Cinemambiente: la realtà entra nelle scuole con i film dei ragazzi

Dal 1998 Cinemambiente continua la sua strada, superando gli scogli delle crisi economiche e finanziarie che tagliano i budget, grazie alla passione del suo direttore Gaetano Capizzi. Il Festival internazionale di cinema ambientale aveva fatto le sue prime prove con “Dieci anni dopo Cernobyl” nel 1996 (e noi ne avevamo curato l’ufficio stampa).
Una storia di collaborazione e amicizia (nel 2005 il festival aveva spostato la sua data per svolgersi in concomitanza con il Terzo congresso mondiale WEEC e le migliaia di persone convenute da tutto il mondo per il congresso tenutosi quell’anno a Torino).
Quindicimila presenze, oltre 120 film, un nutrito numero di partner pubblici, privati e non profit, vari eventi paralleli sono il bilancio più che positivo dell’edizione 2019 in una città divenuta per qualche giorno capitale italiana e internazionale dell’ambiente, grazie anche alla convocazione del Clean air dialogue per affrontare il drammatico problema della strage da inquinamento atmosferico.

I premiati

Il 5 sera, Giornata mondiale dell’ambiente, cerimonia finale di premiazione alla presenza del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e della sindaca di Torino Chiara Appendino.
Miglior documentario è risultato “The Burning Field” (Usa, 2019) di Justin Weinrich, che attraverso lo sguardo di quattro giovani ghanesi impegnati a rimediare un lavoro e alla ricerca di rapporti umani ci svela l’inferno di Agbogbloshie, sobborgo di Accra, dove è situata la più grande discarica abusiva di rifiuti elettronici sulla Terra.
Premio del pubblico a “Anthropocene: the Human Epoch” di Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier e Edward Burtynsky (Canada, 2018). Il film fa parte di un ampio progetto multimediale e interattivo ora in mostra al MAST di Bologna, parte conclusiva, dopo Manufactured Landscapes e Watermark, di una trilogia dedicata all’impatto delle attività umane sulla Terra.

L’occhio dei ragazzi sull’ambiente

È stato Sergio Costa, con a fianco la sindaca di Torino Chiara Appendino, a consegnare i premi ai vincitori del concorso Junior: la medaglia della Repubblica per l’ambiente, che era stata istituita nel 1989 e che il ministro Costa ha rivitalizzato nel settembre 2018.
Nell’edizione 2019 di Cinemambiente Junior sono stati iscritti al concorso circa 200 cortometraggi a tema ambientale, realizzati nel corso dell’ultimo anno scolastico 2018-19, da tutta Italia.
Un riconoscimento è andato a “Giustino uccellino coraggioso” realizzato dalla classe IIC dell’Istituto comprensivo 57 “San Giovanni Bosco” di Napoli con Arci Movie di Napoli. Giustino è un uccellino che vive sul Vesuvio e si trova a vivere la tragedia dei roghi estivi. Abbandonato da tutti, decide di portare avanti una missione: ricostruire il bosco.

Un altro esempio significativo è “Uomini e ferro”, opera della V A, indirizzo Biotecnologie ambientali, dell’Istituto “Antonio Pacinotti” di Taranto, sul rapporto tra la città e il colosso siderurgico ex-Ilva. Quando l’Ilva è stata aperta, hanno detto, l’abbiamo accolta come un segnale di benessere. Poi è calata la morte.
“Serietà e maturità”, dice la motivazione della menzione speciale, “sono i due ingredienti che emergono dalla visione di un ‘quasi documentario’, grazie ai quali viene raccontata una situazione estremamente complessa con linearità, concisione e chiarezza. Convince la capacità di fornire informazioni con una rappresentazione equilibrata dei fatti da cui tuttavia traspare la drammaticità della situazione che i ragazzi vivono nella loro quotidianità, sulla loro pelle.”

 

 

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