Educare alla sostenibilità richiede di trovare, insieme, un’idea di futuro. Risoluzioni e proposte dalla seconda Conferenza Nazionale dei sistemi IN.F.E.A.S.

Dopo la prima conferenza del 2018 intitolata “I fili di lana” di Maria Lai, si è assistito alla seconda conferenza nazionale IN.F.E.A.S. caratterizzato dallo scambio di buone pratiche, uno strumento per ampliare i propri confini e un sistema che coniuga differenti esperienze, velocità e capacità di adattarsi.
Idee diverse, ascolto e contributo di tutti, obiettivi futuri, è esattamente quello che IN.F.E.A.S. cerca di realizzare con le sue azioni. 

L’avvio della conferenza

Come detto da Gianluca Cocco, direttore generale dell’Assessorato dell’ambiente della Regione Sardegna, è fondamentale trovare un’idea di futuro, una strategia, cioè educare alla sostenibilità.
L’educazione alla sostenibilità è una via per costruire e facilitare il cambiamento attraverso conoscenza, consapevolezza e capacità di azione responsabile, coinvolgendo giovani e adulti. Proprio coinvolgendo tutti si riesce ad ottenere il risultato finale. Essa viene definita anche educazione trasversale, quindi multidisciplinare, fattore non meno rilevante.
Gianluca Cocco ha cercato  di mostrare come è significativo tentare di vedere con gli occhi degli altri, per riuscire a cogliere i diversi punti di vista e quindi centrare l’obiettivo.
Ricordando i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, ci si è soffermati sull’obiettivo numero 4 – Quality Education e sull’obiettivo numero 16 – Peace, Justice and Strong Institutions, entrambi argomenti centrali della conferenza.
Sviluppo e non crescita, enfatizza Gianluca Cocco nel suo intervento. Sinonimi sì, ma non per lo sviluppo ecologico.

Una trasformazione attiva

Parlare di sostenibilità in questo periodo storico può sembrare qualcosa di indeterminato, poco concreto; non si può infatti pensare all’essere, inteso come esistenza, senza pensare a tutto quello che lo circonda. Generatività, parola citata più volte, ci indirizza su una conferma che si cerca di dare a riguardo della libertà, che si conquista ma che si fa anche circolare sugli altri. Non esiste libertà per l’essere stesso se non la si trasmette anche sugli altri. E’ un modo di pensare alla libertà che non distrugge ma aumenta la vita.
Si sente spesso parlare di Educazione civica, una disciplina cardinale per conoscere e comprendere, utile per diffondere argomenti fondamentali partendo dalle scuole.
Il Sapere, il Saper fare, il Saper essere, le tre direttrici delle politiche scolastiche, sono determinanti nell’educazione alla sostenibilità, punto di partenza per formare cominciando dalle giovani generazioni.
Uno dei punti fermi della conferenza riguarda il concetto delle attività che promuovono la trasformazione verso l’educazione alla sostenibilità, in modo che essa/e venga percepita e quindi notata complessivamente. La trasformazione non è immediata, è complessa e deve attraversare diversi passaggi. Tende ad essere frenata ma va concretizzata con realizzazioni future.
Come è stato proposto e promosso durante la conferenza, a partire dai patti educativi di comunità, intesi come progetti tra scuola e territori, è vantaggioso promuovere territori eco-attivi; l’esistenza di territori eco-attivi permetterebbe inoltre di creare e promuovere anche scuole eco-attive. 

I tavoli di lavoro

La conferenza si è conclusa con i tavoli di lavoro e la loro successiva discussione.
Nel Tavolo 1 si è parlato di Governance del Sistema IN.F.E.A.S. – Attualità e prospettive della Rete IN.F.E.A.S; nel Tavolo 2 si è ragionato sullo Sviluppo sostenibile e cittadinanza globale: i sistemi IN.F.E.A.S. verso la sfida dell’Agenda 2030; nel Tavolo 3 si è confermata l’Educazione alla sostenibilità nelle scuole; nel Tavolo 4 si è infine analizzato il PNRR: prospettive e opportunità per l’educazione alla sostenibilità.

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