Dalla natura straniata alla natura liberata attraverso l’arte

L’arte rivela l’unità di esseri umani e natura. Ad “Artissima 2018” (venticinquesima edizione, dal 1994) si sono viste diverse espressioni del rapporto arte-natura: l’arte come de-situazione, l’arte come de-temporalizzazione, l’arte come demiurgia del reale, l’arte come organizzazione di spazi virtuali, l’arte come cammino dalla forma all’informe e come ritorno alla forma.

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Parliamo di democrazia: non ci può essere se la disuguaglianza cresce

Democrazia sotto esame, con l’aiuto di pensatori di oggi e del passato. Nel mondo globalizzato non si globalizzano i diritti, lo spirito critico declina e l’aumento delle disuguaglianze vanifica la possibilità di una vera democrazia. La democrazia moderna va ripensata ed è compito della scuola creare il cittadino democratico.

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Ma questo “sovranismo” esattamente cos’è? Il concetto di sovranità tra Stato e Governo

“Quanto riesce lo Stato a essere strumento dei bisogni della società?” E “Quanto corrisponde alla società reale la società virtuale mediata da Internet?”. Queste le domande da porsi per capire il concetto di sovranità (“fare le leggi che avranno vigore per tutti i cittadini di un determinato territorio”), che non è sinonimo di “sovranismo” (“riaffermare la sovranità nel tempo della globalizzazione avanzante”). Lo Stato non è nient’altro che il complesso di strumenti giuridici di regolazione della società attraverso l’azione dei governi. E la società siamo noi.

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Migrazioni: fra umanità e problemi

In un mondo bloccato, mancano gli strumenti giuridico-politici per governare i flussi migratori. Che in base ai diritti umani richiedono due principi fondamentali: una accoglienza autentica e una concertazione europea perché le politiche di accoglienza dei flussi migratori possano risultare davvero efficaci. Viviamo in un’epoca di pensiero debole e sentimenti forti, all’insegna di un sapere infondato e non documentato. E l’uguaglianza dei diritti non è più senso comune com’era nel mondo “bipolare”, ma una opzione personale che si contrappone ad altre opzioni presenti nello spazio del mercato ideale e politico della cultura contemporanea. Un mercato ideale e politico dominato da una grande paura: la paura dell’“altro”.

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Le immagini uniscono, le parole dividono: la comunicazione ecologica secondo Otto Neurath

L’ISOTYPE, Linguaggio per immagini di Otto Neurath (International System Of Typographic Picture Education) è il tentativo più maturo di democratizzare il sapere usando una forma di comunicazione estremamente inclusiva: il linguaggio per immagini. L’ISOTYPE è un linguaggio di aiuto, pensato anche per i “Bisogni Educativi Speciali” e per iniziare un’educazione attraverso l’occhio: segni, colori, associazioni fra immagini compongono una sintassi e un lessico capaci di superare molte delle barriere che impediscono la reale socializzazione del sapere, come, ad esempio, informare su dati statistici chi non ha mai avuto modo di ricevere una formazione statistica e di contribuire a formare un’opinione pubblica, sufficientemente svincolata dalle barriere educative e culturali, e politicamente consapevole.

Otto Neurath (1882-1945), filosofo, economista e sociologo austriaco, è stato autorevole componente del “Circolo di Vienna”, promotore dell’educazione per immagini con attività museali e ideatore del Linguaggio internazionale per immagini (ISOTYPE).

