DAL CUCCHIAIO ALLA CITTÀ, AL SASSO E IL TERRITORIO.

di Monica Nucera Mantelli

 

Appare chiaro oggi che le urgenze di visioni futuribili più armoniche tra uomo e natura portino alcuni di noi a considerare il disegno del territorio come uno dei settori strategici per il rilancio della sostenibilità green e l’incremento delle buone pratiche ambientali.

E’ utile a questo proposito ricordare, come riportato nel sopracitato titolo, la celebre espressione dell’architetto italiano Ernesto Nathan Rogers (Trieste, 1909 – Gardone Riviera, 1969) che con la frase iconica “DAL CUCCHIAIO ALLA CITTÀ” lanciata a slogan nella Carta di Atene (1951), esprime la necessaria pervasiva presenza del progetto in ogni cosa, e che ben rappresenta l’importanza del rapporto di fiducia e creatività con i futuri utilizzatori dei prodotti realizzati, favorendo lo scambio collaborativo tra le parti. Un modus operandi che sviluppa l’attivazione di processi transdisciplinari, l’elaborazione di nuovi approcci partecipativi e l’adozione di strumenti e metodi per una migliore gestione della complessità.

Nel 2021 diviene importante aggiornare quel principio, rilanciando la questione dell’interdipendenza tra uomo e habitat, così come ha scelto di fare Cave Germaire attraverso l’organizzazione dell’evento “DAL SASSO AL TERRITORIO” presso la sede di Carignano (TO) il prossimo martedì 29 giugno, Giornata mondiale del Design industriale (WIDD), per promuovere – tra buone pratiche e pianificazione di nuova generazione – le azioni di recupero svolte grazie al Piano d’Area del Parco del Po e al progetto innovativo per le aree estrattive denominato Masterplan del Po dei Laghi lanciato nel 2011, per ridisegnare insieme al territorio lo spazio fluviale, per un ambiente più in equilibrio tra uomo e biosfera.

Un territorio che fortunatamente in Piemonte, grazie al polo del Politecnico e dell’Università, già vanta un’offerta formativa importante in tale ambito, implementando un mondo professionale di alto livello e interfacciando un settore produttivo vivo – nonostante la crisi globale – e un patrimonio tra cultura e natura con enormi potenzialità.

Il territorio del MaB UNESCO CollinaPo interessa infatti un distretto geografico nel quale è presente una ricchissima attività economica nell’ambito dell’estrazione e di innovazione a fianco di una realtà ambientale di primario interesse che rappresenta non solo un prezioso scrigno di biodiversità (il comparto degli 86 Comuni di CollinaPo è Riserva di Biosfera UNESCO dal 2016) ma anche un territorio di potenziale grande valore per il benessere dei cittadini, oltre che di attrattività per le imprese.

Lo spazio delle aree boschive e agricole intorno all’area metropolitana di Torino, i parchi, il grande fiume Po con la sua rete di affluenti, i paesaggi agricoli collinari integrati a beni artistico-culturali, connotano la qualità di questo territorio urbano e periurbano, costituendo uno dei fattori chiave del suo sviluppo. Al contempo la società del consumo e della produzione di massa ha creato un legame virtuoso tra creatività e realizzazione di “prodotti” tra ergonomia, innovazione formale ed economicità.

Se dal rapporto tra funzione, semplicità e soluzione formale creativa nasce un oggetto che si distingue per il suo contenuto di progetto, questa attenzione può essere applicata ad una dimensione altrettanto evidente nel suo fondamentale “uso” quotidiano, ovvero quella del territorio declinato nella sua forma percettiva nel paesaggio.

Una attenzione che diventa necessaria nel mondo di oggi, perché la dimensione territoriale è stata troppo tralasciata dallo sviluppo eccessivo dell’impronta antropica, che anzi ha spesso riempito l’ambiente di produzioni senza porre attenzione al circuito complessivo di un prodotto – che, come in questo caso, ha a che fare con il paesaggio e la qualità di vita in cui ogni essere vivente si muove.

Segnali di questo rinnovato interesse verso la cura e ridisegno verde del territorio sono già registrabili: l’attenzione al tema paesaggistico, oggetto di politiche e di atti di indirizzo nel settore sia pubblico che privato, come anche il ritorno alla cura dei temi annessi al biologico e biodinamico nell’agricoltura, sembrano indirizzarci verso una dimensione che esce dal concetto stretto di “città” per riportarci verso una visione più olistica di “villaggio” e dalla produzione di “oggetti” tradizionali – come quelli annessi all’attività costruttiva  e pianificatrice sino a ieri – oggi si ripensa ai luoghi dove si vive e opera come “giardini del futuro”, dove la riqualificazione di spazi interessati da attività economiche, come ad esempio le aree di escavazione lungo i fiumi, possono essere trasformati in aree verdi per il tempo libero e il benessere.

