Skip to main content

Europa sconfinata, riflessioni sul neolitico e l’antropocene attraverso bordi sfumati

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 3 minuti

Europa sconfinata, riflessioni sul neolitico e l’antropocene attraverso bordi sfumati

Storia ecologica dell’Europa. Un continente nell’Antropocene 
Emilio Padoa-Schioppa
Storia ecologica
Il Mulino Bologna
2023
Pag. 230 euro 22

“Scelti da Valerio” è la rubrica di recensioni e segnalazioni a cura di Valerio Calzolaio.

Europa, per lo più sconfinata. Neolitico, soprattutto. Per intendersi sul termine “Europa” occorre analizzare più scivolose Europe: almeno quelle geografica, politica, geologica, biologica, culturale, tutte con confini diversi. Queste varie prospettive delineano confini instabili, specialmente ad est e a sud, dove la definizione di limiti precisi risulta problematica.

Bordi sfumati e diversità disciplinari

Mentre i confini settentrionali e occidentali dell’Europa sono spesso chiari, quelli orientali e meridionali sfuggono a una tracciatura univoca. Anche i confini interni e nazionali non rappresentano separazioni nette, ma piuttosto sfumature che variano a seconda delle discipline coinvolte.

Il ruolo decisivo dell’Europa nell’Antropocene

Meglio parlare di confini sfumati o fuzzy, che ci permettono di riconoscere un’Europa in luoghi e contesti differenti e diversi a seconda delle discipline. Certo è che la spinta decisiva verso l’Antropocene è partita da questo continente: quale che sia l’inizio formale di questa nuova epoca (millenni, secoli o decenni fa), il ruolo che i popoli europei hanno giocato è indiscutibile e preminente (spesso purtroppo).

Storia “ecologica” e influenza umana

L’integrazione di elementi naturali e ambientali nella storia europea rivela trasformazioni significative causate dall’umanità. La disciplina di studio chiave è l’ecologia, che sottolinea tre regole generali valide per tutti i sistemi ecologici.

Le peculiarità della storia naturale europea

Il meticoloso attivo colto docente universitario (a Milano-Bicocca) Emilio Padoa-Schioppa (Milano, 1971) illustra alcune delle peculiarità della storia naturale europea e descrive con competenza ed efficacia momenti ed eventi importanti del rapporto interdipendente (in parte imprevisto e imprevedibile) fra sapiens e ambiente nel nostro continente negli ultimi dieci mila anni. I paesaggi si muovono con tempi e ritmi plurali: le scienze della Terra affrontano tempi lunghi e lunghissimi; i tempi biologici ed ecologici possono essere decisamente più rapidi (sia nella scala di vita dei singoli individui, sia in quella di durata di una specie); la storia umana ha una sua propria evoluzione, oggi in accelerazione, e gli europei risultano protagonisti indiscussi dell’ultimo mezzo millennio (conquista dell’America e rivoluzione industriale).

Specie prepotente e scelte future

Dopo ottime premesse definitorie e metodologiche, l’autore dedica capitoli cruciali, originali e stimolanti, a osservazioni ed episodi relativi a elementi immediatamente riconoscibili da ognuno di noi: le grandi pianure (l’italiana Padana, la puszta ungherese, l’Alentejo ispano-portoghese); boschi, selve e foreste un tempo grandiose (con attenzione teorica e pratica per i cicli di Holling e il caso della Sila); le nostre montagne (soprattutto Alpi e Carpazi, ancora pure attraverso i cicli di Holling); calma e tempesta dell’Europa liquida (fiumi, laghi, lagune, mari, giacchiai montani che scompaiono); le isole, sia vuote che piene (ognuna con una propria storia di laboratorio evolutivo, dinamicità rapidità unicità fragilità, talora usate anche per la detenzione umana); l’impronta umana dell’agricoltura (con aggiornati pertinenti riferimenti a grano, riso, vite, olivo, patata); gli animali.

Conclusioni e bibliografia dettagliata

Il capitolo conclusivo cerca di riassumere la nostra “specie prepotente in quattro parole”: la storia umana è stata, è e sempre sarà una storia di migrazioni, ragioniamo bene sulle prospettive delle nostre città meticce e delle energie disponibili, navighiamo in acque sconosciute, abbiamo la possibilità di intraprendere una rotta nuova. A noi la scelta di salpare o di aspettare la tempesta. Selezionata meditata bibliografia finale, distinta per capitolo. Nessun indice di nomi, luoghi o temi.

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.