San Michele e il Coronavirus. A piedi attraverso l’Italia ai tempi del Covid

Abbiamo intervistato Fabrizio Winki che da anni racconta agli amici ed ai suoi appassionati lettori, i viaggi, la filosofia, l’approccio umile con la Natura. Durante i difficili mesi passati, Winki si è messo in cammino, con l’intento di dare il suo contributo e affinché ogni chilometro percorso sulla Via Micaelica diventasse il viaggio di tutti quelli impossibilitati a compierlo. Dalla Sacra di San Michele in Val di Susa per raggiungere, in un paio di mesi, Monte Sant’Angelo nel Gargano. Chilometri che stanno portando alla realizzazione di un libro: Il Cammino dell’Angelo ai Tempi della Corona.

Il viaggio lungo la Via Micaelica ha dato molti frutti e abbiamo deciso di farci raccontare qualcosa di più dalla viva voce di Fabrizio.

Per seguire gli eventi legati alla pubblicazione del libro, i prossimi progetti di Winki e gli spunti di riflessione che ci regala ogni giorno, potete seguirlo sul suo sito e sui social: Facebook alla sua pagina personale e d’autore e su Instagram nei suoi account personale e d’autore.

Ciao Fabrizio! Ci racconti qual è stata la scintilla che ti ha fatto decidere di intraprendere un viaggio così impegnativo in un momento tanto particolare?

Il punto di partenza: la Sacra di San Michele in Valle di Susa (TO)

Non potendo lavorare a seguito delle restrizioni, mi sono chiesto che tipo di contributo potevo dare alle persone che mi seguono da anni, agli amici e anche a chi non conosco direttamente. Ho sentito che un viaggio a piedi attraverso l’Italia poteva essere un modo per raccontarne le bellezze in un momento in cui i media erano concentrati a perseguire la politica del terrore. Io volevo raccontare le bellezze e le genti del nostro paese e supportare le piccole economie che avrei visitato; le più fragili in un mondo che favorisce le lobbies. Volevo raccontare come, rispettando le idee di tutti, possiamo dare un contributo alle realtà che vogliamo vedere fiorire e rinascere dopo anni di crisi indotta e questo recente colpo di scena.

Svelata la malattia globale dell’essere umano

Si è discusso moltissimo del nostro ruolo sul Pianeta durante il lockdown; si è parlato molto di una Natura che riconquista i suoi spazi e si sono avvicendate immagini di animali selvatici nelle città, delfini nei porti, meduse nei canali di Venezia. Tu, invece, ti sei avventurato nei boschi. Quale credi sia l’errore dell’uomo, aver sopraffatto la natura con le città e le strade o l’averla abbandonata, rinunciando al contatto con i boschi e le terre più selvagge?

Percorrendo a piedi la Via Micaelica.

Nel momento in cui l’uomo ha rallentato la sua fase di distruzione del Pianeta, la Natura ha semplicemente continuato a fare ciò che fa da sempre. Si rigenera. Questa dote innate fa parte anche dell’uomo anche se ha dimenticato le sue origini e soprattutto l’importanza della sua connessione con la Natura. Credo che il vero progresso si ottenga utilizzando la conoscenza e la scienza al servizio della vita, non contro. Quello a cui assistiamo è una conseguenza della malattia globale dell’essere umano. La cosa più strana è che l’uomo moderno non crede di aver alternative, eppure ce ne sono. Il mondo comincerà a essere un posto più pulito quando l’uomo riconoscerà i propri errori e li userà come esperienza; quando le persone cominceranno ad ascoltare il proprio cuore invece che le menti di pseudo-leader politici e/o opinionisti. Ci sono davvero tante menti illuminate su questo Pianeta e a loro bisognerebbe affidare il ruolo di guidare l’umanità verso un Nuovo Mondo e non a chi fa il gioco di pochi.

I bambini, vera speranza del Pianeta

La sfida della comunicazione ambientale oggi, soprattutto nell’ambito educativo, è una sfida a tutto tondo che coinvolge molti canali, non ultime le forme di espressione artistica: credi che il tuo libro e, più in generale, i racconti simili al tuo, abbiano una responsabilità che va oltre il semplice narrare un viaggio?

Se parliamo di educazione, fortunatamente parliamo di bambini: la vera speranza per il pianeta. A mio avviso, più che educare si tratta di ricordare quali sono le priorità in termini di benessere e miglioramento dello stile di vita. Ogni forma d’arte ha la sua importanza ed i libri posso diventare ottimi strumenti di condivisione di valori e di esperienze che possano ispirare chi legge a sviluppare il proprio ‘potenziale divino’. Si tratta di supportarci a vicenda e agevolare le “nuove” generazioni ad essere semplicemente autentiche ed in connessione con Madre Natura, la nostra vera insegnante. I racconti di viaggio sono semplicemente un pretesto per condividere come, quando si è in movimento, si ha la possibilità di lavorare sui vari aspetti della personalità e della natura umana. Si ha l’opportunità di mettersi in gioco e possiamo ricominciare, allenandoci, ad ascoltare la nostra voce interiore.

Allenarsi nell’arte del dare

In un post su Facebook, scrivi: «Quando lavoriamo sul – non attaccamento – ci rendiamo conto che donare gli oggetti più preziosi che abbiamo, crea un’immensa gioia al cuore» e tu, con il tuo racconto, ci regali un bellissimo esempio di vita vissuta. Quale pensi sia la chiave per comunicare in maniera efficace un’esperienza potente ma anche molto personale come la tua?

