Cresce la Nuova Educazione Ambientale

Continua anche in questo numero (e continuerà nei prossimi) la nostra campagna sulla sostenibilità urbana, vista ad altezza di bambino e bambina. Nelle strade delle città, intasate da automobili, in quartieri spesso fatiscenti e invasi da rifiuti, i bambini soffocano di smog e rischiano la pelle, e il cortile del condominio è “off-limits”, in genere anch’esso parcheggio, in ogni caso oggetto di severi divieti. Vietato ridere, correre, giocare, stare allegri. Stare allegri, cantava Dario Fo, dà fastidio ai potenti.

Ma stare allegri dà fastidio anche a molti senza potere, impoveriti, incattiviti. Anche gli “altri”, tutti gli inquilini del condominio-città, soffocano di smog, avrebbero bisogno di verde, di giustizia, di civiltà, di servizi decenti, di lavoro, e di stare allegri, non perché hanno l’abbonamento a Net Flix o il SUV, ma allegri di relazioni forti, di capitale sociale, di solidarietà, di ascolto e rispetto reciproco.

Una parte molto ampia di questo numero di “.eco” è però dedicata alla Giornate nazionali dell’educazione ambientale, che abbiamo realizzato a Napoli nell’aprile di quest’anno.

A Napoli qualcuno ha citato un famoso proverbio del Kenya (di cui esistono diverse varianti): “Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.”

Questo proverbio è diventato il titolo di copertina di “.eco”, perché l’idea di “fare rete” (che è poi, fin dall’origine, il vero senso della nostra missione) ha percorso tutto l’incontro, apparendo in tutti gli interventi e nelle esperienze presentate.

“Insieme” è l’incontro e la voglia di dialogo ritrovata tra istanze diverse, è la conoscenza di esperienze che si ignoravano, è la promessa di sinergie e alleanze tra pratica e ricerca, tra istituzioni e protagonisti di un movimento vitale e diffuso, tra vecchie e nuove generazioni dell’educazione ambientale (che richiede formazione, trasmissione di un patrimonio di contributi e riflessioni, intreccio di eredità e innovazione, strumenti efficaci) e nuovi “attori” (anche in senso teatrale, oltre che sociologico…) che mettono al centro la sostenibilità provenendo da altri mondi e da altri settori.

C’è, insomma, una “NEA”, una “Nuova Educazione Ambientale” che si affaccia e che aiuteremo a crescere.

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