Salute, ambiente, scuola e best practices: ecco i temi della seconda sessione del convegno Nature in Mind

Nella seconda parte del convegno “Nature in mind”, tenutasi nel pomeriggio del 19 maggio al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi di Roma, si sono alternati al microfono numerosi ospiti autorevoli e i cui contributi hanno apportato nuovi, interessanti spunti al dibattito sull’educazione ambientale.

Salute e ambiente

Durante la prima sessione, dal titolo “Salute e ambiente” e moderata da Maurilio Cipparone, del Consorzio universitario CURSA, responsabile scientifico Aree protette, Citizen science, Educazione ambientale, Heritage interpretation, Nature&Well-Being, il quale ha parlato della campagna Parchi Sani Persone Sane e ha definito questo incontro “una sfida”, è emerso come obiettivo quello di rafforzare la rete di parchi e associazioni in un dialogo sempre più proficuo e approfondito. La sessione si è incentrata sul rapporto tra biodiversità e salute, ed è stata presentata, tra le altre cose, la campagna “Parchi Sani, Gente Sana”.

Il primo a prendere la parola è stato Giovanni Cannata, presidente del parco nazionale Abruzzo Lazio e Molise, che ha evidenziato la necessità di ragionare sul termine “salute” in quanto stato dinamico e non solo come assenza di malattia. Cannata ha dunque parlato dei parchi come di “un’agenzia educativa formale e non formale” e come “laboratorio dello sviluppo sostenibile”. I benefici di un’educazione a maggiore contatto con la natura sono evidenziati dal riscontrato miglioramento dell’apprendimento formale e informale e delle abilità di osservazione e di ragionamento, dall’aumento dell’interesse per le materie di studio attraverso l’esperienza diretta, da una più intensa capacità di attenzione e di concentrazione, dalla connessione tra il mondo esteriore e quello interiore e dagli stessi risultati ottenuti anche nel lavoro di gruppo. I percorsi formativi proposti alle scuole, oltre ad assumere come riferimento pedagogico fondamentale il rapporto diretto con la natura che a tanti bambini e ragazzi delle città è completamente negato, fanno proprio il Manifesto dell’Educazione diffusa.

Al suo intervento è seguito quello di Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica, il quale ha citato il programma sulla digitalizzazione dei parchi e ha ricordato alcune iniziative che riguardano il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni nell’azione per contrastare la crisi climatica, come il progetto Youth for Climate che diventa permanente.

Jo Hopkins, del Parco Victoria, Supporting Partner of the Chair, Health & Well-being Specialist Group IUCN World Commission on Protected Areas, ha poi parlato dell’importanza di aderire alle campagne come Healthy Parks Healthy People anche e soprattutto per fare rete, con il fine di scambiarsi esperienze ed essere sempre aggiornati su cosa si stia facendo anche dall’altra parte del pianeta. Hopkins ha anche citato quattro messaggi chiave da tenere a mente: la natura è un servizio essenziale per la salute e di conseguenza bisogna parlarne in ogni settore; bisogna fornire opportunità per tutti perché tutti abbiano tempo e spazio nelle proprie vite; è necessario creare partnership nei vari settori legati a salute e ambiente; e infine bisogna proseguire nel percorso di realizzazione del potenziale della natura e delle città. Tanto è stato fatto ma tanto ancora c’è da fare.

Subito dopo ha preso la parola Giulia Bonella, direttrice della Riserva naturale statale Tenuta presidenziale di Castelporziano. Questa è riconosciuta come riserva naturale statale dal 1999, e contribuisce alla coerenza ecologica della rete Natura 2000 dell’Unione europea con due Zone speciali di conservazione per il querceto igrofilo e per la duna antica e con una Zona di protezione speciale per l’avifauna: le quasi 6000 specie segnalate abitano un prezioso lembo relitto di foresta planiziale mediterranea. Bonella ha citato la modifica dell’articolo 41 della Costituzione, che condiziona l’iniziativa pubblica e privata a nuovi limiti per non arrecare danno alla salute e ad ambiente, che in questo caso significa biodiversità. Bonella ha poi portato l’esempio virtuoso della tenuta, che è un sito di educazione alla biodiversità come corretto stile di vita e dove sono spesso accolte persone in difficoltà.

