Earth Prize International 2020, i vincitori

Si è svolta il 10 e 11 ottobre 2020 a Luino (VA), alla presenza del Segretario Generale WEEC Mario Salomone, la terza edizione di Earth Prize International, il premio internazionale per l’educazione ambientale e il paesaggio, organizzato dalla rete mondiale di educazione ambientale (WEEC Network) in collaborazione con il Comune di Luino e realizzato con il contributo della Regione Lombardia. L’iniziativa cadeva anche in coincidenza della Giornata mondiale dell’educazione ambientale (14 ottobre)

La situazione di crisi pandemica non ha certamente impedito l’organizzazione dell’evento: al contrario, la condizione di difficoltà dovuta alle norme anti Covid-19 ha generato una trasformazione del formato. Infatti, è stato possibile seguire l’evento sia in presenza, nel bellissimo Palazzo Verbania di Luino, che a distanza, attraverso lo streaming della pagina Facebook dell’evento. Proprio sulla pagina Facebook è possibile rivedere sia il momento della premiazione che gli eventi collaterali della domenica.

I vincitori del 2020

David Quammen e Melati e Isabel Wijsen sono i vincitori della categoria internazionale. David Quammen, autore di Spillover. L’evoluzione delle pandemie, è stato premiato per la sua attività di divulgazione in merito al legame esistente tra lo sviluppo di malattie zoonotiche e le attività umane. Le sorelle indonesiane, Melati e Isabel Wijsen sono giovani attiviste ambientali che, dopo la campagna per la messa al bando dei sacchetti di plastica Bye Bye Plastic Bags, hanno dato vita a Youthopia, un movimento globale che mira a formare una generazione di changemaker.

Hanno inoltre ottenuto una menzione speciale la North American Association for Environmental Education per gli strumenti messi a disposizione degli educatori ambientali durante il lockdown e il professore australiano Philip Smith creatore della competizione Speaking4theplanet.

I premiati italiani

Di spicco anche i vincitori delle diverse categorie del premio nazionale. I vincitori dell’Earth Prize Italia sono infatti Luca Mercalli, noto metereologo, climatologo e divulgatore scientifico, premiato per la sua carriera dedicata alla educazione ambientale e alla divulgazione scientifica, e Roberta Cafarotti, direttrice scientifica di Earth Day Italia, che il 22 aprile di quest’anno ha organizzato una maratona multimediale in occasione del 50° anniversario di Earth Day.

Anche le “nominations” hanno voluto riconoscere l’impegno di chi nonostante la pandemia e i lunghi mesi di lockdown ha trovato il modo di diffondere il messaggio ambientale e di promuovere rispetto per la natura e comportaamenti eco-responsabili. Tra loro molti membri della Rete WEEC Italia.

L’elenco completo e le motivazioni integrali sono sul sito web del premio, www.earthprize.international.

Il premio Paesaggio

Per il Premio Earth Prize Paesaggio il vincitore è Stefano Boeri, architetto e urbanista di fama internazionale, premiato per le soluzione innovative e sostenibili in ambito urbano; Sempre per la categoria Paesaggio, un premio speciale è andato in memoria di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Il premio vuole commemorare il suo impegno nel creare un movimento forte e rispettoso della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Mario Salomone, Segretario Generale della rete mondiale di educazione ambientale consegna il Blue Prize a Franco Borgogno.

Franco Borgogno è, invece, vincitore del premio speciale Blue Prize, il riconoscimento della nostra testata “il Pianeta azzurro” per chi si è distinto nella tutela dell’ambiente legato all’acqua in tutte le sue forme. Giornalista e fotografo ha portato avanti con impegno e dedizione la ricerca e il monitoraggio dello stato di salute del mare. Proprio durante l’Earth Prize è stata anche allestita la sua mostra fotografica “Il nostro futuro scritto nel mare”.

Il premio ASVIS

Una novità assoluta dell’edizione 2020  è stato il nuovo premio dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile per la “Giusta transizione”, assegnato a Enel Foundation per il suo progetto Open Africa Power. La Fondazione Centro Studi Enel è un’organizzazione non profit indipendente, fondata dal Gruppo Enel, che si occupa di iniziative a supporto della transizione energetica globale, verso un futuro sempre più sostenibile, rappresenta inoltre una piattaforma scientifica di ricerca che coinvolge i più importanti attori della comunità imprenditoriale. Due menzioni speciali ASviS sono andate a Rosa Tiziana Bruno e a Novamont.

La cospicua partecipazione del pubblico, in presenza ed online, ha dato ulteriore conferma del centrale ruolo che questo appuntamento occupa per il territorio e per tutti coloro che si occupano di educazione ambientale.

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