Molti sono i programmi e progetti europei che promuovono queste buone pratiche, ma ancora troppi pochi i Paesi che le attuano. In Francia, un esempio su tutti, il successo clamoroso e crescente del Grand Parc Miribel Jonage nei pressi di Lione, nato da un sito interessato proprio da attività estrattive.

Può, con esempi cosi fulgidi dei nostri vicini di casa, configurarsi in Italia, e in particolare in Piemonte, nel Torinese, una prospettiva di ridisegno territoriale che abbia come suo primo obiettivo l’ambiente e le sue componenti?

I prodromi per farlo ci sono tutti. Le città dei MAB UNESCO comprendono i territori ibridi tra natura e aree urbane come gli spazi rurali e le aree naturali dove l’impronta antropica non è ancora giunta o ha lasciato deboli tracce della sua presenza (come le aree “buffer” o “transition”). Nel periodo della crisi ambientale del pianeta appare necessario occuparsi della dimensione progettuale dove l’operare trasformativo dell’uomo si ispira ad una etica di pianificazione territoriale, e nella quale il legame virtuoso tra creatività, uso attento dei materiali, ergonomia ambientale, innovazione paesaggistica e economicità si uniscono a riforestazione, implementazione del verde pubblico e sviluppo della coscienza ambientale, in particolare sui temi della biodiversità.

Ecco allora che i patrimoni territoriali che circondano la vita quotidiana entrano nelle azioni dell’Agenda Mondiale 2030 e assumono un valore strategico nel riuso delle risorse naturali e della loro futura tutela.

Ha recentemente dichiarato Ursula von der Leyen: “Voglio che NextGenerationEU faccia partire un’ondata di ristrutturazioni in tutta Europa e renda l’Unione capofila dell’economia circolare. Ma non è solo un progetto ambientale o economico: dev’essere un nuovo progetto culturale europeo.” La Presidente della Commissione Europea ha unito il tema del progetto alla grande tradizione del design che ha visto nell’esperienza della Bauhaus nata nel 1919 un punto di riferimento di svolta. Ecco quindi che progetto di territorio e le radici del pensiero del design europeo si ritrovano sullo stesso fronte. Un tema di grande interesse in un territorio come l’area di Torino, che è stata riconosciuta Creative City UNESCO insieme a Ivrea e Alba.

Il nuovo Bauhaus europeo lanciato dall’Europa nel 2021 è un’iniziativa creativa e interdisciplinare che riunisce uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere. Una visione situata al crocevia tra arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Porta il Green Deal europeo nei nostri luoghi di vita e richiede uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e bello per il cuore e per la mente.

“Bello” oggi significa spazi inclusivi e accessibili, in cui il dialogo tra diverse culture, discipline, generi ed età diventa un’opportunità per immaginare un luogo migliore per tutti. Significa anche un’economia più inclusiva, in cui la ricchezza è distribuita e gli spazi sono accessibili. Natura e Cultura sono le parole chiave.

“Bello” significa soluzioni sostenibili che creano un dialogo tra il nostro ambiente edificato e gli ecosistemi del pianeta. Significa realizzare approcci rigenerativi ispirati ai cicli naturali che ricostituiscano le risorse e proteggano la biodiversità.

“Bello” significa esperienze che arricchiscono rispondendo ad esigenze che vanno al di là della dimensione materiale, ispirate alla creatività, all’arte e alla cultura. Significa apprezzare la diversità come un’opportunità per imparare gli uni dagli altri.

Tutto questo complesso reticolato di vita crea una prospettiva di “Heritage design”, ovvero di progettazione – tra pubblico e privato – che possa fornire un contributo all’utilizzo più consapevole e sostenibile di tutte le risorse per il buon futuro di tutti. E‘davvero l’occasione per affrontare la dimensione della “scarsità” oggi divenuta di attualità di fronte alle planetarie sfide ambientali.