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L’offensiva dei pantoclasti dietro gli incendi in Grecia e California

I media continuano a parlare di piromani. Ma gli incendiari che hanno devastato i boschi durante le ultime settimane rispondono a un altro ritratto: quello dei criminali che devastano la natura

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Questi ragazzi, bulli e vittime, soli e fragili. Parliamo di pedagogia

“Occorrono cambiamenti di sistema. Oggi, si lavora nell’ottica della frammentazione degli interventi, uno non sa cosa fa l’altro, non esiste un serio criterio di continuità educativa o non viene garantito il diritto alla discontinuità”. Intervista a Luisa Piarulli, esperta in Bioetica e pedagogia del territorio e autrice di “PedagogicaMente parlando. Riflessioni sparse sulla pedagogia che (non) c’è” 

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Il rinnovamento di una pedagogia oggi marginalizzata

Nella scuola degli acronimi dilaganti, occorre un nuovo progetto pedagogico, una ri-umanizzazione dell’educazione. Una proposta al centro di “PedagogicaMente parlando. Riflessioni sparse sulla pedagogia che (non) c’è” di Luisa Piarulli

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La catastrofe ambientale e il male del mondo

Soltanto una rivoluzione profonda, filosofica, può invertire la tendenza attuale. Una filosofia attraverso la storia della filosofia: il libro-intervista a Giuseppe Riconda

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Dalla Mesopotamia al tablet

L’officina della scrittura di Torino: l’ex-fabbrica “Aurora”. In 2500 metri quadrati il primo museo al mondo dedicato al segno nelle sue varie declinazioni. Fino al 14 gennaio 2018 una mostra per festeggiare un anno di vita

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Quando l’arte unisce

Artissima 2017: ventiquattresima edizione della importante mostra internazionale d’arte contemporanea. Sguardi su artisti provenienti da diverse culture rimescolati e rifusi in un unico popolo, quello dell’arte…

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Politiche della libertà finita

Antropocene, crescono attenzione e dibattito. Un numero speciale di Culture della sostenibilità, un convegno a Ecomondo.
Intervista a Mariaenrica Giannuzzi sul tema dell’Antropocene. È dedicato al dibattito sull’Antropocene il numero del secondo semestre 2016 di Culture della sostenibilità, che sarà presentato a Rimini in occasione dell’appuntamento internazionale di Ecomondo sulla green economy e l’innovazione il prossimo 8 novembre. Anticipiamo qui alcuni temi del dibattito con una intervista di Tiziana Carena a Mariaenrica Giannuzzi.
 
 
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Il cibo prendilo… così

(Torino) Nella città del Salone del gusto e di Terra madre, fioriscono le iniziative in campo enograstronomico. “Prendila così” (in

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Piromani e/o incendiari? Il fuoco nemico in Sicilia

Un fine settimana che non si dimenticherà facilmente per l’isola della Sicilia. Le zone di Cefalù, Lascari, la zona di Monreale, le Madonìe sono in preda alle fiamme.

Roghi disseminati qua e là che arrivano anche a toccare i centri abitati e, addirittura, il capoluogo. Certo, i roghi di questa funesta metà di giugno del 2016 sono stati alimentati dallo scirocco e dalle temperature bollenti; però, è pur vero che pensare all’autocombustione in sincronia in vari luoghi è pensare in modo improbabile: la matematica, secondo il calcolo delle probabilità sembra escluderlo. Sarebbe più facile fare un numero a caso e sentirsi rispondere da una persona conosciuta. Neppure possiamo pensare ai marziani o agli UFO, a fenomeni misteriosi di campi magnetici.

I roghi sono dolosi.

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Umberto Eco, una vita per il libro

Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016. Il Caffé filosofico di educazionesostenibile.it ricorda il grande scrittore scomparso
 
Umberto Eco ha rappresentato per chiunque si sia mosso nelle discipline filosofiche negli anni ’60, ’70 e ’80 dello scorso secolo, l’estrema agilità nel muoversi per problemi e, quindi, rompendo gli steccati disciplinari e mostrando nel concreto nel lavoro di ricerca (e di creazione: molti ricorderanno Il nome della rosa, romanzo filosofico del nominalismo tardo-medievale, Premio Strega 1981, 14 milioni di copie vendute, tradotto in tutto il mondo) che “se incontri il senso giusto delle cose, cancelli il vero e il falso, se hai larghezza di ingegno, scordi tracciati e formule”, come scriveva Il poeta cinese Wei Ying-wu. Anche se, poi, larga parte della sua attività di studioso è stata dedicata allo studio di “tracciati” e “formule”: ha sviluppato, come disciplina autonoma, la semiologia come scienza dei segni e delle significazioni.
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Poesia, natura e tecnologia

