Due e.ruote nei Parchi

Come è noto il C40, il Network internazionale di città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici – che connette più di 80 grandi città in tutto il mondo impegnate che rappresentano più di 600 milioni di persone e un quarto dell’economia globale – ha nel tema della mobilità a emissioni zero uno degli assi di lavoro fondamentali. Certo sul tema un conto è parlare di “emissioni zero” o di impatto zero. Proprio in questo periodo di stanno accavallando notizie su quanto inquini nel ciclo di vita completo un’auto elettrica rispetto ad una a Diesel: sono conteggi che spesso poco considerano la necessaria conversione di un sistema economico non solo all’elettrico ma anche alle fonti di energia rinnovabili per l’alimentazione dei sistemi industriali; oltre all’elemento, del tutto trascurato, connesso ai costi sanitari dei cittadini che ogni giorno respirano le emissioni di auto a benzina e diesel che scorrazzano per le vie delle città. Ciò detto, sul tema della mobilità elettrica si sta sviluppando proprio in questi ultimissimi anni  una vera e propria “mobilitazione” dei mercati, dei cittadini, delle aziende. 

Il futuro della mobilità è sempre più elettrico e se guardiamo alle auto i dati sono davvero significativi. Nell’anno scorso nel mondo sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, in crescita del 57% rispetto al 2016 in cui ne sono state vendute 750 mila. Lo rivela l’E-Mobility Report 2018, presentato dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Anche in Italia si è verificata una crescita, ma i numeri sono abbastanza esigui se paragonati ai valori del mercato europeo e globale. Le auto elettriche vendute in Italia sono state 4.827 e rappresentano solamente lo 0,24% del totale dei veicoli italiani.  Numeri ben lontani da quelli della Germania e della Norvegia, che con 62.000 e 55.000 immatricolazioni sono i primi mercati in Europa.  A livello globale, però, è la Cina il mercato più importante. Conta circa 580mila auto elettriche vendute, in crescita del 72% rispetto all’anno precedente.

E le due ruote? In Europa la Germania la fa da padrone: secondi lo Zweirad-Industrie-Verband (ZIV), l’Associazione di categoria tedesca, nel 2017 si sono vendute 720.000 bici a pedalata assistita con una crescita del 19% rispetto al 2016.  La bici elettrica ha così conquistato una quota di quasi il 19% sul globale mercato ciclistico nazionale che, seppur in calo del 5%, si è attestato su 3,85 milioni di unità. Se guardiamo alla Francia e all’Italia, l’elettrico è in forte crescita: la Francia  ha segnato nel 2017 una crescita del 90% del comparto bici a pedalata assistita che hanno toccato il livello delle 255.000 unità vendute, all’interno di un mercato della bici globalmente stazionario su 2.782.000 unità (+0,2% rispetto al 2016). In Italia la crescita delle e-bike é di almeno un ulteriore 25% rispetto al lusinghiero risultato del 2016. Tradotto in cifre, le vendite di e-bike dovrebbero aver superato le 155.000 unità rispetto alle 124.000 conseguite nell’anno precedente. Svizzera e Austria hanno dato valori di crescita intorno a +40% nel 2017. Quindi un mercato che non cresce, è meglio dire esplode.

Ma oggi l’utilizzo dei mezzi con il sostegno dell’energia elettrica non possiede solo un valore nel rispetto dell’abbattimento delle emissioni e dei temi della mobilità alternativa. In particolare il settore dell’ebike ha assunto il significato di messo apripista, e questo in due sensi. Il primo in quanto la bicicletta a pedalata assistita permette di avvicinare anche quel pubblico meno vicino allo sforzo fisico, allettato dal fatto si non incontrare particolare impegno di gambe e di fiato al minimo dislivello. Il secondo per l’effetto di facilitazione alle percorrenze più lunghe che il mezzo elettrico permette, ed anche più diversificate, salite comprese. Questo secondo effetto è un elemento di apripista per l’uso turistico e di visita al territorio che una bicicletta muscolare rendeva appetibile solo ai veri appassionati. Quindi ebike come stimolo ad avere più ciclisti e più turismo.

E le stesse aree protette italiane hanno sviluppato numerose proposte Che riassumiamo di seguito a titolo di esempio anche riprendendo le informazioni oggi disponibili sulla rete.