Infine: si parla tanto di Crisi Climatica e degli effetti imprevedibili che ha sul clima in tutte le parti del mondo. Condizioni meteo estreme, alluvioni ecc. Ma questo non è dovuto solo alla massiccia immissione di gas serra nell’atmosfera, ma soprattutto alla distruzione degli ecosistemi che dovrebbero garantire un riciclo delle componenti chimiche dell’atmosfera. Ricordiamoci che gli ecosistemi svolgono delle funzioni di regolazione non solo della loro “salute” interna ma anche del mondo umano, attraverso benefici diretti e indiretti che, tristemente, non vengono riconosciuti fino a quando non vengo distrutti o debilitati.

Problemi come l’effetto serra o il buco nell’ozono, che hanno ormai una portata planetaria, possono essere limitati ampliando o naturalizzando intere aree verdi. Gli organismi vegetali infatti hanno la straordinaria capacità di assorbire i gas serra e restituirli all’atmosfera sotto forma di ossigeno, rendendo possibile la respirazione degli animali. Un meccanismo perfetto che dura da milioni di anni e che ha consentito lo sviluppo della vita, ormai irrimediabilmente compromesso dalle attività umane nelle ultime centinaia di anni. Gli ecosistemi hanno una incredibile influenza sul clima locale e globale, dovuta sia ai movimenti dell’atmosfera sia alla loro struttura fisica, alla loro estensione e alle loro caratteristiche geografiche.

Come anticipato a inizio di questo articolo, nel gennaio 2021 è partito il progetto “Germaire Green” con l’obiettivo di far conoscere quello che è stato fatto da tali Cave a favore dell’ambiente e del territorio, accettando la sfida contenuta nel Piano d’area del Po, il grande progetto per i territori fluviali che Roberto Gambino proprio dal Politecnico di Torino disegnò negli anni ’80. Queste Cave sono collocate dal 2016 nella Riserva di Biosfera MAB UNESCO CollinaPo, così come i Comuni di Carignano, Carmagnola, La Loggia, Villastellone, Moncalieri, Faule, Lombriasco e Casalgrasso su cui ricade direttamente l’attività estrattiva che si muove appunto intorno al bacino del Po.

Il prossimo 29 giugno ore 15 – 19 presso la sede di Cave Germaire a Carignano si terrà appunto un appuntamento all’aperto (in presenza e seguendo attentamente le norme antiCovid) dedicato alla rinaturazione del paesaggio nella Riserva UNESCO CollinaPo per disegnare insieme lo spazio lungo il fiume al fine di creare congiuntamente un ambiente più in equilibrio tra uomo e biosfera, come richiesto dall’Action Plan del programma mondiale MAB.  Alla presentazione “DAL SASSO AL TERRITORIO” interverranno: Carlo Colombino A.D. Cave Germaire SpA, Meuccio Berselli, Segretario generale Autorità di Bacino del fiume Po, Luigi Mille, Direttore generale AIPO, Agenzia interregionale per il fiume Po Claudio Bassanetti presidente ANEPLA, Andrea Agapito Ludovici, responsabile Reti e Oasi WWF Italia, Giovanni Ferrero, Presidente ISMEL, Roberto Saini, Presidente Parco del Po Piemontese, Giorgio Albertino, Sindaco Comune di Carignano, Ivana Gaveglio, Sindaco Comune di Carmagnola.   Sono stati invitati: Fabio Carosso, Vicepresidente Giunta regionale, Assessore Regione Piemonte Urbanistica e Parchi e Andrea Tronzano, Assessore Regione Piemonte al Bilancio, Sviluppo delle attività produttive e Attività estrattive. L’ingresso è riservato ai soli invitati.

Negli ultimi 20 anni, le Cave Germaire hanno favorito il ritorno della flora e della fauna locale, nuovi habitat acquatici, terrestri e palustri, reintegrando la biodiversità del proprio comprensorio e ristimolando nuove attività produttive – come ad esempio l’apicoltura. Queste cave hanno sviluppato collaborazioni con realtà locali (dalle associazioni di birdwatcher agli appassionati di geologia, dal turismo green al mondo del tempo libero, etc) innervando la rete di conoscenze sugli obiettivi di riqualificazione, rinaturazione e ridisegno del paesaggio che come azienda, insieme agli Enti preposti – Parco del Po Piemontese, Regione Piemonte, etc – stanno portando avanti dagli anni ’90.

