini di Torino e che troppo spesso viene dato per scontato.
La partecipazione attiva parte da chi ne diviene esempio per gli altri, esattamente come hanno fatto questi ragazzi!