Oro Blu: il podcast per chi ha sete di conoscenza

Questo podcast nasce come conseguenza e quindi riflesso della masterclass Glocal Eyes, che nel settembre 2021 ha visto 22 giovani partecipare a una nuova iniziativa dedicata alla comunicazione delle tematiche ambientali, spiegata attraverso una didattica interdisciplinare: un crocevia, quindi, tra l’informazione scientifica e una sua comunicazione innovativa e rivoluzionaria. Infatti, nell’arco della durata della masterclass, gli organizzatori hanno previsto un’alternanza tra divulgatori scientifici, professori universitari, enti regionali ed eco-influencer.
Il podcast riprende questa struttura vincente, indagando il ciclo dell’acqua da un punto di vista totalmente inedito: i quattro stati dell’acqua sono raccontati attraverso curiosità, aneddoti, interviste e spiegazioni scientifiche, in un viaggio che ci porta a (ri)scoprire le diverse sfaccettature di questo elemento.

Perché registrare un podcast per parlare di acqua?

L’idea nasce dalla volontà di mettere alla prova le proprie capacità di narrazione, raccontando una storia che fin da quando eravamo piccoli abbiamo sempre considerato appartenere ai libri scolastici. Infatti, tutti ricordiamo la temutissima lezione di scienze della terza elementare, in cui l’insegnante tentava di spiegarci il ciclo dell’acqua con un disegno alla lavagna. Insomma, possiamo affermare, senza troppi sensi di colpa, di non esserci mai interessati alla sua storia, ed è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di raccontarla.
Il podcast – un mezzo di comunicazione sempre più in crescita – indaga quindi nuovi aspetti del ciclo dell’acqua; aspetti sorprendenti, raccontati dalle voci di alcuni partecipanti della masterclass autunnale, che hanno cercato di rispondere ad una domanda fondamentale: esiste una relazione tra il ciclo dell’acqua e i cambiamenti climatici? La risposta, che probabilmente non vi sorprenderà, è affermativa. Assolutamente sì.

Parte della redazione del podcast al lavoro

Qual è la novità?

La novità è da ricercarsi proprio nella comunicazione. La difficoltà di saper raccontare il clima che cambia, in maniera diffusa e capillare ma non per questo scadente di qualità, e saper raccontare le responsabilità di questa comunicazione, restano un monito perentorio per fare divulgazione al giorno d’oggi. È un argomento complesso, perché prevede una conoscenza approfondita della materia, per nulla semplice da apprendere di primo acchito; basti pensare quanto sia complesso il solo concetto di “clima”. A questa prima difficoltà, si deve aggiungere un problema enorme, vale a dire il concetto di crisi climatica e del responsabile della crisi: l’azione umana. Trattare un tema così specifico, settoriale, e allo stesso tempo cercare di sensibilizzare e coinvolgere nella lotta contro questa emergenza proprio gli esseri umani, che sono i responsabili della stessa crisi contro cui ora sono costretti a combattere, sembra una missione impossibile.
Si perde di vista non solo la meta, ma l’intero viaggio. Le strade in realtà ci sono, e sono tante, ma non ci è chiaro quale prendere, e di conseguenza ci blocchiamo. La prima reazione è quindi la rassegnazione, perché nessuno ha saputo raccontarci quel viaggio. Allora dobbiamo farcela da soli. Dobbiamo essere noi ad imparare come comunicare il problema: se si fornissero diversi strumenti per compiere questo viaggio, se ci ponessimo degli obiettivi concreti e quindi raggiungibili, anche se con tanta fatica, si potrebbe arrivare alla meta finale. E se oggi abbiamo timore di rispondere alla domanda: “Siamo stati guardiani dell’acqua intorno a noi?”, con una corretta comunicazione forse riusciremo a chiederci più ottimisticamente: “Cosa possiamo fare per essere guardiani dell’acqua intorno a noi?”.

Come ne parliamo?

Ogni episodio è dedicato alla storia di un processo fisico del ciclo dell’acqua: evaporazione, condensazione, precipitazione e infiltrazione. Viaggeremo insieme a loro, faremo il giro del mondo, per riscoprire la bellezza di questo elemento, per comprenderne i meccanismi, ma soprattutto per prendere coscienza dell’impatto dell’azione umana.
Il podcast vuole quindi lanciare una sfida: dimostrare come con una corretta e innovativa informazione si possano trattare temi scientifici già conosciuti, proprio come avviene per il ciclo dell’acqua, rendendoli “nuovi” e accattivanti. Per esempio, ci credereste mai se vi dicessimo che con l’evaporazione si può parlare della fotografia di Salgado? E se vi dicessimo che parlando di condensazione si può citare un artista che ricrea le nuvole? Sapete che con le precipitazioni si può parlare della pioggia rossa; e con le infiltrazioni si può parlare del “Fishing For Litter”? Non sapete cosa sia? Nessun problema, questo podcast risponderà ad ogni dubbio sull’acqua, su quello che noi amiamo definire il nostro “Oro Blu”.

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Dove ascoltare gli episodi

Il podcast è disponibile per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming.

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