La rivoluzione verde degli USA

Il 22 aprile 2009 è stata la 39° giornata dedicata alla Terra, l’Earth Day voluto dall’Onu per la prima volta nel 1970 e riconosciuto da ben 175 nazioni. In questa giornata, divenuta negli anni un’occasione per fare il punto sulle problematiche del nostro Pianeta, Barack Obama ha annunciato la sua “energy revolution”, la rivoluzione verde basata su energie pulite.

“I tempi in cui gli Stati Uniti rallentavano i colloqui e le iniziative sul clima sono finiti”, ha detto il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Il presidente Obama è cosciente che la scelta che il mondo, e gli USA come capofila, è chiamata a fare “non è tra salvare l’ambiente o salvare l’economia, la scelta è tra prosperità o declino”. E queste sono scelte che vanno fatte adesso anche a nome delle generazioni future. Il modello di produzione basato sull’attuale consumo energetico ha ormai fatto il suo tempo e se si vuole continuare ad usare l’energia come in passato il piano di riconversione non è più rinviabile.

La produzione di energia è sempre stata per l’uomo una sfida e una necessità, e l’America è sempre stata all’avanguardia in questo campo. Il Paese che guiderà il mondo nel creare nuove fonti di energia pulita sarà la nazione che guiderà l’economia globale del Ventunesimo Secolo e, secondo Obama: “l’America può, e deve essere, quel Paese”.
Il nuovo corso della politica energetica degli Stati Uniti sono gli investimenti per 11 miliardi di dollari per cambiare il sistema in cui negli Stati Uniti viene distribuita l’elettricità, gli investimenti massicci, per miliardi di dollari, che verranno usati per modernizzare e rendere eco-compatibili le grandi strutture, dagli edifici pubblici (il 75 per cento dei quali sono già stati rinnovati) ai treni a grande velocità.

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