Educazione, Resilienza, Democrazia: la Rete WEEC ne discute a Cagliari

A Cagliari (6-8 giugno) si svolge la First International Conference Education and Post-Democracy, prima conferenza internazionale della rivista “Scuola democratica”. Una sessione su “Educazione, Resilienza, Democrazia” in ambito WEEC, dalla riflessione fatta nel corso della Summer school 2018, nell’officina delle idee su “Fragilità e resilienza”, e da una recensione su “.eco” al libro di Patrizia Garista.

Dall’officina delle idee su “Fragilità e resilienza” alla Summer school WEEC 2018 e dal contatto con Patrizia Garista e la recensione del suo libro “Come canne di bambù” apparsa su “.eco” di marzo 2019 è nata una sessione dedicata a Educazione, Resilienza, Democrazia nella First International Conference Education and Post-Democracy, prima conferenza internazionale della rivista “Scuola democratica”. Numerose le risposte alla call lanciata da Elena Pagliarino (CNR-IRCRES, condirettrice di “.eco” e esponente della Rete WEC)) e Patrizia Garista (INDIRE). Tra queste i contributi di Giovanni Borgarello e Paola Iotti. Il primo parla delle sue esperienze nelle valli piemontesi, la seconda sul lago di Como. L’intervento di Elena Pagliarino (preparato con Isabella Zoppi) è centrato sulla resilienza dei sistemi socio-ecologici complessi, come quello del distretto del riso italiano, e sul ruolo dell’apprendimento sociale.
“Promuovere la resilienza nei contesti educativi”, scrivevano tra l’altro Elena Pagliarino e Patrizia Garista, “favorisce processi di emancipazione, inclusione e socializzazione, comportamenti di cooperazione e solidarietà, la partecipazione di individui, gruppi e comunità. Così, l’educazione alla resilienza diventa uno strumento delle politiche di lotta alla radicalizzazione e alla discriminazione sociale, di quelle volte a favorire il dialogo interculturale, la cittadinanza attiva, la legalità, delle politiche ambientali e di sviluppo sostenibile”

La resilienza nell’educazione ambientale

Nell’educazione ambientale, ad esempio, la resilienza individuale o di comunità è incoraggiata per quella che Langer chiamava “conversione ecologica”, vale a dire una trasformazione attiva e consapevole che prende avvio dalla crisi ambientale, ma comprende la complessità di connessioni tra istanze ambientali, politiche, sociali ed economiche.
“La resilienza osservano – è diventata un prisma attraverso cui poter decostruire e rileggere il legame tra l’uomo e il suo ambiente, tra le conoscenze più razionali e formali e l’esperienza nel mondo di cui si è parte”
La sessione si propone di esplorare il legame tra resilienza, democrazia e sostenibilità, accogliendo riflessioni teoriche e ricerche empiriche, studi su fattori e casi di emancipazione, metodologie, pratiche e considerazioni etiche. Intende dare voce a chi ha già fatto ricerca o stimolare ricercatori a interrogarsi su questo tema. Vuole coinvolgere il mondo scientifico e chi lavora sul campo, attivo nella scuola, nell’arte, nelle associazioni di volontariato e nelle organizzazioni intermedie.

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