 Caffè filosofico N. 3 – Arte ed estetica in Marx

Continua la rubrica di Tiziana Carena dedicata alla filosofia, con un occhio particolare all’idea di natura, al principio di responsabilità e in genere a quanto nella filosofia ci può essere di aiuto nel (difficile) cammino verso la sostenibilità. La prima puntata è stata dedicata a Fichte e al “soggetto trascendentale” o “spirito” come principio assoluto della realtà. La seconda al romanticismo tedesco.

Questa terza riflessione introduce alle letture dei classici. Assaporiamone il gusto, l’atmosfera: l’ambiente sociale stimola le forme della fantasia artistica e l’arte è inevitabilmente legata all’ambiente sociale; difficile, dunque, determinare la priorità dell’arte o dell’ambiente sociale, posto che l’arte antica riesce ad attrarre noi che apparteniamo a un contesto sociale del tutto diverso. O, ancora, sarebbe surreale pensare che la scapigliatura milanese o i “poeti maledetti” fossero solo influenzati dal loro ambiente sociale (Baudelaire, senza Parigi, non sarebbe un poeta maledetto)……

«Che ne è di Vulcano di fronte a Roberts &Co., di Giove di fronte ai parafulmini, e di Ermes di fronte al Crédit Mobilier?

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Tempesta tedesca, ma di sentimenti

Caffè filosofico N. 2 – Ripensiamo al romanticismo tedesco 

Continua la rubrica di Tiziana Carena dedicata alla filosofia, con un occhio particolare all’idea di natura, al principio di responsabilità e in genere a quanto nella filosofia ci può essere di aiuto nel (difficile) cammino verso la sostenibilità. La prima puntata è stata dedicata a Fichte e al “soggetto trascendentale” o “spirito” come principio assoluto della realtà

 
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Le interviste virtuali di Tiziana Carena: Intervista a Carla Aira

Carla Aira insegna a Ivrea al Liceo Scientifico Statale A. Gramsci e collabora da tempo con case editrici quali DeAgostini, Pearson, Edisco e Capitello. Nel 2012 ha pubblicato una storia e antologia della letteratura inglese per IL Capitello (con A. Finotto e Pignet, From 1900 Onwards London, Bell-Torino Il Capitello) e scrive  per il sito iltrovalibri.it (wordhunter). Ha collaborato con un contributo intitolato Il giallouna letteratura da scoprire in F. Ingravalle (a cura di), L’evento. Aspetti e problemi, POLIS Working Papers n. 212, March 2014.

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Le interviste virtuali di Tiziana Carena

Intervista a Chiara Sironi sul volume Edipo. Re e vittima a cura di Maddalena Mazzocut-Mis e Gianfranco Mormino, Milano, Mimesis, 2014

 Chiara Sironi è dottoranda di ricerca con borsa di studio in Scienze Filosofiche – indirizzo Estetica e Teoria delle Arti presso l’Università degli Studi di Palermo. Il suo campo di ricerca riguarda l’estetica del Settecento, in particolare l’estetica di ambito inglese. Dal 2013 collabora attivamente con il gruppo di ricerca diretto dalla Prof.ssa Maddalena Mazzocut-Mis, docente di Estetica e di Estetica dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano.
Tra le sue pubblicazioni si segnala il saggio «L’Oedipus di Dryden e Lee: un percorso nel labirinto della Natura», in Edipo. Re e vittima, a cura di M. Mazzocut-Mis e G. Mormino, Mimesis, Milano 2014.

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