Spycycles: progetto europeo mobilità ciclabile

In vari paesi europei, da diversi anni, sono state attivate politiche per favorire la mobilità ciclabile. Un esempio importante in tal senso è costituito dal progetto europeo Spicycles, iniziato nel 2006, cui hanno aderito diverse importanti città, fra le quali: Barcellona, Berlino, Bucarest, Goteborg e Roma. I risultati del progetto sono visibili sul sito web, dove si trovano altre informazioni, quali, una mappa dei progetti realizzati in Europa per la mobilità ciclabile, e la possibilità di confrontare le varie esperienze, attraverso un sistema di benchmarking. In futuro questi risultati saranno integrati con altri progetti quali Civitas-Mimosa (cui partecipa anche Bologna), e Amsterdam Cycling per la sostenibilità.

Tra i vari schemi di messa a disposizione per la popolazione di biciclette pubbliche adottati nelle varie città, ci sono diversi punti in comune: 1. Sistema automatico di affitto e restituzione. La tecnologia permette sistemi veloci, comodi e sicuri, senza bisogno di personale. 2. Accesso facile e veloce. La registrazione avviene in pochi minuti. 3. Presenza di stazioni fisse. 4. In genere è prevista una card che può essere usata anche sui tradizionali sistemi di trasporto pubblico. 5. I clienti registrati versano un deposito cauzionale che possono pagare in contanti o mediante addebito sulla carta. 6. Spesso si ha un’alta concentrazione di stazioni e biciclette a 300-400 metri di distanza tra loro. Questo perché gli studi hanno dimostrato che la gente preferisce non camminare più di 400 metri per accedere ai trasporti pubblici. I primi 30 minuti sono gratuiti.

Ogni città ha scelto un proprio approccio per incentivare l’uso della bicicletta, spesso anche attraverso specifiche iniziative di sensibilizzazione e comunicazione, con approcci diversi in base alle varie esperienze.

A Barcellona, ad esempio, il ciclismo è ben accettato e la città è fornita di piste ciclabili e mappe. A Bucarest, invece, non c’è stato un supporto dell’amministrazione locale per il progetto, mentre a Berlino questo ha assunto un’alta priorità. A Barcellona è stata predisposta una “Guida sulle biciclette” rivolta agli alunni delle scuole, per la promozione e l’uso delle biciclette.

La guida riporta alcune informazioni pratiche sul ciclismo e include una mappa della città che evidenzia le piste ciclabili e di vari parcheggi per le biciclette . Questo sistema è stato avviato nel 2007 con un servizio concentrato in centro, e adesso è stato esteso a tutta la città e nelle aree universitarie. È stato concepito come una forma di trasporto pubblico individualizzato che permette un accesso facilitato ai treni e alla metro.

Alla fine del 2008 sono state realizzate un totale di 400 stazioni a meno di 300 metri l’una dall’altra. Nonostante il piano Spicycles stia dando buoni frutti, è necessario aumentare il livello di “ciclismo”. A Barcellona i ciclisti sono aumentati del 135%. D’altra parte le esperienze hanno mostrato come è essenziale integrare l’introduzione di sistemi di biciclette pubbliche in piani di trasporto a lungo temine, come dimostrato a Parigi, Londra e Amburgo. Ad esempio, un singolo biglietto o una card che sia valida sia per il trasporto pubblico che per le biciclette pubbliche, permette alle persone di includere le bici nei loro viaggi.

 

17 luglio 2009

eco 4

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