Homo (e donna) faber. Manualità cresce

Il fai da te e il riuso creativo sono una realtà sempre più diffusa.
A Torino un “Tavolo” apposito e un salone dedicato agli hobby sostenibili (Manualmente)
 
Tiziana C. Carena
 
Il riuso e il recupero si diffondono un po’ dappertutto, come testimoniano iniziative come il Tavolo del riuso che si è già riunito alcune volte alla Casa dell’ambiente, ma anche iniziative di taglio più commerciale.
La settimana torinese di Manualmente – Salone della creatività, quattordicesima edizione (con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Torino città metropolitana, media partner Quotidiano Piemontese), con sede espositiva al Lingotto Fiere di Torino (22-25 settembre scorso), ad esempio ha esplorato varie dimensioni di valore della manualità, in linea diretta con la rivalutazione delle arti manuali (o “meccaniche” come si diceva nel Rinascimento). Dalla convinzione che la sola vita teoretica o contemplativa fosse l’eccellenza per la specie umana, si è giunti, all’alba dell’età moderna, alla considerazione dell’essere umano come soggetto teorico e pratico, teoretico e faber…. come Leonardo da Vinci.
L’ideazione è teoretica, ma, dato che è ideazione di immagini, la sua dimensione pratica e costruttiva è basilare per dare luogo alla composizione di oggetti.
 

Hobby sostenibili
 
Impossibile rendere conto della ricchezza della manifestazione e della varietà dei materiali usati: cucito creativo, crochet, knitt, home decor, ricamo, bijoux, scrapbooking, stemping, cake and food design, cartonaggio e tutto quanto concerne l’hobbistica e il bricolage specie al femminile; lavorazione dei materiali più diversi: tessuto legno, conchiglia, pietra. Ci dovremo limitare ad alcuni esempi in grado di gettare luce sull’intera profusione di creatività.
Le conchiglie sono considerate, per lo più un materiale “povero”; ma da esse si possono ricavare dei camei con processo di lavorazione assai articolato, che va dal disegno alla delineazione in rilievo della figura disegnata; prende vita uno splendido cavalluccio marino; gioielli in pizzo, che richiamano un’arte di altri tempi, oppure gioielli in lana cotta, piantine grasse in tessuto quasi identiche ai loro modelli naturali, paesaggi fantastici popolati da gnomi e fate, macramè di perline che diventano bijou sorprendenti, gonne realizzate senza cartamodello, abiti in cartapesta o nei tessuti più inusitati, degne delle Botteghe color cannella dello scrittore praghese Bruno Schulz. Non manca la cucina: dolcetti realizzati con stampini che diventano decori d’arte sorprendenti.
Tanti laboratori per dimostrare gratuitamente le tecniche, bigliettini d’auguri, bigliettini da visita che sono già essi stessi una presentazione, un regalo, scaldacollo o sciarpe realizzate con telai semplicissimi, calzature in pizzo, in corda per espadrillas ricercate; il ritorno dei pupazzi e delle bambole di pezza e tanti decori e paesaggi natalizi; spille in lana cotta che diventano accessori importanti, associate a borse piccole e grandi completamente lavorate in un solo pezzo; cestini in feltro decorati con bottoni e con filati di vario colore per rallegrare ogni tavola; tante idee anche per la cancelleria: gli astucci porta-matite, copertine fantasia per i quaderni, cartelline porta-tutto, quadernetti da collezione interamente cuciti a mano con carta riciclata; i colori naturali realizzati con le spezie e tante altre idee ancora.
Un grande laboratorio, Manualmente, di talento in libertà, non solo per visitatori umani, ma anche per gli animali domestici, ammessi alle esposizioni (e infatti c’erano tante cose pensate e create per gli amici a quattro zampe). Uno spazio a parte era “Ricamiamo il nostro mandala” per realizzare un mandala personale. Un salone per dare forma a un’idea realizzandola con le proprie mani.
E se per Platone l’idea è la forma per eccellenza, il tatto, la manualità, ne permetto la realizzazione: è proprio vero che il tatto ha segnato la differenza fra l’uomo e gli altri animali. Un appuntamento da non perdere per trovare un hobby sostenibile per il tempo libero.
 
Per maggiori informazioni sul Tavolo del riuso:

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