Emergenza climatica. Dichiararla, e agire per davvero

Milano è arrivata prima in Italia a dichiarare l’emergenza climatica e ambientale. E il resto d’Italia? Agire per la “conversione ecologica” della società: dell’economia, cioè, dei modi di produzione, del movimento in città, degli stili di vita quotidiana. Intanto, si incrociano i Fridays for future e Extinction Rebellion, per ricordarci che il tempo è poco e bisogna agire “ora”.

Milano è arrivata prima. Prima in Italia a dichiarare l’emergenza climatica e ambientale come già avvenuto in Australia, Spagna, Gran Bretagna e, niente di meno, Stati Uniti.
Lo ha fatto approvando in Consiglio comunale il documento presentato dal consigliere del Pd Carlo Monguzzi. La mozione impegna il sindaco “a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, a predisporre entro sei mesi iniziative per la riduzione delle emissioni e per l’introduzione di energie rinnovabili”.
E lo ha fatto anche e soprattutto sotto la spinta del movimento Fridays for future che ormai ogni venerdì si fa anche portavoce delle regole fissate da “Extinction Rebellion”, il movimento socio-politico non violento fondato giusto un anno fa in Gran Bretagna per evitare i cambiamenti climatici, fermare la perdita di biodiversità e minimizzare il rischio di estinzione umana e il collasso ecologico.
Il logo usato da questo movimento è una clessidra chiusa in un cerchio, ad indicare lo scarso tempo a disposizione prima che sia troppo tardi. Il che significa, come chiedono i promotori del movimento:
1) dire la verità (“Tell the truth”) su quanto tenuto nascosto per non far scoprire i danni arrecati alla Terra e le responsabilità di chi li ha provocati;
2) agire subito (“Act now”) prima che la clessidra indichi che il tempo sta per finire;
3) convocare le assemblee (“Call assemblies”) cioè gli amministratori, ma anche e soprattutto la popolazione in tutte le sue rappresentanze.
Milano si è data sei mesi di tempo almeno per gettare le basi di questo cambiamento. Di quella che si chiama “conversione ecologica” della società: dell’economia, cioè, dei modi di produzione, del movimento in città, degli stili di vita quotidiana.
Milano. E il resto d’Italia?

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UGO LEONE
UGO LEONE
Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

UGO LEONE

Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

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