Primavere sonore, un’Agenda 2022

Il 2022, un anno in cui la Costituzione italiana cambia due articoli (il 9 e il 41) per includere ambiente, biodiversità e ecosistemi, si presta particolarmente a rinforzare impegno e attenzione per biodiversità e protezione della natura. Risvolto fondamentale della lotta al riscaldamento globale, presupposto di ogni transizione ecologica degna di questo nome, l’impegno per la cura della vita della Terra nel 2022 si nutre di ricorrenze e appuntamenti italiani e internazionali. “Nature in Mind” è il titolo di un grande convegno internazionale che si terrà a Roma il 19 e 20 maggio. Tra i tanti anniversari, i 50 anni del rapporto al Club di Roma sui limiti alla crescita, che ricordiamo insieme a un altro anniversario: la pubblicazione di Primavera silenziosa di Rachel Carson. Perché è di primavere sonore e chiassose che abbiamo bisogno.

[Pubblichiamo l’editoriale di Mario Salomone sul numero di marzo di “.eco” dedicato ai grandi avvenimenti e alle ricorrenze del 2022]

Per una sorta di quelle congiunzioni astrali che entusiasmano astronomi e astrofili (e ispirano gli astrologi), per non parlare delle triangolazioni dei pianeti, il 2022 si presenta particolarmente ricco di ricorrenze e di eventi che richiamano con forza l’attenzione sui grandi scenari ambientali e – finalmente – sulla vita della Natura.

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Trent’anni fa, il 22 maggio del 1992 (data poi scelta per celebrare la Giornata mondiale della biodiversità), la Conferenza di Nairobi adottava il testo della Convenzione sulla diversità biologica (portata alla firma dei governi il 5 giugno 1992 alla conferenza di Rio de Janeiro – altro trentennale da ricordare). A questa ricorrenza si aggancia il convegno internazionale promosso per il prossimo 19 e 20 maggio a Roma dal Comando delle unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri: “Nature in Mind. Una nuova cultura della natura per la tutela della biodiversità”. Un convegno con l’educazione ambientale protagonista, cui ci onoriamo di collaborare come WEEC Network.

Diversità biologica al centro. Se rispettiamo i limiti alla crescita

Dal 1992 si sono riunite regolarmente le “conferenze delle parti” della CBD, fino alla COP15. La quindicesima riunione (COP 15) si terrà quest’anno a Kunming, in Cina e si concluderà l’8 maggio 2022, mentre proseguono le celebrazioni per il cinquantenario delle Riserve della Biosfera UNESCO (programma MAB, Man and Biosphere).

Alcuni di questi anniversari sono particolarmente significativi per l’Italia, compreso il cinquantenario del primo rapporto dell’organismo che il torinese Aurelio Peccei aveva fondato a Roma nel 1968: il dirompente rapporto del MIT al Club di Roma sui limiti alla crescita (“The Limits to Growth”).

Ma duecento anni fa, ad esempio, il re Carlo Felice con le Regie patenti del 15 ottobre 1822 istituiva l’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna, primo nucleo di una organizzazione, territorialmente articolata, cui viene affidato l’incarico di “invigilare sui boschi” e di garantirne la protezione. Poi, attraverso vari passaggi, si arrivò nel 1948 alla nascita del Corpo forestale dello Stato, trasformato (sotto il Governo Renzi) in Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFA), come struttura dell’Arma dei Carabinieri.

E se la Legge n.394/1991 sulle aree protette di anni ne ha compiuti trenta nel 2021 (ma continueremo a parlarne), di anni ne compie cento il primo parco nazionale italiano (il Gran Paradiso), mentre centocinquant’anni fa un ordine presidenziale istituiva il primo parco nazionale degli Stati Uniti, nonché più antico del mondo, il Parco nazionale di Yellowstone.

Non basta: allo sviluppo delle politiche conservazioniste negli Usa aveva contribuito uno dei fondatori dell’ecologismo scientifico: George Perkins Marsh, primo ambasciatore statunitense nel Regno d’Italia: arrivato a Torino nel 1861 (dove scrisse la sua opera più nota, Man and Nature, 1864), seguì poi la capitale del neonato stato italiano a Firenze e a Roma. Morì nel 1882 (dunque, altra ricorrenza del 2022) mentre si trovava nell’amata Vallombrosa (altro luogo simbolo della natura del nostro Paese) ed è sepolto a Roma.

Una “Staffetta per la biodiversità”

Dopo il successo nel 2021 della “Staffetta per clima” organizzata dalla Rete WEEC Italia, che ha attraversato il Paese dalla Sicilia alla Lombardia, la comunità dell’educazione ambientale formale e non formale promuove quest’anno una “Staffetta per la biodiversità”. Chi è interessato a partecipare contribuendo all’organizzazione degli eventi della staffetta, può mettersi in contatto con la sede nazionale della Rete WEEC Italia, segreteria@weecnetwork,it.

Stoccolma: 50 e +50

Nel 1972 si tenne a Stoccolma anche la prima conferenza delle Nazioni Unite esplicitamente dedicata ai temi ambientali: la United Nations Conference on the Human Environment (5-16 giugno 1972). La conferenza sarà ricordata il 2 e 3 giugno 2022 da un cruciale incontro internazionale “Stockholm+50: A Healthy Planet for the Prosperity of All – Our Responsibility, Our Opportunity” (preceduto da un incontro preparatorio il 28 marzo a New York e da mesi di consultazioni e discussioni con individui, comunità, organizzazioni e governi di tutto il mondo).

Per l’educazione ambientale la conferenza del 1972 è un momento significativo: tra gli altri principi, stabilisce infatti che «L’educazione sui problemi ambientali, svolta sia fra le giovani generazioni sia fra gli adulti, dando la dovuta considerazione ai meno abbienti, è essenziale …» e apre la strada al percorso che porta alla conferenza intergovernativa di Tbilisi sull’educazione ambientale del 1977.

L’educazione ambientale contro le minacce alle forme di vita sulla Terra

Senza l’educazione ambientale, senza le ricerche di molti scienziati, senza la visione lungimirante e coraggiosa del Club di Roma, senza la mobilitazione di milioni di ambientalisti, animata da organizzazioni che dopo il pionieristico WWF (in campo dal 1961) iniziarono a fiorire dai primi anni ’70 del secolo scorso, che scesero in strada dal 1970 per l’Earth Day e cominciarono a smuovere anche istituzioni internazionali e governi nazionali (ricordiamo, tra le altre, Greenpeace a Friends of the earth), oggi la situazione sarebbe senz’altro molto peggiore.

Crisi climatica, degrado e consumo di suolo, deforestazione per fare spazio soprattutto ad allevamenti e alla coltivazione di mangimi, inquinamento di aria, acque e suolo, sovrasfruttamento ittico, invasione della plastica, incendi boschivi, bracconaggio, onnipresenza dalla “human foootprint” in aggiunta all’impronta ecologica, estrazione massiccia di materia dal sottosuolo accelerano l’estinzione di specie viventi vegetali e animali e fanno invece proliferare specie aliene e invasive.

Insomma, nel 2022 non ci sono scuse: mobilitiamoci ancor di più per la natura e la biodiversità. Di cui facciamo parte e senza la quale non potremmo esistere, anche se l’abbiamo profondamente trasformata e stravolta. Molti limiti li abbiamo superati, ad altri siamo pericolosamente vicini.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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