I parchi, un po’ meno parchi e più business

L'Italia dei parchiPiù spazio al clientelismo e procedure meno trasparenti nella nomina dei direttori dei parchi (anziché concorsi pubblici), slittamento verso una visione del parco come risorsa economica anziché di tutela della biodiversità e del territorio, compartecipazione dei parchi agli utili di attività impattanti sull’ambiente (tramite le royalites ad esempio su acqua minerali o trivelle), queste le principali critiche di WWF, Greenpeace, LIPU e altre importanti associazioni alla nuova legge (modifiche alla 394/91) approvata alla Camera il 20 giugno. Voto contrario da quasi tutte le opposizioni (Lega, Cinque stelle, Sinistra italiana), astenuta Forza Italia. Ora i critici della legge sperano in correzioni al Senato.

 

Una accurata analisi della legge, a firma Piero Mandarino, è stata pubblicata su questo sito

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