Ci torna in mente la dichiarazione rilasciata dalla past president del WDO World Design Organization – L’associazione internazionale che promuove il design –  arch. Luisa Bocchietto in occasione dell’evento GREEN GRAIN organizzato da chi scrive nel 2017 presso l’Urban ecovillage Grinto a Moncalieri : “Il consumo delle risorse non rinnovabili, la salvaguardia dell’ambiente, la riduzione degli sprechi sono temi cari a tutti, da affrontarsi in ogni occasione possibile; anche nel design, attraverso il progetto di prodotti e sistemi sostenibili. Il contributo dei designer e delle aziende è focalizzato sullo sviluppo di strategie in questa direzione, consapevoli che progettare prodotti significa comunque partecipare ad un modello di sviluppo dei consumi. Forse però un design più attento alle reali necessità delle persone ed alle loro attuali priorità potrà favorire lo sviluppo di prodotti sempre più utili, durevoli, sicuri, e garantire un godimento estetico e funzionale nel rispetto dell’ambiente. Non vogliamo smettere di consumare prodotti di qualità, né di desiderare o di sognare, ma possiamo farlo in modo migliore, riducendo gli sprechi inutili, pensando non solo a noi stessi, ma anche alle generazioni future. Aumenta l’apprezzamento di prodotti intelligenti, per la produzione dei quali è necessaria creatività e penso che la creatività nel design non debba essere associata solo al formalismo, quanto piuttosto alla capacità d’ascolto e di risoluzione dei problemi. Ad un approccio edonistico si sostituisce un approccio più etico. Il tempo, lo spazio, il silenzio, anche visivo, sono dei valori necessari a sviluppare un rapporto in armonia con il mondo”.

Approfondimenti e informazioni:

cavegermairegreen@gmail.com

Pagina Facebook Cave Cermaire Green

 

Fonti

Bibliografia:

“Nasce il New European Bauhaus”, Artribune, 2021

“Green Grain”, Atti del Convegno presso Grinto Eco Village, 2017. Scarica qui la brochure completa.

“Metà della Terra” di Edward Osborne Wilson, 2016

“Dal cucchiaio alla città- From the spoon to the town”. Ricerche e progetti per il territorio, la città, l’architettura”, Jean-Jacques Terrin, 2015.

Scrive per noi

Monica Nucera Mantelli
Monica Nucera Mantelli
“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra.
Ideata da Monica Nucera Mantelli.
Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager.
Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura.
Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta.
Tra i molteplici servizi svolti, ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Ha creato e sviluppato eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna sui temi tra natura, ambiente e sostenibilità GREEN MOOD, il talk-show tra ecologia ed economia THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno/evento/mostra sulla rete territoriale GREEN GRAIN.
Suo il progetto di riqualificazione ILOVEPULCHERADA.
Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di Torino Strategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO.
Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet e l'agri-commedia DUE CUORI E UN PEPERO'con la cantante argentina Sonia Farrell. Pubblica saggi sulla rubrica editoriale IN PUNTA DI TANGO.
Ha curato circa un centinaio di mostre e scritto decine di testi critici di accompagnamento alla produzione artistica di artisti internazionali. Redige la sua rubrica fissa NELL'ANTRO DELL'ARTISTA sulla rivista ContemportArt.
E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino ha fondato la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE, da cui è nata la rubrica omonima sulla testata .ECO EDUCAZIONE SOSTENIBILE.
Da oltre un ventennio è direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM, con autoproduzioni tra musica, arte, letteratura, danza e molto altro per comunicare e trasferire la ricchezza culturale il patrimonio UNESCO del Tango rioplatense.
Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica.
Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

Monica Nucera Mantelli

“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra. Ideata da Monica Nucera Mantelli. Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager. Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura. Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta. Tra i molteplici servizi svolti, ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Ha creato e sviluppato eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna sui temi tra natura, ambiente e sostenibilità GREEN MOOD, il talk-show tra ecologia ed economia THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno/evento/mostra sulla rete territoriale GREEN GRAIN. Suo il progetto di riqualificazione ILOVEPULCHERADA. Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di Torino Strategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO. Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet e l'agri-commedia DUE CUORI E UN PEPERO'con la cantante argentina Sonia Farrell. Pubblica saggi sulla rubrica editoriale IN PUNTA DI TANGO. Ha curato circa un centinaio di mostre e scritto decine di testi critici di accompagnamento alla produzione artistica di artisti internazionali. Redige la sua rubrica fissa NELL'ANTRO DELL'ARTISTA sulla rivista ContemportArt. E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino ha fondato la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE, da cui è nata la rubrica omonima sulla testata .ECO EDUCAZIONE SOSTENIBILE. Da oltre un ventennio è direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM, con autoproduzioni tra musica, arte, letteratura, danza e molto altro per comunicare e trasferire la ricchezza culturale il patrimonio UNESCO del Tango rioplatense. Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica. Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

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