Quindi un notevole futuro aspetto tutti i cittadini che abbiano voglia di assumere un atteggiamento consapevole nuovo nel conoscere il nostro stupendo Paese, anche per evitare di divenire una nazione percorsa in lungo e in largo da soli ciclisti nordici o australiani: certo ben vengano, ma sarebbe bene che anche noi italiani prendessimo il manubrio in mano per accompagnarli in sella, evitando di stare sul ciglio della strada a guardare il passaggio delle migliaia di biciclette che presto arriveranno, anzi sono già qui.

Partiamo allora dall’esempio piemontese del progetto Un Po di Ebike, sviluppato dall’accordo presentato lo scorso  4 ottobre a Moncalieri al parco Le Vallere di Moncalieri il lancio del progetto che ha coinvolto il territorio degli oltre ottanta comuni delle Aree protette del Po torinese e della Riserva della Biosfera UNESCO CollinaPo. Il progetto, promosso dall’Ente di gestione delle Aree protette del Po torinese, in partenariato con il gruppo Eurotec, mira a facilitare la mobilità sostenibile e a promuovere la fruizione del territorio in un connubio ideale tra uomo e natura. Si tratta di un’attività che comunica coerenza con le politiche regionali di riferimento, e, in senso più ampio, con quelle nazionali ed europee: attraverso la biodiversità, il mondo può essere più ecosostenibile. Il contesto è quello di un quadro generale di progettualità ciclabile di larga scala, avviato da tempo dall’Ente Parco, che include l’infrastruttura Corona Verde, il Masterplan del Po dei Laghi nel carmagnolese, i sentieri del “Cammino delle Colline del Po”, la ciclovia del Canale Cavour, la Blue way piemontese Pistaaa! e che ha le potenzialità per espandersi, fino a legare le Aree protette del Po torinese alle sue sorgenti e alla Riserva UNESCO del Monviso. Operativamente l’iniziativa prevede di realizzare una dorsale di colonnine per la ricarica di biciclette elettriche, ad estensione del servizio di bike sharing BicinCittà che coinvolge oltre 100 città italiane, che verrà gestita attraverso la georeferenziazione su Google Maps e l’utilizzo di App dedicate, incoraggiando una mobilità frazionata tra diversi mezzi di trasporto. Questa nuova opportunità va nella direzione di offrire innovative possibilità di visita a cittadini e turisti e si rivolge ad amministrazioni comunali e ad agriturismi, campeggi, B&B, alberghi, che potranno aderire all’iniziativa e diventare parte attiva della rete di ciclabilità a pedalata assistita. Info su https://m.facebook.com/Unpodiebike/ e su  http://www.parks.it/parchi.po.collina/dettaglio.php?id=50243 

Esempi di stimolo alla vista dei parchi su due ruote, magari facilitate, viene ad esempio dal grande progetto LIFE “SIC2SIC – IN BICI ATTRAVERSO LA RETE NATURA 2000 ITALIANA”  che intende promuovere una partecipazione attiva e consapevole della cittadinanza alla tutela della biodiversità nei siti della Rete Natura 2000. La Rete, insieme all’intero sistema delle Aree Protette (Parchi Nazionali, Regionali etc.), copre circa il 21% del territorio e custodisce un importante patrimonio di biodiversità, seriamente minacciato e a rischio di estinzione soprattutto per distruzione, degrado e frammentazione degli habitat, introduzione di specie esotiche invasive e sovrasfruttamento di risorse e specie. In questo quadro il progetto Sic2Sic ha come obiettivi principali: la sensibilizzazione dei cittadini sul significato e sull’importanza della Rete Natura 2000, la promozione di comportamenti ecosostenibili nella fruizione del territorio (itinerari ciclistici e turismo sostenibile), la formazione di una cittadinanza attiva nella conoscenza e nel monitoraggio dell’ambiente, l’attivazione di un modello collaborativo tra tutti i soggetti che compongono la governance territoriale, come modello di azione di policy per moltiplicare i benefici economici e sociali della Rete. Nell’arco di due anni, a cavallo tra il 2018 e il 2019, un gruppo di esperti del progetto (ricercatori ambientali, economisti di sviluppo territoriale, comunicatori e guide cicloturistiche) collegherà in bicicletta oltre 170 siti della Rete Natura 2000 italiana, lungo  percorsi per circa 6.000 km attraversando 7 regioni rappresentative delle diverse realtà biogeografiche, naturalistico-culturali e socioeconomiche dell’Italia: Nord-Ovest (Piemonte), Nord-Est (Friuli-Venezia Giulia), Centro (Lazio e Umbria), Sud (Puglia) e Isole (Sicilia e Sardegna). In totale 20 percorsi settimanali di 4 tappe lunghe circa 60 km dal martedì al venerdì e una tappa breve di 10-15 km il sabato, dove sarà particolarmente stimolata la partecipazione della cittadinanza per promuovere un utilizzo alternativo e sostenibile dei territori e soprattutto dei Siti della Rete. Info su :

https://ambienteinforma-snpa.it/progetto-life-sic2sic-tour-in-friuli-venezia-giulia/

