I parchi. Siamo ad un punto morto.

Ma possono diventare enzimi fondamentali ed hanno già dimostrato di poterlo essere. Grazie all’instancabile azione di pungolo e dibattito animata dal già direttore della Rivista Parchi di Federparchi Italia, Renzo Moschini, nella collana editoriale da lui diretta sulle aree protette italiane, propone e cura un nuovo titolo intorno al tema: “Ambiente e territorio. I parchi tra crisi e rilancio”.

La presentazione a Pisa il prossimo Venerdì 28 febbraio 2020 alle ore 14,30 presso la Sala Consiliare, Provincia di Pisa. Piazza Vittorio Emanuele II, 14 – Pisa

Dare un titolo così a questa presentazione dell’interessante ultimo lavoro della casa editrice ETS di Pisa, sembra essere una affermazione esagerata. Ma come sinteticamente ripreso nella presentazione del volume l’argomento aree protette è tutt’altro che morto nella passione di chi anima e studia questo settore delle politiche ambientali. Qui infatti si legge:

“Con questo libro, che raccoglie contributi dedicati non solo ai parchi, ma anche al rilancio di nuove politiche ambientali, la collana “Le aree naturali protette” inaugura un nuovo percorso con l’obiettivo di contribuire a colmare il vuoto dovuto alla mancanza di una vera politica nazionale per la conservazione della natura e per le aree protette.  Negli ultimi tempi chi ha avuto funzioni politiche o istituzionali in questo settore ha cercato di scaricare le proprie responsabilità sui presunti limiti della legge quadro (394/1991) e di presentare o suggerire proposte in contrasto con i suoi principi fondamentali. Il dibattito svoltosi nel corso della XVII legislatura, dove per fortuna quelle proposte non sono passate, ne è chiara dimostrazione. Dinanzi alle attuali politiche che stanno mettendo a rischio il futuro del pianeta non possiamo però continuare a considerare le aree protette come un ambito circoscritto e separato dal resto del territorio: con questo libro di critica e di proposta si intende andare in tale direzione e aprirsi a quanti – consapevoli che non è più sufficiente il lavoro di approfondimento di situazioni specifiche e di mera denuncia delle incapacità – intendono contribuire con il proprio bagaglio di idee a realizzare una nuova politica di gestione territoriale effettivamente sostenibile e in grado di valorizzare il ruolo strategico della conservazione della natura e delle aree protette.”

La questione appare quindi essere ancora:  parchi come isole o parchi tessere di un territorio e quindi parte di una politica ambientale sistemica. Già Massimo Sargolini in un bellissimo volume sempre edito nella stessa collana , sosteneva in riferimento ad una svolta già dichiarata nel 2003 al congresso mondiale di Durban dell’IUCN dal titolo significativo Benefit beyound boudaries: “Siamo di fronte ad un bivio, culturalmente molto rilevante. Si tratta di scegliere se continuare a guardare ai parchi e alle riserve come istituzioni per la mera tutela che nulla intendono avere a che fare con le dinamiche socio economiche delle popolazioni interessate, o collocarsi all’interno di quella concezione che ha portato la più antica è importante agenzia per i parchi del mondo il National park service a fissare l’obiettivo di promuovere la pianificazione strategica dei parchi rinsaldando così il legame indebolito, tra popolazioni e risorse della natura.”

Il libro si presenta come un vero excursus complessivo insieme tematico ed anche geografico. Infatti in 19 contributi saggistici questa operazione editoriale riesce a consegnare al lettore una “vista dall’alto e in profondità” della questione aree protette in Italia. Infatti i temi affrontati – dopo l’intervista a Renzo Moschini fatta da Oreste Giorgetti e la presentazione del Ministro Sergio Costa (una presenza del tutto autorevole che conferisce al volume un suo senso anche istituzionale)  –  spaziano tra due grandi campi di interesse.

Innanzi tutto costituisce una vista d’insieme perché affronta i nodi teorici e di politica di impostazione culturale che ruota intorno alla categoria delle aree protette: i saggi “Appunti per una riflessione critica sui parchi naturali” di Carlo Alberto Graziani, “ La sostenibilità – uomo tra naturale e artificiale” di Oreste Giorgetti, “Ambiente e parchi: da qui passa il futuro” di Andrea Pieroni, “Dalla riserva integrale alla natura ordinaria” di Ippolito Ostellino, Parchi italiani in crisi: declino irreversibile o possibile rinascita? Giorgio Boscagli, “ Parchi: da rifugi ad avamposti” di  Giuseppe Bonanno, “Un paese in discesa. Questione ambientale e questione territoriale in Italia” di Rossano Pazzagli e “ Per una nuova politica ambientale serve una nuova comunicazione” di  Carlo Raffaelli, permettono di non fermarsi sui problemi gestionali e di contingenza, guardando ad esperienze anche internazionali e riflettendo sui perché dei parchi, che ancora sono lontani dal ricevere quel meritato riconoscimento politico  e territoriale che l’IUCN a Durban a 2003 aveva sancito per tutto il Pianeta.

In secondo luogo i contributi si spostano anche sul piano dei fatti di territorio e geografici per misurarsi con l’attuazione delle politiche sia regionali che nazionali. I saggi “Come stanno i Parchi dell’Emilia-Romagna” di Enzo Valbonesi, “I primi quarant’anni del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli” di Stefano Maestrelli, “La governance dei parchi nazionali italiani” di Sergio Paglialunga, “Anche in Piemonte per i parchi le cose non vanno bene” di Valter Giuliano, “Una nuova politica per il rilancio delle aree protette in Sicilia di Pasquale Nania, “Dolomiti bellunesi e aree protette nel Nordest. Tra poche certezze, rinnovate speranze e forti criticità” di  Cesare Lasen, “Per l’interregionalità del Parco del Delta del Po” di  Valter Zago, “Anche i parchi delle Marche hanno l’acqua alla gola” di Mariano Guzzini, “ Le aree protette del Lazio: una visione di medio-lungo termine” di Giuliano Tallone ed infine “La “STragedìa Marina” delle Aree Marine Protette di Fabio Vallarola, forniscono un aggiornamento, non proprio edificante ma denso di concretezza e nonostante tutto di passione, sullo stato delle reali politiche locali, regionali  e nazionali, nella continua tensione tra azioni dall’alto e contributo delle comunità locali.

Una lettura quindi più che consigliata, per capire come gestire l’urgenza dei problemi ambientali, ma in una prospettiva temporale di medio lungo termine, che resta l’unico modo di poter avere modo di proseguire la nostra vita sul Pianeta. Nel contempo anche una ennesima occasione per stimolare nuove scete di sistema e di natura più organica e multidisciplinare, che urge compiere per noi ed anche per tentare di avvicinare l’esperienza italiana ai grandi esempi internazionali, che per fortuna continuano a mancinare strada e crescita nel campo dei Parchi.

“Ambiente e territorio. I parchi tra crisi e rilancio” a cura di Renzo Moschini. pp. 220, Euro 24,00Collana Le Aree Naturali Protette diretta da Renzo Moschini – Edizioni ETS Pisa.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

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