Sean Southey, Presidente della Commissione Educazione e Comunicazione IUCN, Scotland Nature, ha presentato il progetto Nature for All, a cui ha invitato tutti a partecipare sia come individui che come associazioni per fare più di quanto si potrebbe fare da soli e che si basa sulla necessità di costruire movimento di connessione alla natura.

Ha poi preso la parola Laura ManciniDirigente Laboratorio Ecosistemi e Salute, Dipartimento Ambiente e Salute, Istituto Superiore di Sanità, che ha riportato il dato secondo cui gli ambienti alterati causano poco meno di 1 su 4 decessi a livello globale e che ha citato l’Overshoot Day, che per l’Italia è stato domenica scorsa, il 15 maggio. Marino ha poi elencato i vantaggi di un sistema sano e ricco di biodiversità in termini sia di PIL che di salute. Al suo intervento è seguito quello di Diana B. AllenDirettore Healthy Parks Healthy People National Park Service, Stati Uniti, che ha parlato del progetto e dei parchi come luogo di benessere, che arreca vantaggio allo stato emotivo delle persone in modo che sia accessibile a tutti dove devono lavorare operatori sani in quanto ambasciatori di salute.

A scuola dalla natura e best practices

La seconda sessione è stata moderata da LuiselIa Meozzi, giornalista del network Greenaccord, che ha sottolineato l’importanza di formare i formatori su tematiche complicate così che possano divulgarle rendendole accessibili a un maggior numero di persone possibili.

Lucie Sauvé

Lucie Sauvè, dell’Università del Québec a Montréal e una delle più autorevoli esponenti dell’educazione ambientale e della rete internazionale WEEC,, ha tenuto un discorso sulla pluralità di rappresentazioni della natura, e sul bisogno di rappresentare la natura come qualcosa che ci è comune, tessuto della vita che unisce tutti. Ha poi fatto riferimento all’importanza di apprendere competenze eco-politiche e all’eco-cittadinanza, cioè a «una cittadinanza critica, creativa e impegnata, desiderosa di partecipare a dibattiti pubblici e alla ricerca di soluzione». La natura, nostra “città”, richiede impegno ed è quindi un “oggetto politico”.

 

Dal Kenya e dall’Indonesia sono arrivati, rispettivamente, i contributi di Teresa Gitonga e di Woro Supartinah, entrambi presenti al convegno. Gitonga ha parlato della minaccia che grava sulla biodiversità nel suo paese, e del progetto Afr100 che mira a fornire sostegno a 100 ONG locali in diversi paesi africani perché piantino alberi nei giusti luoghi e possano monitorarli e farli crescere. Gitonga ha citato anche l’importanza di coinvolgere le donne ai tavoli di discussione, dal momento che spesso lavorano moltissimo ma, proprio come i giovani, non vengono coinvolte nei processi decisionali. Supartinah ha invece citato la situazione nella zona di Sumatra, dove è cambiato il ruolo della pesca e sono calati i numeri e dove sono state abbattute moltissime piante di cocco che contribuivano alla sussistenza dei locali.

L’israeliano Shariel GunDirettore del Worldwide Funding KKL – JNF sede centrale di Gerusalemme, Israele, ha poi portato l’esempio dei progetti messi in atto dal suo paese di appartenenza, soprattutto quello in Rwanda e in Australia, mentre Gabor Lovei, membro del consiglio della Società di Biologia della conservazione, sezione europa, ha chiuso la sessione trattando il tema di servizi e disservizi dell’ecosistema, dicendo che la natura non è necessariamente benefica nei confronti dell’uomo, e che è necessario avere ben chiara la distinzione tra questa e l’agricoltura.

A questa lunga lista di interventi è seguita una breve pausa, dopo la quale si è svolta la tavola rotonda tra le maggiori associazioni ambientaliste.

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Chiara Pedrocchi
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Siena, si sta laureando in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Torino. Oltre che per .eco scrive per Scomodo, e in passato ha collaborato con Lo Sbuffo e ViaggiNews.com. Aspirante giornalista, si interessa di ambiente, diritti umani e sessualità.

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