Milano ha un cuore verde

Un vastissimo spazio verde, circa due ettari di terreno divisi tra giardini, una serra, siepi di erbe aromatiche e numerosi spazi coltivati. È il Giardino degli Aromi, all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, con un Libero Orto

 
di Andrea Ferrari Trecate
 
 
Continua la serie di reportage sugli orti urbani di varie città italiane. Leggi anche gli articoli su Angoli di terra, a Milano zona Barona, e su due esperienze a Roma, Garbatella e Tre Fontane
 
Un polmone verde di esperienze condivise, di socialità e di biodiversità. Il Giardino degli Aromi, la realtà umana ancora prima che ecologica e agricola che si trova all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, è il risultato di una storia cominciata poco più di 15 anni fa.
Un’esperienza iniziale quasi pionieristica che nel tempo ha via via radunato in maniera spontanea ex-pazienti dell’ospedale, abitanti del quartiere, istituti scolastici, migranti e semplici volontari.
Aurora Betti, memoria storica del Giardino, mi racconta di come questi spazi siano partiti dall’essere un semplice punto di raduno, nato con un corso sulle erbe medicinali nel ’99, fino a diventare il primo motore della filosofia degli “orti condivisi” conosciuto in tutta Milano e non solo. 
 

Un ecosistema complesso e fragile

 
Anni fa, quest’opera agricola, messa in pratica grazie agli sforzi di volontari, è riuscita ad ottenere il riconoscimento della Provincia di Milano ed è ha compiuto il passo fondamentale che ha dato forza al Giardino stesso e certificato il vero e proprio “spazio ortistico”: Libero Orto.
Un progetto dal nome altamente rappresentativo la cui missione di integrazione e condivisione continua tutt’oggi, sviluppandosi attraverso tirocini, attività connesse agli istituti di salute mentale e alla spontanea partecipazione di cittadini.
Un cammino inizialmente soprattutto empirico che, passando in un certo senso, prima dalla pratica e poi alla teoria, ha portato alla creazione di una realtà importantissima anche dal punto di vista botanico.
Un ecosistema complesso e fragile che Sara Costello, agronoma e collaboratrice di lungo corso, ci ricorda essere antico più di cento anni. Integrato da rimboschimenti, è stato mantenuto fertile dall’utilizzo del compost, dalle prassi di rotazione delle colture e dai tagli d’erba alternati.
 
Pratiche ecologiche e biodnamiche
 
Il Giardino per essere preservato viene sottoposto a essenziali pratiche ecologiche: il consumo responsabile dell’acqua, la rinuncia all’utilizzo di pesticidi. Non viene poi tralasciata la messa in pratica di tecniche agricole biodinamiche come la pacciamatura e, caso quasi unico in Italia, le siepi di Benjes (composte da legna più o meno secca, rami e sterpaglie, sono utilissime per evitare sprechi di materiale, dividere e, allo stesso tempo proteggere, i vari spazi verdi).
Quello che a molti potrebbe apparire caotico per la sua filosofia di aperta condivisione degli spazi e dei compiti, ha generato nei fatti una realtà solida che mette in pratica corsi di formazione, organizza mercatini solidali e che, in passato, ha anche saputo difendersi dalla minaccia dell’urbanizzazione con una poderosa raccolta firme.
«Una grandissima campagna che ci ha permesso di raccogliere 23.000 firme. Il cuore di tutto questo sono stati gli ortisti e tutti i volontari. La prova tangibile, il riscontro reale del lavoro svolto e la prova che l’orto aveva assolto davvero alla sua funzione di promotore di ideali di condivisione e integrazione».
Aurora parla di quel momento di pericolo (non ancora del tutto scongiurato) con la gioia di chi ha visto un’esperienza sociale mostrarsi viva e vitale. Un frutto finalmente maturo.
 
Milano fuori dagli stereotipi
 
Ci sono pochi dubbi riguardo al successo del progetto. Basta parlare con chi, come Stefano, non riesce a immaginare il proprio futuro senza il Giardino degli Aromi. Il racconto del suo passato ci parla di depressione e di dipendenza dall’alcool. Spettri affrontati e vinti anche grazie all’attività negli orti, alla riscoperta della cultura della terra e, soprattutto, di un’attività condivisa, di un motivo per continuare a sorridere alla vita.
Il Giardino degli Aromi è il posto ideale per chi vuole dimenticare lo stereotipo della Milano grigia e inospitale, andare incontro ad un vasto spazio verde, curato, protetto e soprattutto accorgersi di come il lavoro nella natura e per la natura, unisca davvero le persone.
 
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