Finalmente… il mare

Credo che essere semplicemente sé stessi sia uno dei modi per comunicare da cuore a cuore. Ognuno ha la sua storia ed ogni storia è unica e degna di essere ascoltata, poi se quella storia diventa uno spunto per chi la incontra, verso la realizzazione del proprio sé, allora chi la dona non può essere che felice quanto chi la riceve. Ci si può allenare anche nell’arte del dare, sia oggetti materiali che azioni, gesti, a volte anche piccole cose. Quando l’approccio è quello “del dare senza aspettarsi nulla in cambio”, allora possiamo imparare quanto diventi gratificante farlo. Prima di tutto dobbiamo imparare però che noi non siamo gli oggetti che possediamo, non siamo neanche il lavoro che facciamo, e neanche la nostra mente. Noi siamo molto di più e quelle “cose”. Su questo argomento non basterebbero mille libri per esprimere tutti i concetti relativi, però se dovessi racchiudere tutto in una frase credo che sarebbe: “l’importante è essere”.

Tecnologia, istruzioni per l’uso

Durante una nostra telefonata, mi hai raccontato di esserti avvicinato di più al mondo della tecnologia durante il lockdown: credi esista un segreto per utilizzarla con coscienza e non esserne inghiottiti?

Credo che la tecnologia nelle comunicazioni sia uno strumento molto valido fino a quando non ne diventiamo schiavi. Si possono fare un sacco di belle cose con questi strumenti e allo stesso modo si può tenere una nazione sotto scacco. Come tutte le cose dipende dall’utilizzo che ne facciamo. Io mi auguro che questo tipi di servizi possa essere usato sempre di più eticamente e non come avviene in questo momento come strumenti di propaganda di morte. Non ce n’è più bisogno, ci sono un sacco di ricette per la vita, rimedi, tecniche davvero efficaci ma per qualche strano motivo tutto questo è al di fuori della comunicazione mainstream, forse è arrivato il momento di farsi delle domande e trovare le risposte? Io ho cominciato ad usare alcuni di questi strumenti perché so che alcune condivisioni possano fare del bene a chi ascolta e mi auguro che questo inneschi un meccanismo automatico di persone che si aiutino le une con le altre senza volere nulla in cambio.

Nei post durante il cammino, parli spesso del tema del tempo. L’idea di vivere il presente è un tema ricorrente e, dal punto di vista ambientale, soprattutto oggi, è necessario prestare attenzione ai cambiamenti (ahinoi purtroppo spesso negativi) che la Natura ci mostra quotidianamente…

Vivere il presente è uno dei regali più importanti che possiamo fare alla nostra anima e alla nostra persona, perché quando lo facciamo riusciamo ad ampliare le percezioni e liberare il nostro vero potenziale. In questo modo diventiamo più sensibili e attenti verso ciò che ci circonda fino a comprendere che, se ci prendiamo cura della Natura, lei si prende cura di noi.

La natura: nei boschi ma anche intorno a casa propria

Il tuo viaggio sulla Via Micaelica è sicuramente un’esperienza totalizzante, soprattutto per il contatto costante con la Natura. In pochi potranno affrontare un viaggio così lungo ma la Natura ci parla anche attraverso i giardini delle nostre città, persino sui balconi di casa…

Via Micaelica, tappa nel bosco

Ci tengo a precisare che il viaggio a piedi attraverso l’Italia sulle tracce di uno dei percorsi più antichi d’Europa che volevo riscoprire non era il “mio”. Ho deciso di farlo anche per tutti coloro che in quel momento erano impossibilitati a farlo. Volevo vivere e raccontare come, quando stiamo davvero bene con noi stessi, qualsiasi cosa di cui abbiamo “bisogno” si manifesta sul cammino. Nessuna programmazione. Questo era ed è un viaggio di ascolto, in cui, quando ci lasciamo guidare dal flusso, approdiamo sicuramente nei luoghi più ideali per la nostra anima, fuori e dentro di noi. Non è necessario attraversare l’Italia a piedi per vivere esperienze simili. Si può entrare in contatto con la natura anche nei boschi e nei parchi attorno a casa, nell’orto e forse anche sul balcone se teniamo a mente la cosa davvero importante: l’uomo è fatto per vivere in simbiosi con la natura e quando non lo fa, si ammala.

Prossima tappa: il mondo

Ora sarai molto impegnato con il tuo libro ma hai un viaggio/progetto nel cassetto che vorresti realizzare a breve?

Io scrivo a mano e poi trascrivo sul pc, quindi il libro sulla carta è finito ma la trascrizione comporta un certo tempo. La prossima settimana presento il libro in anteprima all’interno di una rassegna di cui sono anche conduttore in una delle due giornate: si chiama Book & Go e si svolgerà durante il TTG Travel Experience di Rimini. Terminato il tempo da dedicare al libro, un viaggio in programma c’è: continuare un Giro del Mondo cominciato un paio di anni fa. Anche se ora la mia attenzione è qui, vorrei vedere le persone uscire dalla trappola della politica e dei media, vedere la società rinascere, l’inizio di un’era dove l’etica, la sostenibilità, il rispetto della natura e il benessere di tutti siano le priorità, per far sì che i vecchi modelli di pensiero e di vita si sgretolino e lascino lo spazio alla creazione di un Nuovo Mondo. Sembra utopico? Posso fare una domanda io a chi leggerà queste parole? Avete mai sentito parlare di Massa Critica? Io vorrei salutarvi ricordando che: “noi siamo ciò che creiamo con pensieri, parole e azioni”. Tutto è possibile se lo vogliamo con tutto il nostro cuore e siamo sempre di più a volerlo e soprattutto renderlo reale.

Parliamone ;-)