Le quattro centralità dell’educazione ambientale

Grande attenzione e vasta eco per il convegno internazionale “Nature in Mind. Una nuova cultura della natura per la tutela della biodiversità. L’educazione formale, non formale e informale di fronte alla complessità del mondo naturale” (Roma, 19 e 20 maggio 2022). Una grande pluralità di voci dall’Italia e da tutti i continenti per lavorare a “una nuova cultura della natura” come fondamenta del futuro e come guida per una rigenerazione dell’apprendimento e di sistemi formativi di ogni tipo. Quattro le centralità emerse in un evento che “è stato un evento”.

Mario Salomone chiude i lavori della sessione apertura di NATURE IN MIND, Roma 19 maggio 2022

(Riportiamo le considerazioni conclusive di Mario Salomone al convegno internazionale “Nature in Mind” organizzato a Roma, 19 e 20 maggio presso il Centro congressi di Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti, dall’Arma dei Carabinieri e a cura del Raggruppamento Biodiversità del Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma. Nell’immagine di apertura – dal video dell’incontro nel canale della Presidenza su YouTube -, Mario Salomone alla presentazione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del convegno svoltosi nei giorni successivi a Palazzo Rospigliosi)

Sono almeno quattro le centralità emerse nel corso dei due giorni di convegno “Nature in Mind. Una nuova cultura della natura per la tutela della biodiversità. L’educazione formale, non formale e informale di fronte alla complessità del mondo naturale”, un evento che possiamo definire un “evento” a pieno titolo.

  1. È un evento, non scontato, che natura, biodiversità, educazione e educazione ambientale siano messi al centro del discorso pubblico e che ne discutano persone di un arco così ampio di appartenenze e di provenienze, istituzionali, culturali, sociali, disciplinari e geografiche.

Natura e biodiversità, ovviamente, come materia di ricerca scientifica e fondamentale destinataria di politiche di conservazione e rigenerazione. Una natura di cui ci hanno parlato le maggiori istituzioni internazionali, come la CBD, la IUCN, l’UNESCO, l’IPBES, dandoci dati allarmanti: crescita esponenziale di estinzione, decrescita esponenziale di popolazioni animali.

La natura ogni tanto appare nell’agenda dei mass media, ma poi rapidamente scompare, cancellata da notizie molto meno rilevanti per il pianeta e per la vita dell’umanità, ma ritenute più “notiziabili”.

La natura: un “oggetto politico”, la nostra grande “polis”

Ma è emerso anche un elemento che può fare da filo conduttore anche alla lettura delle centralità successive: la natura come questione di democrazia (David Orr), la natura come “oggetto politico” (Lucie Sauvé). Il tema è ritornato più volte, fin dai saluti iniziali del segretario generale di Coldiretti (a proposito di agrodiversità e potere degli “oligarchi del cibo”).

La natura è la “città” che abitiamo (la nostra “polis”, potremmo dire, nostra casa comune,”oikos”) e ciò richiede eco-cittadinanza e eco-civismo, cioè cittadini attivi, consapevoli, responsabili, grazie a una educazione che attraverso un apprendimento “trasformativo” metta tutti e tutte in grado di esserlo pienamente.

Il nesso educazione e natura diventa così anche un discorso di ecologia sociale e ecologia politica.

  1. Si arriva così alla centralità dell’educazione, formale, non formale e informale, e quindi alla necessità della rigenerazione dell’apprendimento, dei suoi modelli e dei luoghi in cui l’apprendimento formale avviene. L’educazione ambientale è la bussola di questa rigenerazione: in una epoca di ulteriore e grande accelerazione, di crescente complessità, di nuove relazioni, anche l’educazione è “in transizione”.

La comunità educante

  1. La terza centralità è la centralità del camminare insieme. Un noto proverbio africano – ripreso anche da Papa Francesco e ricordato nel suo intervento da monsignor Zani (segretario del Dicastro per l’educazione cattolica) dice che “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Ma dobbiamo costruirlo, questo villaggio, come condizione per educare”, dice Papa Francesco sulla scia dell’enciclica “Laudato Sii”, per collaborare tutti insieme a custodire la nostra casa comune.

La grande diversità di continenti, di culture e di appartenenze (organizzazioni internazionali, Governo, Regioni e Comuni, Terzo settore, scuola e università, parchi, centri di ricerca, giornalisti di ogni forma di mass media, e loro reti) ha fatto di “Nature in Mind” un importante “evento” di contaminazione, di rafforzamento di relazioni esistenti e di attivazione di nuovi rapporti, di mescolanza di linguaggi, di dialogo e, insomma, di “patto” e di “rete”. È tutta la comunità, a scale sempre maggiori dal villaggio e del quartiere al pianeta intero, che si educa e che educa.

Il ruolo delle istituzioni all’insegna di una bella Costituzione

  1. Arriviamo così alla quarta centralità: la centralità delle istituzioni. Lo Stato, con i suoi servizi, le sue strutture e le sue molte articolazioni, è un patrimonio collettivo, un bene di tutti. Il convegno non sarebbe stato possibile senza la competenza, l’autorevolezza e l’impegno appassionato dei Carabinieri del CUFAA, con il Raggruppamento Biodiversità in prima fila e tutta l’Arma a spalleggiarli.

Che a loro volta non avrebbero potuto compiere il miracolo (mancato a tanti altri) senza un passato che nasce duecento anni fa dalle Regie patenti di re Carlo Felice (istituzione dell’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna, 15 ottobre 1822) e un presente di corpo, sempre autorevole e professionale, dello Stato.

A loro va tutta la gratitudine del mondo dell’educazione ambientale, con l’augurio che il seme piantato fruttifichi rigoglioso.

Il futuro come impresa comune, che si costruisce insieme, ha assoluto bisogno di un ruolo del “pubblico” che agisce, modernamente, come in questo caso, con un approccio da democrazia avanzata, inclusiva e partecipata, interpretando al meglio lo spirito della nostra bella Costituzione (con cui il convegno si era aperto), ora resa ancora più bella dalle modifiche agli articoli 9 e 41 della nostra Carta fondamentale.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE has 90 posts and counting. See all posts by MARIO SALOMONE

Parliamone ;-)