Olimpiadi sostenibili

Vancouver 2010 sarà l’Olimpiade più sostenibile nella storia dei giochi. Gli organizzatori hanno infatti deciso che questi giochi invernali dovranno essere ricordati per il loro basso impatto ambientale e sociale.

 

L’organizzazione di questi giochi ha richiesto un lungo e meticoloso lavoro, che forse non può essere completamente apprezzato se non si tiene conto delle attenzioni e accortezze con cui sono stati progettati e si sono svolti i lavori.

Le medaglie che i vincitori dei giochi esibiranno sul podio sono formate da metallo proveniente da oggetti elettronici inutilizzati (vecchie tv, computer, …). Anche alcuni edifici sono stati costruiti con materiale che altrimenti sarebbe stato gettato via con la spazzatura, come la struttura che regge la copertura dell’impanto dedicato al pattinaggio di velocità, interamente realizzata con legname di recupero, ritenuto, prima dei necessari trattamenti, inutilizzabile perchè infestato dai parassiti.

Prima di costruire nuovi edifici gli organizzatori si sono inoltre interrogati su come utilizzarli in seguito della conclusione dell’evento, in modo che nessuna delle nuove strutture possa nei prossimi anni restare inutilizzata o debba essere abbattuta. Tutte le nuove costruzioni e gli impianti sono stati raggruppati in un’area territoriale relativamente piccola, così da semplificare e rendere più veloci gli spostamenti degli ospiti, ma anche in modo da ridurre l’inquinamento causato dall’utilizzo di mezzi di trasporto.

Durante le Olimpiadi di Vancouver alla ricerca di una sostenibilità ambientale si accompagnerà anche quella sociale, in particolare per quanto riguarda i discendenti degli indigeni della British Columbia (lo Stato canadese in cui si svolgeranno i giochi). Questa comunità ha infatti partecipato attivamente all’organizzazione dell’evento, ha firmato un contratto relativo al commercio di oggetti artigianali da vendere durante i giochi e per la prima volta parteciperà, in modo autonomo e non sotto la bandiera del Canada, ai giochi con una propria squadra. Tutto ciò implica chiaramente nuovi posti di lavoro per gli appartenenti alla comunità indigena e possibilità di migliorare le proprie condizioni economiche.

Ora non resta che aspettare l’inizio dei giochi!

 

11/01/2010

 

 

 

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