Il desiderio di vivere in Trentino

Diciamo la verità: non ci voleva molto e magari nemmeno ricerche di quotidiani e Università per sapere che la qualità della vita è soprattutto buona nelle città piccole e medie, meglio se alpine; che al Nord si vive meglio che a Sud; e che, complessivamente, si vive peggio che altrove in Campania, Sicilia e Calabria. Quest’anno le graduatorie del “sole 24ore” e di “Italia Oggi” classificano ai primi posti Belluno (nella foto a lato, N.d.R.), Aosta, Trento e Bolzano. Praticamente come ogni anno e, presumibilmente, come negli anni a venire.
Non è certo una gran sorpresa. È come andare sul sicuro nelle previsioni del tempo che avvertono gli automobilisti delle “nebbie in val Padana”. Tuttavia periodicamente ce lo confermano i rapporti di fine anno sullo stato dell’ambiente: è una specie di “ricordati che devi morire”.
 
Cambiare la scelta degli indicatori
 
Malgrado ciò puntuali arrivano i risentimenti di chi – amministratori più che cittadini – si lamenta offeso del posto assegnato alla propria città o provincia nella graduatoria nazionale. Questo non mi pare corretto perché nessuno, a cominciare da me, ha il diritto di dire “non è vero che qui si vive peggio di…” perché dovrebbe anche essere capace di spiegare per quali motivi si vivrebbe peggio in altre città in altre province. E, se non si è trascorsa tutta la vita in ciascuna delle provincie della graduatoria, nessuno può dirlo. Perciò ci si affida agli indicatori che annualmente vengono utilizzati per stilare le classifiche. Se proprio si vuole contestare qualcosa è sulla scelta degli indicatori che vale la pena di discutere e, se si crede, protestare.

A me sembra che questi indicatori sono utilizzati in modo anche scientificamente corretto, ma un po’ “pigro”, che non tiene conto di variabili il cui valore non sempre è preso in considerazione. Uno, in particolare, è quello della percezione che i cittadini hanno della qualità della vita, del loro viver bene o male, nelle città in cui risiedono.

Così come mi sembrerebbe anche utile incrociare i risultati di fine anno ai quali sto facendo riferimento, con altri rapporti come quelli di Legambiente sull’ecosistema urbano e con quelli della “Campagna Sbilanciamoci” ottenuti sulla base dell’elaborazione del QUARS, un indice costruito per misurare il benessere e la qualità dello sviluppo nelle regioni italiane. Quest’ultimo indicatore, in particolare prova ad individuare e collegare tra di loro le componenti di uno sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, la promozione dei diritti, l’inclusione sociale, la partecipazione, le pari opportunità.
Impostare politiche appropriate
La lettura dei risultati ottenuti mi sembra molto utile soprattutto agli amministratori della cosa pubblica ai vari livelli territoriali perché se è vero che la visione della qualità dello sviluppo determina la scelta degli indicatori, altrettanto vero è che la scelta degli indicatori è propedeutica all’impostazione delle politiche che un’Amministrazione si propone per raggiungere un determinato tipo di sviluppo.
Devo correttamente dire che quando anni fa provai un confronto del genere venne fuori che ai primi posti delle graduatorie stilabili risultavano Trentino, Veneto e Toscana e agli ultimi Calabria, Sicilia e Campania. Tanto che mi veniva da concludere che un solo grido si potrebbe levare in sostituzione del vecchio “me ne vogl’ì a l’America”: “me ne vogl’ì in Trentino”.
Oggi, con altri dati a disposizione posso aggiungere che volendo e potendo andare a vivere all’estero, la città migliore viene considerata la svizzera Zurigo, mentre si raccomanda vivamente di evitare Ouagadougou nel Burkina Faso.

Scrive per noi

UGO LEONE
UGO LEONE
Professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica"

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Professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica"

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