I ponti di pace posano sui piloni dell’ambiente

Educazione alla pace, i risultati del congresso mondiale di Praga, natura e biodiversità in Costituzione tra gli argomenti di “.eco” di giugno. Un nuovo contributo della rivista nata nel 1989 alla costruzione, attraverso la cultura ambientale, di società verdi come alternativa alla guerra perdente di tutti contro tutti e contro il pianeta. Per un cambiamento di paradigma a 180 gradi.

(Nell’immagine di apertura, la foto di copertina di “.eco” di giugno, fotografia di Nguyen Phuc Thanh, Vietnam, dal titolo Bike with Flowers, Bici con fiori)

I messaggi che anche il numero 250, anno 34, di “.eco”, la storica voce italiana non profit dell’educazione ambientale, lancia dalla fondazione nel lontano 1989 cominciano con la bella copertina. La fotografia di Nguyen Phuc Thanh, Vietnam, premiata al Sony World Photography Awards (15° edizione del contest), organizzata da Sony in collaborazione con la World Photography Organisation, rappresenta un tradizionale venditore ambulante di fiori che pedala ad Hanoi, in Vietnam. La foto è stata scattata mentre la bici passava di fianco a un muro pieno di decorazioni floreali, dando l’impressione che uscissero dai cestini del ciclista.

L’auspicio di “.eco” è che grazie a un’educazione ecologica e a una ecologia delle menti fiorisca una umanità più solidale e in pace, sia tra esseri umani, sia con un pianeta saccheggiato e devastato da un sistema fatto di disuguaglianze sociale e ambientali, predatorio sia nei confronti della maggior parte degli umani sia della natura.

Educazione alla pace in primo piano

Del resto, come nota Serenella Iovino in uno degli editoriali commentando la modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione della Repubblica italiana, serve una cultura che emancipi l’umano e lo prepari a pensare con il mondo. «Non ci può essere transizione ecologica – scrive – senza una transizione culturale vera».

Costruire e diffondere una cultura di pace e di sostenibilità serve a mettere fiori nei cannoni che sparano in Ucraina e in decine di paesi del mondo, così come nei cannoni metaforici dell’impronta ecologica (quest’anno l’Overshoot day è cauto in Italia il 15 maggio). Naturale quindi che la sezione “primo piano” si apra con articoli e interviste sull’educazione alla pace, corollario dell’educazione ambientale.

Ponti e connessioni tra popoli per un futuro sostenibile

Pensato prima della guerra in Ucraina, ma in un’epoca già contraddistinta da muri, guerre “civili”, violenze, i titoli del congresso WEEC di Praga (tenutosi a marzo) e del prossimo congresso del 2024 a Abu Dhabi, esprimono tutta la tensione della comunità internazionale di pratica e di ricerca in educazione ambientale verso una sempre maggiore incisività e una sempre più stretta connessione con le sfide dei nostri tempi, cui l’approccio ambientale offre la bussola più valida. A loro è dedicato il “Tema” del numero di giugno.

Il logo del dodicesimo WEEC (2024).

A Praga, nonostante più di due anni di pandemia e il vicino conflitto a est, si sono riuniti centinaia di partecipanti (compresi ragazzi e ragazze del primo “congresso mondiale dei giovani”) all’insegna del “costruire ponti”, oltre ad altre centinaia collegati a distanza.

Tra circa un anno e mezzo, a Abu Dhabi si continuerà nell’impresa di “connecting people”: è così, seguendo un filo presente, ad esempio, anche nel 2019 a Bangkok, che si costruisce il futuro.

Non conosci “.eco”? Chiedi una copia omaggio entro il 5 giugno mandando tutti i tuoi dati a amministrazione@schole.it

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