Governo, cominciare dalla A (come ambiente)

Cresce l’attenzione per l’ambiente ma come sempre non si entra nei dettagli e nel totoministri si parla poco del titolare del ministero competente, finora gestito dall’ottimo generale Sergio Costa. Trascurando di ricordare (perché molti non lo sanno) che quando si parla di qualunque tema, economia, sicurezza, qualità della vita, lavoro… l’ambiente ne è il comune denominatore. Tutti i ministri, insomma, devono essere sensibili al cambiamento “green”. Contare sulla capacità di realizzare un programma che mettendo l’ambiente ai primi posti, ne costituisca la base essenziale per ridare vivibilità e sicurezza nei luoghi di vita.

di Ugo Leone

Ripetersi è sempre noioso: per chi lo fa e per chi ne subisce gli effetti, ma non resisto al tentativo di notare e far notare che, ancora una volta, l’ambiente è rimasto fuori degli interessi di chi ipotizzava la composizione del nuovo governo.
Ho quotidianamente fogliato le pagine dei quotidiani che ne parlavano; mi sono soffermato sul “totoministri” ricco di ipotesi di nomi illustrati da altrettante foto, anche a colori. Ma oggi, come in passato, non ne ho trovato alcuno che si ponesse il problema del se e come sarebbe stata riempita la casella Ambiente. Poi, generalmente, va a finire che quando c’è da fare i conti con i vari patiti di una coalizione e i ministeri vanno assegnati ai suoi componenti, capita sempre che ne fa parte anche qualche partitino (…ino nel senso della percentuale di voti ricevuti nella tornata elettorale che l’ha mandato al Parlamento) e, dovendo dare qualcosa anche a questo, gli si dà l’ambiente.
Senza offesa (ma in qualche caso non sarebbe male) la tendenza mi sembra ricorrente da anni. E non solo nella compagine ministeriale: molte giunte regionali e comunali hanno seguito la stessa strada e, spesso subìto, la stessa sorte.

L’ambiente al centro

Ciò non toglie che dell’esistenza di un problema ambiente da portare a soluzione si discuta e si sia discusso già nei preparativi per l’intesa alla costituzione di questo governo e soprattutto da parte del PD che lo ha messo subito ai primi posti nell’ordine delle cose da fare nell’agenda governativa. E, a onor del vero, è abbastanza vero che anche i 5stelle sembrano caratterizzati dalla sensibilità per questo problema, avendo, tra l’altro fatto attribuire nel precedente governo, il Ministero per l’ambiente all’ottimo generale Costa.
La speranza, dunque, è che oltre alla individuazione del nome si mostri l’impegno a realizzare un programma che mettendo l’ambiente ai primi posti, ne costituisca la base essenziale per ridare vivibilità e sicurezza nei luoghi di vita. Vale a dire nell’intero Paese per quei 60milioni di persone nei confronti dei quali molto dei precedenti personaggi politici e di governo si sono “riempiti la bocca” proponendo e/o minacciando cose di cui raramente si riusciva a capire il significato e l’obiettivo.
Trascurando di ricordare (perché molti non lo sanno) che quando si parla di sicurezza, qualità della vita, lavoro… l’ambiente ne è il comune denominatore.
Vale per la citta, la regione il Paese Italia in cui viviamo, ma non solo. È il Villaggio Globale Terra che vive lo stesso problema: dalle plastiche che mangiano gli oceani e la vita che c’è dentro; agli incendi in Siberia e Amazzonia; ai mutamenti climatici.
E non riguarda solo chi ci governa e dovrebbe amministrare al meglio il bene comune Terra. Anche il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato che ricorre il 1° settembre, ha ricordato che “La cura per l’ambiente naturale non è un’azione aggiuntiva nella vita ecclesiastica” riconoscendo anche che la questione ecologica dimostra che per affrontare i pericoli che stiamo da tempo vivendo (gli incendi in Siberia e Amazzonia ne sono “solo” l’ultimo esempio) sono necessarie mobilitazione multilaterale, convergenza, collaborazione, cooperazione. Perché “è inconcepibile che l’umanità sia a conoscenza della serietà del problema e continui a comportarsi come se non lo conoscesse”.
Chi ha orecchie…intenda.

Scrive per noi

UGO LEONE
UGO LEONE
Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

UGO LEONE

Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

UGO LEONE has 40 posts and counting. See all posts by UGO LEONE

Parliamone ;-)