La Scuola Pellico di Varese: un esempio virtuoso di scuola sostenibile

A Varese esiste una scuola che nel 2019 è stata completamente ristrutturata in modo che il suo impatto ambientale si avvicini allo zero. Si tratta dell’Istituto Comprensivo Silvio Pellico, situato in Via Appiani, a cui è stata data una nuova veste, studiata per inserirsi perfettamente nel contesto architettonico locale.

I lavori di ristrutturazione sono durati meno di un anno (335 giorni, per l’esattezza), e sono costati 2 milioni e 300 mila euro. I finanziamenti sono arrivati dal bando Free, Fondo regionale per l’efficienza energetica, e hanno permesso un miglioramento della scuola dal punto di vista statico, sismico, energetico e acustico.
Tra i risultati spiccano l’installazione in copertura di 210 pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica a servizio dell’istituto scolastico e della palestra, il sistema di monitoraggio centralizzato per regolare la temperatura e l’illuminazione in base alle reali esigenze, così da evitare qualsiasi spreco, e la nuova ventilazione meccanica controllata.

Per approfondire l’argomento siamo andati a intervistare Paola Sumiraschi, Dirigente Scolastica dell’Istituto.

Quali sono i progetti legati alla sostenibilità ambientale in cui sono coinvolte le scuole dell’Istituto Complessivo Varese 2?

Su 7 plessi, 5 si sono iscritti al progetto Green School. Green School è un progetto che esiste da tempo, e richiede l’adesione alle scuole di anno in anno. Per quanto riguarda le due scuole che non ne fanno parte, tengo a sottolineare il loro impegno in termini di educazione ambientale per i bambini. Tuttavia, essendo scuole molto piccole, era difficile soddisfare i requisiti richiesti dal progetto. Esiste inoltre un progetto di riqualificazione dell’area verde del plesso Bosco, che fa parte del complesso, che ha avuto il patrocinio del comune di Varese e sarà finanziato con un Crowdfunding tramite la piattaforma IDEArium del MIUR.

pellico varese
La Scuola Media Silvio Pellico

Una educazione trasversale

Il progetto in questione viene chiamato progetto Verde Bosco. Tutti possono contribuire con una donazione sulla piattaforma Idearium del MIUR e ognuno si conquista così un pezzo di verde da riqualificare, per esempio ricreando lo stagno che già esisteva e poi per via del Covid era stato abbandonato, un’aula didattica esterna, le casette per gli uccellini e molte altre attività finalizzate a conoscenza più diretta del verde da parte dei bambini.
L’educazione ambientale fa anche parte di tutti i progetti di inclusione che mettiamo in atto, come ad esempio l’orto dinamico, l’orto sinergico, attività a contatto con la natura e con la terra. Naturalmente queste attività si integrano con tutto ciò che concerne l’educazione civica, un insegnamento trasversale coordinato da una referente interna per istituto. All’interno dei singoli plessi tutti gli insegnanti si attivano per iniziative e attività didattiche legate all’educazione civica. Tutti questi temi sono solitamente molto apprezzati dai bambini.

Una domanda sul Green Camp, il progetto extrascolastico che si è svolto lo scorso settembre: come è nata l’idea? Quali erano i requisiti per partecipare?

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Il cartellone realizzato durante il Green Camp

Il Green Camp nasce da un’idea della Croce Rossa, ed esiste da anni. Quest’anno si è svolto nel giardino della nostra scuola. È stato interamente gestito dai volontari della Croce Rossa e hanno partecipato bambini provenienti da tutta Italia. Per il periodo del campo i bambini tra gli 8 e i 17 anni hanno vissuto qua in tende disposte lungo il prato, autonome, gestite da volontari. I bambini ogni giorno andavano in gita qui intorno, per esempio alla Palude Brabbia, e facevano iniziative legate all’ambiente, come coltivare le piantine di basilico o imparare come fare analisi delle acque. A questo proposito vorrei venissero messe delle fontanelle esterne in tutti i plessi per implementare l’uso dell’acqua dell’acquedotto, che a Varese è molto buona, senza continuare ad acquistare bottiglie di plastica.
Per partecipare al Green Camp bastava inviare la domanda all’indirizzo della Croce Rossa. Le tende erano anche strutturate in modo da garantire il distanziamento Covid. I lettini erano disposti in modo che si dormisse alternati testa/piedi, e gli zaini tra un letto e l’altro garantivano il distanziamento. Se non ci fosse stato il distanziamento probabilmente avrebbero accolto anche più bambini. Non so se rifaremo il Green Camp o no, ma se dovessero chiedercelo accetteremmo volentieri. Qui fuori c’è anche un cartellone che ha fatto una maestra il cui figlio ha partecipato al Green Camp (vedi foto).

Quali sono le iniziative e i progetti futuri per continuare a migliorare la scuola perché resti al passo coi tempi?

Intanto continua la nostra adesione al progetto Green School, c’è il progetto Verde Bosco, e se poi si riesce a realizzare tutto in base ai soldi raccolti vedremo se riusciremo a realizzare attività simili in altri plessi includendo anche le scuole dell’infanzia, la Ronchetto Fé e il Dalla Chiesa, che hanno dei bellissimi prati all’esterno.

Scrive per noi

Chiara Pedrocchi
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Siena, si sta laureando in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Torino. Oltre che per .eco scrive per Scomodo, e in passato ha collaborato con Lo Sbuffo e ViaggiNews.com. Aspirante giornalista, si interessa di ambiente, diritti umani e sessualità.

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