Suolo, una perdita in gran parte irreversibile

La “filiera del cemento” continua a farla da padrona e il consumo di suolo continua a ritmo impressionante. Ma la legge per tutelare quel poco di suolo superstite è ferma da quasi duemila giorni

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Il desiderio di vivere in Trentino

Ogni anno escono graduatorie di città “vivibili”, con classifiche abbastanza scontate. Meglio il QUARS, che considera sostenibilità ambientale, promozione dei diritti, inclusione sociale, partecipazione, pari opportunità.

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La resilienza dei superstiti. Riflessioni a partire da un suicidio

Terrorismo e disastri naturali causano vittime elevatissime, ma non si tiene conto delle “vittime superstiti”, dei sopravvissuti agli eventi disastrosi. Dopo un terremoto, ad esempio, occorre restituire ai sopravvissuti non solo case e centri commerciali nei quali vivevano e lavoravano, ma anche la voglia di starci per ricominciare.

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Respirare aria sporca “nuoce gravemente alla salute”

L’inquinamento e i roghi dei boschi portano l’ambiente in prima pagina. Il problema è avere politiche coerenti e comportamenti virtuosi, non solo quando arriva l’emergenza. Educare i cittadini, e anche i decisori…
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Fake news?

In realtà c’è poco da ridere: di fronte all’intensificarsi degli eventi estremi del clima non bisogna né assuefarsi né rassegnarsi

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La lezione dimenticata della siccità

Lotta agli sprechi individuali e lotta allo spreco di acqua nelle condotte: due ricette urgenti per un’Italia che consuma più acqua della media europea. La sola acqua sprecata basterebbe per più di 10 milioni di persone, mentre il “troppo” delle alluvioni incombe

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Trump e i negazionisti

Sono trascorsi quasi due anni dagli “accordi” di Parigi sui mutamenti climatici, ma nulla lascia intendere e sperare che si vada avanti lungo la strada disegnata in quegli incontri. Profetici i versi del librettista della Traviata

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Siccità: acquedotti colabrodo e altre insipienze

In Italia si lavora solo sull’emergenza, senza una azione lungimirante di prevenzione.
Non aspettare le “vacche magre”: lo spiegava già Giuseppe interpretando i sogni del Faraone, migliaia di anni fa
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Non bastava. Il terremoto della Fragitalia

Incendi, frane e terremoti. L’Italia paese fragile.
L’ignoranza da parte delle classi dirigenti del Paese che governano è una caratteristica che si tramanda dal Risorgimento in poi e aggrava le cose.
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Ricordando Seveso

Quarant’anni fa il tremendo incidente all’Icmesa, in Lombardia, guadagnava il triste primato di ottavo tra i peggiori disastri ambientali della storia. Ma i giornali cominciarono a darne notizia solo dopo una settimana. Ma le Geenna dell’inquinamento e delle discariche non sono finite

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La voce della natura e i disastri ferroviari

“Errore umano”? Le responsabilità a monte della tragedia in Puglia tra Andra e Corato sono molte. Solo la natura non sbaglia mai

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Parigi? Val bene un impegno

Occhi puntati sulla COP21. Si prospetta un accordo difficile, ma forse migliore del previsto, anche grazie all’Enciclica di papa Francesco

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Alluvioni, la storia non insegna

Dal 1989 sono state censite 11.468 aree a rischio idrogeologico molto elevato che interessano il territorio di 2.875 comuni (oltre un quarto dei comuni italiani) in tutte le regioni. Ma ancora non si fa prevenzione

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Francesco, il papa che non piace alle lobby e a chi le aiuta

Governi e comportamenti: questo il problema centrale. Ma ora la responsabilità passa alla capacità e alla volontà delle migliaia di vescovi e sacerdoti di veicolare il messaggio ai fedeli e alla capacità e la volontà dei fedeli che si riconoscono in Francesco di trarne le conseguenze nei comportamenti quotidiani: di vita, di produzione, di consumi.

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Non si può fare storia senza la storia dell’ambiente

Cosa è successo tra le 23,58 e 45 secondi e la mezzanotte del 31 dicembre? Un volume collettivo ricostruisce le tappe dell’impatto umano sul pianeta

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Terremoti, cosa dire e cosa tacere

Una comunicazione scientificamente corretta è il principale strumento per fornire indicazioni realistiche sui comportamenti da tenere in caso di pericolo.Sono molte, ma proprio molte, le arti in cui molti con indiscusso o discutibile successo si esercitano.

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Quanto manca?

Il problema per la Terra si porrà tra poco meno di due miliardi di anni quando il nostro pianeta uscirà dalla cosiddetta zona abitabile, orbitando attorno al Sole a una distanza che non permetterà più la presenza di acqua allo stato liquido, e quindi di vita, sulla superficie. Ce lo dice Andrew Rushby, uno degli astrobiologi dell’Università dell’East Anglia che hanno calcolato quanto manca al nostro pianeta per diventare inospitale. Ciò significa che chi vive oggi può stare tranquillo.

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Nella “Terra dei Fuochi”

Rifiuti tossici nelle aree agricole della Campania: allarme per la salute e l’agricoltura

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Comunicare il rischio ambientale

Martedì 12 marzo, alle 17:30, sarà presentato presso la libreria Guida a Portalba, la rivista Ambiente, rischio e comunicazione di AMRA – Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale – edita da Doppiavoce.

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