Anche il Progetto dell’Associazione per il turismo responsabile “Farfalle in Cammino” promuove, questa volta sull’Appennino e nelle 5 Terre liguri, l’uso,dell’ebike. Il progetto Parco Bike nasce con l’obiettivo di promuovere il turismo sostenibile all’interno dei Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e Parco Nazionale delle 5 Terre grazie all’utilizzo di Ebikes. Che il tour scelto sia della durata di un weekend o di una settimana, quello che il turista deve fare è solo godersi le bellezze naturali e storico-artistiche. Il motore potente e silenzioso delle biciclette Parco Bike è un compagno affidabile per affrontare le salite godendo della straordinaria sensazione di libertà che la bicicletta sa regalare. E le proposte non mancano davvero: dal Pedala e Gusta nel Golfo dei Poeti, nel Medioevo, nel Parco Appennino o lungo la Via Francigena. Info qui:

http://www.farfalleincammino.org/e-bikes-e-clicloturismo/

Nel Parco nazionale delle foreste Casentinesi sono già attivi punti di noleggio specificamente dedicati con il progetto ebike per favorire gli spostamenti e le visite. Per le info:

https://www.parcoforestecasentinesi.it/it/muoversi/e-bike

Non mancano poi le Dolomiti con il Tour dei Parchi Naturali in E-Bike con Guida Alpina proposta da scuola di alpinismo come la Dolomiti SkiRock, realizzato lungo stradine sterrate boschive e mulattiere della Grande Guerra 1914-18 con la maggior parte del territorio a nord di Cortina d’Ampezzo che si estende all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e che confina con il Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies in Trentino Alto Adige, con punti di ristoro interessati lungo il percorso del Tour dei Parchi Naturali delle Dolomiti in E-Bike sono: Malga Ra Stua, Rifugio Sennes, Rifugio Biella e Rifugio FodaraVedla. Tutti i dettagli qui:

https://www.dolomitiskirock.com/sp/it/e/tour-parchi-naturali-in-mountain-bike-elettrica.3sp

Il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino ha realizzato invece dotato il territorio di sei stazioni di ricarica E-Bike, con un progetto volto a sviluppare il settore turistico del green e del Progetto TurNat-turismo natura, vista la sempre più diffusa presenza e utilizzo di mountain-bike a pedalata assistita. Le nuove stazioni di ricarica sono state posizionate lugo il percorso escursionistico per mtb Caoria – Paneveggio, nel Vanoi presso l’Osteria alla Siega a Ponte Stel e il Rifugio Refavaie; a San Martino presso la Malghetta Tognola e Malga Ces; a Passo Rolle Val Venegia presso Capanna Cervino e Malga Venegia. Per ogni bacheca – spiega Gino Taufer, Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Parco – è stata prevista la presenza di sei vani dotati di un sistema di chiusura a chiave che deve essere richiesta al gestore del locale. Questo permette all’utente, se dotato del proprio dispositivo di carica, di lasciare la batteria in ricarica utilizzando in libertà il proprio tempo di attesa. Appositi pannelli, collocati presso le nuove stazioni di ricarica, riportano le istruzioni per l’utilizzo e la mappa delle posizioni delle diverse stazioni sul territorio. Ecco le info:

https://www.parcopan.org/it/news/le-nuove-stazioni-ricarica-e-bike-nel-parco-n577.html

E infine citiamo anche i percorsi meno impervi delle Alpi orientali con le iniziative dei Parchi del Ducato emiliani nei quali proprio dal 2018 sono stati attivati il servizio di noleggio E-Bike nel Parco dei Cento Laghi con MTB a pedalata assistita disponibili a Bosco di Corniglio (PR). Qui le informazioni:

http://www.parchidelducato.it/parco.taro/dettaglio.php?id=43232

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

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