Stop alla plastica, l’Unep celebra la Giornata mondiale dell’ambiente

I rifiuti in plastica mettono sempre più alla prova i mari e gli oceani, generando un tasso d’inquinamento sempre più preoccupante. Basti dire che secondo l’Unep, l’agenzia Onu per l’ambiente, ogni anno si riversano negli oceani otto milioni di rifiuti plastici, che inquinano e distruggono gli habitat sottomarini. Oggi la produzione di plastica è 20 volte più alta rispetto agli anni Sessanta. E se la situazione rimarrà invariata entro il 2050 la massa di plastica negli oceani supererà quella di tutti i pesci dei mari.

È proprio la lotta alla plastica monouso il tema intorno al quale ruota l’edizione 2018 del “World Environment Day”, la Giornata mondiale dell’ambiente che si celebra ogni anno il 5 giugno. Il paese ospitante stavolta sarà in India (nel 2015 era stata l’Italia) dove il governo ha in programma diversi eventi di sensibilizzazione. Le ragioni di questa scelta non mancano: sempre secondo l’Onu in India si trovano le 14 città maggiormente inquinate dalla plastica al mondo, solo a Nuova Delhi se ne producono circa 9.600 tonnellate al giorno, in tutto il paese circa 17mila. «L’India ha dimostrato una straordinaria leadership globale sui cambiamenti climatici e la necessità di passare a un’economia a basse emissioni di carbonio, ora il Paese contribuirà a stimolare una lotta più forte contro l’inquinamento da plastica – ha dichiarato Erik Solheim, a capo dell’Unep – Si tratta di un’emergenza globale che riguarda ogni aspetto della nostra vita. È nell’acqua che beviamo e il cibo che mangiamo. Sta distruggendo le nostre spiagge e gli oceani».

 

Il problema d’altro canto riguarda anche noi: le indagini della Goletta Verde di Legambiente evidenziano come il 96% dell’immondizia galleggiante nei nostri mari sia in plastica, con punte di 62 rifiuti in plastica ogni Kmq nel mar Tirreno, secondo l’Ispra il 53% per cento dei 611 esemplari di Caretta caretta analizzati durante il progetto europeo “Indicit” (di cui 187 vive e 424 rinvenute morte sulle spiagge) presentava plastica nell’apparato digerente. Un vero e proprio assedio per le specie, insomma, contro il quale Greenpeace ha appena lanciato Plastic Radar: un servizio per segnalare via Whatsapp la (+39 342 3711267) presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o sulla superficie dei mari italiani.

È chiaro però come il problema si risolva a monte, promuovendo il recupero di materia, i sacchetti riutilizzabili, mettendo al bando gli oggetti in plastica usa e getta che si disperdono in frazioni ed entrano nella catena trofica. Come prevede la nuova iniziativa europea presentata pochi giorni fa nell’ambito del pacchetto sull’economia circolare che prevede la messa al bando di cannucce, stoviglie, cotton-fioc, bastoni per i palloncini di plastica. I tappi inoltre dovranno rimanere attaccati ai contenitori di bevande e in più gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, anche attraverso sistemi di cauzione. Tutto entro il 2025, sempre che la direttiva sia approvata.

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