Relazioni USA-Italia: cominciarono con il fondatore del moderno ambientalismo

George Perkins Marsh

Italia e Stati Uniti hanno celebrato i 160 anni di relazioni diplomatiche (11 aprile 1861). Il primo rappresentante diplomatico nel Regno d’Italia fu George Perkins Marsh, che restò nel nostro paese fino alla morte (1882). Marsh, con “Man and Nature” è stato anche l’autore del primo studio sistematico dell’impatto umano sull’ambiente.

Giuseppe Bertinatti, primo ministro plenipotenziario del Regno d’Italia a Washington (terzo in piedi da sinistra)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un discorso e il ministro degli esteri Luigi Di Maio con un viaggio a Washington hanno ricordato l’inizio delle relazioni diplomatiche tra il nostro paese e gli Usa. La data ufficiale è l’11 aprile del 1861, giorno in cui il governo americano accettò le credenziali di Giuseppe “Joseph” Bertinatti come ministro plenipotenziario del neonato Regno unitario.

Contemporaneamente il presidente degli Stati Uniti Lincoln nominava (il 20 marzo) George Perkins Marsh, battagliero deputato del Vermont al Congresso, rappresentante americano presso la “legazione” italiana (solo nel 1893 sarebbe stata elevata al rango di ambasciata).

Marsh arrivò a Torino nei giorni dei funerali di Cavour (morto il 6 giugno) e poté presentare le sue credenziali solo il 23 dello stesso mese.

L’amore per l’Italia fu duraturo: Marsh seguì la capitale a Firenze (1865), da cui scoprì gli amati boschi di Vallombrosa, e poi a Roma. Ventuno anni, un record assoluto nella storia diplomatica degli Stati Uniti.

Morto a Vallombrosa il 23 luglio del 1882, è sepolto a Roma.

Fin qui la storia diplomatica, che lo vide anche protagonista del tentativo di convincere Giuseppe Garibaldi andare negli Usa per combattere contro il sud schiavista nella guerra civile americana.

Un grande ambientalista, un perfetto prototipo di intellettuale e politico

Il numero di aprile 2011 di “.eco” è dedicato a George Perkins Marsh, primo rappresentante degli Usa nel nuovo stato unitario italiano

Marsh era anche un grande viaggiatore, un conoscitore dell’Oriente (prima che in Italia era stato ministro a Istanbul presso la corte dell’Impero Ottomano), un cultore di varie discipline, un grande esperto di lingue straniere, un promotore della scienza e fu tra i fondatori dello Smithsonian Institution.

George Perkins Marsh è stato soprattutto un grande ambientalista, rappresentante dell’America che (oltre a letteratura, musica, cinema, arte) ci piace di più, quella della culla di grandi movimenti, dei primi parchi nazionali, di una miriade di centri, organizzazioni e iniziative di educazione ambientale, del MIT che redige il primo e più celebra rapporto al Club di Roma (The Limits to Growth). Qui in Italia, infatti, Marsh scrisse Man and Nature, pietra miliare nella storia dell’ambientalismo scientifico (poi ripubblicato con il titolo The Earth as modified by human action).

Insomma, un perfetto prototipo di intellettuale e politico, curioso, aperto, precorritore (i suoi primi acuti moniti sull’ambiente sono del 1847) e innovatore.

Ecco, dunque, il singolare legame tra Italia e Usa: storico-diplomatico e culturale. Per noi che crediamo che l’ambiente sia “la” sfida fondamentale dell’umanità, George Perkins Marsh è dunque una figura esemplare.

Gli Stati Uniti d’America ci hanno dato la maggiore impronta ecologica mondiale e la bomba atomica, ma anche, oltre a Marsh, Henry David Thoreau, Aldo Leopold e molti dei maggiori studiosi della crisi ecologica del XX secolo: biologi, economisti, sociologi, fisici, filosofi, chimici, antropologi,… Molti dei centri di ricerca pubblici e privati da cui traiamo i dati sul riscaldamento globale e sulla crisi alimentare sono negli Usa, ma americane sono anche molte proposte per cambiare, molte “ricette” individuali e collettive e molte tecnologie.

L’ambiente terrestre trasformato dall’azione umana

Singolarmente, un americano, George Perkins Marsh, grazie anche all’osservazione dell’ambiente italiano, nel XIX secolo descrive le trasformazioni dell’ambiente terrestre per mano umana e ne denuncia guasti e pericoli. Un italiano, Aurelio Peccei (nato a Torino), nel XX secolo “inventa” il Club di Roma, individua con esattezza il “malpasso” dell’umanità e affida a una prestigiosa università americana (il MIT) la redazione di una celebre rapporto sui limiti alla crescita.

Italia e USA sono dunque legate da due personalità tra le più rilevanti (anche se tra le più misconosciute) dei rispettivi secoli.

È tutto interesse dell’Italia coltivare questi legami, non solo simbolicamente, ma anche facendone una occasione di scambi, di iniziative, di studi comuni. Per questo come “.eco”, così come nel 2008 avevamo curato le celebrazioni torinesi del centenario della nascita di Aurelio Peccei, nel 2011 ha voluto dedicare un numero al ricordo di George Perkins Marsh. Un ricordo che, ci auguriamo, possa aiutare a coltivare le relazioni culturali e scientifiche tra Italia e Usa in campo ambientale.

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MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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