Quando l’arte unisce

artissima 2017, Il visitatore di Artissima deve partire da un presupposto: non è la natura dell’esposizione, ma il fatto che qualche cosa sia esposto, cioè sottratta al tempo ordinario, al tempo dell’orologio, a creare l’effetto di sospensione del ritmo ordinario dell’esistenza che costituisce il fascino di ogni esposizione d’arte e di Artissima in particolare.
È possibile dare soltanto un’idea della ricchezza di stimoli interpretativi, su un numero limitatissimo di opere.
È come se l’oggetto d’arte, divenuto tale, si esibisse dandosi, in forma voyeuristica allo spettatore non sempre preparato ad accoglierne il senso.

A gloria della libertà

Le “Glass Ball” di David Dovard spiccano, fissate al muro nella loro trasparenza marroncina, proprio all’ingresso della sezione “Present/Future” curata da Cloè Perrone, Samuel Gross, Charlotte Laubard dedicata ai talenti emergenti. Inopinate, sul muro bianco, inattese e, in fondo, quasi fuori di luogo: ma essere fuori di luogo è essere in questo tempo fuori dell’orologio che è lo spazio della contemplazione disinteressata, totalmente disinteressata. Non è un paesaggio di cui bearsi, piuttosto un Odradek che ci capita quasi tra i piedi a interrogarci sul suo senso. Ogni interpretazione è ammessa, a gloria della libertà nella produzione di simboli che caratterizza l’essere umano oggi.
La pelle di cedro “Edera” di Giuseppe Perrone, una breve distesa arcuata in cuoio e bronzo disegna un paesaggio lunare sul quale manca soltanto il Pierrot di Schoenberg nell’attesa di una improbabile redenzione, come sembra dire il palo di legno che attraversa il manufatto.
Artissima, mostra internazionale d’arte contemporanea, è un marchio di Regione Piemonte e città metropolitana di Torino, è alla ventiquattresima edizione all’Oval Lingotto Fiere. L’artista Sari Ember, premiato quest’anno per la sua ricerca sul potere evocativo del racconto, crea una mitologia privata partendo da schemi archetipici.
Un labirinto di opere
Christiane Löhr presenta una composizione di piumini di dente di leone che raccolgono alcuni semi al loro interno come le ragioni seminali della cosmogonia stoica; Tony Cragg, con Hedge, evoca il movimento del labirinto, mentre Jim Lambie con “Metal Box” composizione di fogli metallici dal rosso al giallo, al nero, al fucsia, al color alluminio, al blu, visibili in piegature ai quattro lati dei fogli da voce alla buona perimetrazione dello spazio, contro ogni insidia del movimento labirintico.
Un percorso di trentun paesi, duecentosei gallerie, cinquemila collezionisti invitati: un labirinto.
Con Marianna Castillo, “Pinksummer” ci mostra teli bianchi esposti su sei o sette strutture in bambù disposte in ordine digradante a evocare la solitudine delle “Piazze d’Italia” di De Chirico o degli scenari di “8e ½” di Fellini. Dove l’apparente abbandono è l’invito a riflettere sulla riduzione fenomenologica dell’oggetto, sulla sua essenza atemporale. Qualsiasi cosa può essere fenomenologicamente ridotta alla propria essenza e apparirci diversa da come ci appare nella vita quotidiana.
Se la Fondazione di Arte Moderna e Contemporanea CRT continua a mantenere questo forte impegno è perché la motivazione è forte e solida. Mi si passi la definizione “melting-pot”, l’immagine della pentola di nonna Papera, dove si mescolavano tanti ingredienti per la sua famosa torta e per intendere, sociologicamente parlando, o artissimamente parlando, tanti abitanti provenienti da diverse culture rimescolati e rifusi in un unico popolo, quello dell’arte…
La quotidianità che appare come un labirinto nell’opera di Cecilia Condorelli: una porta composta da liste di legno ben separate le une dalle altre si apre in un listato di legno composto alla stessa maniera e crea il disorientamento tipico di chi si è perduto nelle linee concentriche. Linee che, in altre composizioni dall’artista, si intersecano ortogonalmente: la libertà è intravista, oppure appare come una porta in un universo a liste di legno.
Tony Oursler (Selected waks on Paper) crea un’apertura nello spazio nella quale, da una nebbia verdastra emergono occhi aperti o socchiusi, bocche socchiuse o che digrignano i denti a ricordare che la fruizione dello spazio espositivo non è mai del tutto serena, non è mai assorta nella statica della bellezza, ma è, spesso, travolta dall’affanno delle passioni.
Per esserci, bisogna apparire, per apparire, bisogna mostrarsi; e mostrarsi ha un senso soltanto se c’è qualcuno che guarda. L’impressione che suscita “Artissima” è un’impressione allo stato puro: quello che vediamo impatta sul nostro modo di percepire le cose che vediamo e su come le sentiamo. “Artissima” è un percorso sensoriale.
Il mondo dell’arte è, di per sé trasgressivo; se non superasse la soglia, non sarebbe arte, cioè uno sguardo “altro”, differente, indifferente, uguale; uno sguardo, insomma, che non cerca il consenso, ma che forza l’attenzione attraendoci, distraendoci, o mettendo distanza. Ma anche quando ci mette distanza, la riflessione è già stimolata dall’ “impressione d’arte”. E questa la sua orma.
Sito web:

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

TIZIANA CARENA

Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

TIZIANA CARENA has 20 posts and counting. See all posts by TIZIANA CARENA

Parliamone ;-)