L’educazione ambientale tra le tendenze protagoniste della Bologna Children’s Book Fair

Uno dei temi principali della 59^ edizione della Bologna Children’s Book Fair è stata la sensibilizzazione delle nuove generazioni ai temi legati alla crisi climatica e all’impatto dell’azione umana sull’ambiente attraverso la scelta di una varietà di libri che trattano temi come l’inquinamento, l’alimentazione e il rapporto con il non umano.

Dal 21 al 24 marzo scorso la Bologna Children’s Book Fair è tornata in presenza per la sua 59^ edizione. Più di mille espositori provenienti da 90 paesi hanno partecipato a questa edizione e i visitatori presenti registrati sono stati più di 21 mila.

A caratterizzare l’editoria per ragazze e ragazzi sono stati sicuramente i linguaggi ibridi utilizzati per parlare delle tematiche che hanno rappresentato questi ultimi anni: dal racconto della pandemia e l’inevitabile cambiamento del rapporto che abbiamo con la nostra sfera domestica, ad una presenza sempre più evidente di storie raccontate dalle culture altre, fino ad arrivare ad una sensibilizzazione delle nuove generazioni ai cambiamenti climatici. Così i fumetti, la poesia, la narrativa, le illustrazioni e la fotografia permettono alle giovani lettrici e ai giovani lettori di scoprire punti di vista differenti su delle tematiche condivise globalmente.

Creare una conoscenza ed una coscienza collettive attraverso racconti ed illustrazioni

L’urgenza di una sensibilizzazione delle nuove generazioni alla crisi climatica ha fatto sì che temi come l’inquinamento, l’alimentazione e il rapporto con il non umano diventassero i protagonisti dell’editoria per ragazze e ragazzi.

I racconti e le illustrazioni però non si limitano più ad una semplice spiegazione dell’impatto umano sul pianeta Terra, ma l’obiettivo comune è di creare una conoscenza ed una coscienza collettive che portino a risignificare i rapporti già esistenti e a crearne di nuovi, in modo da far crescere le nuove generazioni con una maggiore consapevolezza dei legami che ci uniscono alla Terra.

Gli elementi vegetali e gli animali non umani così diventano sempre più spesso i protagonisti di questi racconti. Tra i tanti esempi è da citare “Da che parte per Yellowstone?” di Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski, libro sui parchi naturali che ci porta a riflettere sulla salvaguardia della natura. “Tree beings” di Raymond Huber, illustrato da Sandra Severgnini, con la prefazione dell’etologa ed antropologa Jane Goodall e vincitore dell’Environment Award for Children’s Literature nel 2021 per la sezione non fiction, è un libro che ci fa capire quanto siamo dipendenti dagli alberi. “Cari estinti” di Arianna Papini, vincitrice del Premio Legambiente 2016, ricorda le 20 specie scomparse a causa dell’azione umana invitando ad una riflessione su ciò che sta accadendo oggi nel mondo. E infine è da citare il vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2022 per la migliore narrazione per immagini: Peter Van den Ende con “Il viaggio”, un libro senza parole che, attraverso le sole immagini, invita a ragionare sul rapporto tra uomo e ambiente.

L’Agenda 2030 raccontata ai più piccoli

Bologna Children’s Book Fair è partner del Sustainable Development Goals Book Club, progetto realizzato partendo dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile. Ogni mese viene pubblicata una lista di titoli di libri per i più piccoli, con lo scopo di approfondire uno dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile. La serie di libri “Zoe Salvamondo” di Ruggero Poi e Alice Rossi è ispirata proprio ai 17 obiettivi dell’agenda ONU 2030. Senza un atteggiamento moralistico, in ogni libro si cerca di capire cosa può fare di pratico un bambino per risolvere i problemi del mondo: “Zoe e il vestito di arancia”, ad esempio, è ambientato in un mercato di prodotti sostenibili dove la protagonista scoprirà l’importanza di una spesa attenta all’ambiente.

Qual è l’approccio migliore?

Se da un lato l’obiettivo di molte autrici e autori è quello di sensibilizzare le nuove generazioni attraverso una riscoperta dei legami e delle bellezze del mondo, dall’altro si prova ad andare nella direzione opposta. Questo è quello che fa l’illustratore spagnolo Roger Olmos, animalista e vegano, che attraverso le sue illustrazioni cerca di avere un impatto sulla coscienza delle persone. Infatti, dalla sua collaborazione con la fondazione per la difesa degli animali FAADA sono nati due libri: “Senzaparole” nel 2014 e “Amigos” nel 2017. Sono pagine che parlano di specismo; pagine difficili da sfogliare che mostrano, attraverso immagini che evitano l’ovvio, cosa si nasconde dietro la cultura della carne e stimolano la riflessione su una cultura che necessita un cambiamento.

Ma se questo metodo di sensibilizzazione può essere efficace per gli adulti, è davvero l’approccio migliore da utilizzare con i più piccoli? Siamo davvero arrivati al punto di dovergli mostrare queste crude realtà? Non basta più ricordargli le bellezze di un mondo che vale la pena salvare?

Scrive per noi

Federica Benedetti
Ha studiato arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e archeologia medievale presso la University of York in Inghilterra. È attualmente studentessa della magistrale di Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato anche per Lavoro Culturale e la rivista pH.

Federica Benedetti

Ha studiato arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e archeologia medievale presso la University of York in Inghilterra. È attualmente studentessa della magistrale di Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato anche per Lavoro Culturale e la rivista pH.

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