Sostenibilità nelle filiere del tessile e della pelletteria italiane, 300 imprenditori e manager discutono su come rinnovare i processi

Trecento tra imprenditori e manager appartenenti alle filiere del tessile e della pelletteria italiane si sono dati appuntamento venerdì 1 febbraio nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, al campus Bovisa, per discutere sistemi e procedure per raggiungere il cosiddetto “Zero Discharge of Hazardous Chemicals”, per migliorare il benessere umano e ambientale.

ZDHC è un programma lanciato da un gruppo di brand e retailer di abbigliamento e calzature che collaborano per raggiungere entro il 2020 l’obiettivo di annullare lo scarico nell’ambiente di materiali chimici pericolosi o dannosi. La giornata ha previsto pertanto la presentazione dei risultati di ricerche e survey circa l’implementazione di processi più puliti da parte degli attori delle filiere italiane del fashion, seguiti da due tavole rotonde, rispettivamente di aziende della filiera tessile e della filiera della pelle, entrambe moderate dal professor Alessandro Brun (nella foto) della School of Management del Politecnico di Milano.

Alessandro Brun è anche tra i promotori della Sustainable Luxury Academy. L’Academy vuole essere una sorta di Osservatorio permanente che monitori quanto le aziende italiane del lusso siano effettivamente sostenibili.

“Non solo i consumatori, ma le imprese stesse sono molto sensibili al tema della sostenibilità – conferma Brun -. Proprio dalle aziende produttrici di beni di lusso ci è arrivata la richiesta di fare formazione, di condividere le pratiche migliori, anche tra competitor, di far circolare casi di successo a cui ispirarsi, di creare un vero ecosistema in modo da dare voce alle esigenze e alle esperienze di chi realmente sta cambiando la propria organizzazione per produrre in tutta trasparenza, a basso impatto ambientale e senza sfruttamento, del pianeta e del lavoro”.

 

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