Le Aree protette marine (AMP), sorelle minori dell’ambiente

Se ne parla poco, sono le aree marine protette, 29 in Italia tra nazionali e di istituzione regionale, oltre al Santuario internazionale dei Cetacei tra Liguria, Sardegna Toscana e Costa Azzurra. Non teniamo in dovuta considerazione le nostre coste e gli ambienti marini, vedasi anche la tradizionale descrizione geografica della superficie nazionale che fornisce il dato di 301.000 kmq escludendo gli oltre 143.000 kmq di acque territoriali. Praticamente un’altra mezza Italia sommersa. Buona nuotata nella natura d’acqua d’Italia, gioiello di territorio non meno fondamentale per la biodiversità e non meno interessante degli altri

Le cronache del turismo italiano ci ricordano, con una frequenza che dovrebbe però essere decisamente superiore, delle occasioni di visita dei parchi nazionali italiani che ad oggi sono giunti a 23 realtà. Sono invece una vera chimera dell’informazione le Aree marine protette (AMP), istituite in Italia sempre secondo in dettami della legge nazionale sulle aree protette (n.394/91) e quindi, sulla carta, di pari dignità. Oggi sono ben 29 “i parchi del Mare” tra nazionali e di istituzione regionale, oltre al Santuario dei Cetacei tra Liguria, Sardegna Toscana e Costa Azzurra (frutto di un accordo internazionale), e di questi, specie nella stagione d’elezione per le loro conoscenza come l’estate, praticamente non se ne parla. Eppure nei quadrilateri di mare e di coste che tutelano la straordinaria diversità biologica marina del nostro Paese sono compresi gioielli di territorio non meno interessanti delle vette alpine.

Anche per la legge sono parchi di serie B

Sarà forse a causa di un vezzo molto italiano che riserva più interesse alla terra che a quanto vive sotto le superfici dei mari: non a caso la legge nazionale non assegna purtroppo ai parchi del mare lo stesso rango e gli stessi strumenti di quanto previsto per i parchi nazionali (non sono ad esempio previsti i servizi di vigilanza, i guardiaparco del mare). E forse fa pensare lo stesso nome del ministero dell’ambiente che trova l’obbligo, forse superfluo, di denominarsi come Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

 

Il pianeta azzurro
“il Pianeta azzurro” è la rivista che affianca “.eco” per parlare di mare e di acqua. Anche on line su www.ilpianetazzurro.it

Una considerazione debole verso le nostre coste e gli ambienti marini che si legge anche nella tradizionale descrizione geografica della superficie nazionale che fornisce il dato di 301.000 kmq escludendo gli oltre 143.000 kmq di acque territoriali. Praticamente un’altra mezza Italia sommersa.

Conoscere il pianeta azzurro

La quantità di iniziative è invece davvero interessante e tante sono le occasioni proposte dai tecnici delle AMP per conoscere il pianeta azzurro, e per migliorare la nostra consapevolezza sui delicati equilibri che regolano la vita marina e le forti connessioni legate alle attività terrestri.
È bene quindi segnalare che un portale di tutte le aree marine protette esiste e che l’accesso all’informazione è garantito all‘indirizzo web http://www.parks.it/indice/RM/index.php mentre tutte le attività sono recuperabili all’indirizzo http://www.parks.it/indice/RM/nov.php.
L’augurio estivo non può quindi che essere buona nuotata nella natura d’acqua d’Italia.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

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