“Il riscaldamento globale è già tra noi”: la mostra immersiva che dice “È ora di agire”

La mostra “Capire il cambiamento climatico” (fino al 26 maggio al Museo di Storia Naturale di Milano) è la prima dedicata al riscaldamento globale e ai suoi effetti, in collaborazione con National Geographic Society. Le meraviglie naturali della Terra e le foto delle devastazioni, il racconto della storia umana politica, culturale ed economica che ha influenzato l’ambiente e cosa ciascuno può fare.

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Riparte ad Ischia Scuola Scienza & Società, edizione 2019

Al Teatro polifunzionale di Ischia torna in scena l’ attualità, tra benessere e cambiamenti climatici

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Prendiamoci in mano i destini della Terra e obblighiamo i governi a seguirci

Un gruppo di ambientalisti, studiosi e giornalisti lancia un appello a seguire l’esempio di Greta Thunberg, manifestando e scioperando il 15 marzo 2019. “Il cambiamento”, scrivono, “richiede un impegno quotidiano di tutti ma anche grandi mobilitazioni. Tra i firmatari il Segretario Generale WEEC.

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A fianco dei giovani di tutto il mondo. L’educazione ambientale in prima fila nella battaglia per il clima

La rete di educazione ambientale WEEC aderisce a Friday for Future mettendo a disposizione i propri canali informativi e le proprie sedi. Dalla giovane studentessa svedese Greta Thunberg l’esempio di successo di come il messaggio sulla urgenza del cambiamento possa raggiungere i cuori e le coscienze. Il 15 marzo giornata di mobilitazione contro la catastrofe climatica. Dal Segretario Generale WEEC Mario Salomone un appello a aderire.

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“Rendere la transizione equa, giusta, inclusiva”

Alla COP24 la società civile ha fatto sentire la sua voce con iniziative e manifestazioni per fare inserire i diritti umani nelle linee guida finali. I vulnerabili, infatti, purtroppo restano ancora poco tutelati: il documento non include i temi dei diritti umani, della sicurezza alimentare, dell’uguaglianza di genere. Ma la voce più forte è stata forse quella di una ragazza di 15 anni

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COP24, una intesa al ribasso (ma di questi tempi si può forse tirare un sospiro di sollievo). L’Italia candidata ad ospitare la COP26

In Polonia si è tenuta una conferenza poco ambiziosa e di compromesso, ma poteva andare peggio. Ancora pochi i fondi stanziati per la lotta al cambiamento climatico e paesi produttori di petrolio impegnati nel boicottaggio. Del resto, il fatto che la COP24 si sia tenuta proprio in Polonia (che ricava dal carbone l’80 per cento della sua energia), nella regione carbonifera della Slesia, non era di buon auspicio. Clima, disarmo, pace, giustizia sociale, conversione ecologica sono temi sempre più interconnessi. L’Italia, rappresentata dal ministro Sergio Costa, si è schierata in campo internazionale con i più “ambiziosi”, candidandosi per la COP26.

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Agricoltura e ambiente. La violenta guerra contro la natura

Senza l’agricoltura, ovviamente, non potremmo vivere, ma un suino inquina come tre umani un bovino come dieci. Mentre avanzano i deserti e il clima peggiora, consumi di acqua e prodotti chimici contribuiscono al degrado ambientale. Occorre impegnarsi nella transizione verso una “terza agricoltura”, mettendo le accresciute conoscenze tecnico-scientifiche al servizio di una produzione di alimenti che soddisfi il fabbisogno umano con meno sprechi e con minore impatto sull’ambiente, recuperando il valore del lavoro in armonia con la natura. Del tema si parlerà tra conferenze alla Fondazione Micheletti di Brescia, ogni lunedì fino a febbraio.

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È con il termometro in gradi Celsius che nasce l’Europa industriale moderna

Anders Celsius (1701-1744) inventò la scala per misurare la temperatura in gradi che un tempo chiamavamo centigradi e che ora per disposizione della UE prendo o il suo nome. Ne nacquero un intenso dibattito tra scienziati di tutta Europa e i laboratori che producevano e vendevano apparecchiature scientifiche, con effetti rivoluzionari sulla tecnica, sulle manifatture, sulla standardizzazione dei prodotti e dei processi produttivi. Si può dire, insomma, che Con Celsius, più che con altre invenzioni, nasce l’Europa industriale moderna.

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La natura non condona. Soffriamo della sindrome di Phileas Fogg

L’economia mondiale sta bruciando le residue risorse della biosfera, di biocapacità e di risorse non rinnovabili, per tenere in piedi un sistema basato sulla produzione e il consumo di massa e sullo sfruttamento incontrollato della natura e del lavoro umano. Incendi, consumo di suolo, via libera ai combustili fossili e in generale a una crescita insostenibile e incontrollata sono aspetti di una “sindrome di Phileas Fogg”: sfruttiamo tutto il possibile, come il protagonista de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Verne fece bruciare ogni cosa sul piroscafo che lo riportava in Inghilterra, pur di arrivare e vincere la sua scommessa. Ma la natura non condona e non perdona

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La “Bomba I”, gli Idrati di metano. Poco noti, ma straordinariamente diffusi e potenti

Sono noti anche come “ghiaccio che brucia”, perché somigliano al ghiaccio ma bruciano se si avvicinano a una fiamma. La quantità di metano intrappolata negli idrati di metano è stimata enorme, addirittura superiore a quella di tutti i combustibili fossili (carbone, petrolio, e gas naturale) noti, messi insieme. Ma attenzione a pensare di sfruttarli (cosa che si fa più presto a dire che a fare): il metano è un gas con un effetto serra molto maggiore della CO2

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Due metri. Di mare in più

Che cosa succederebbe se un giorno il livello dei mari aumentasse di due metri? Ci sono 30 milioni di chilometri cubi di acqua allo stato solido, immobilizzata nelle zone polari e nelle montagne, pronti a fondersi. Ma anche il sollevamento del livello del mare di poche decine di centimetri provocherebbe danni elevatissimi. Preoccuparsi oggi e guardare “lontano”

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Gli impatti del cambiamento climatico: capirli e prevenirli

Incontro all’Università di Torino con il biometeorologo Alessandro Pezzoli e tavola rotonda con Dario Padovan, Mario Salomone, Roberto Beneduce e Mauro Bonaiuti

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Gli Alieni contro le migrazioni climatiche

A Torino Migrant Aliens dell’artista cinese Fu Yuxiang 

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Cambiamenti climatici: gli impatti sull’agricoltura e come contrastarli

Conseguenze e azioni di contrasto a due anni dalla Conferenza di Parigi, se ne parla il 23 novembre a San Giorgio di Mantova

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Non piove sul non bagnato

Inquinamento, siccità, incendi dei boschi: in contemporaneea alcuni degli effetti del cambiamento climatico prodotto da un modello di produzione e di consumo da cambiare velocemente. Necessaria un’ alleanza tra educatori ambientali, operatori dei media, cittadini attivi, per costruire un’ opinione pubblica sempre più attenta, critica ed esigente

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Fake news?

In realtà c’è poco da ridere: di fronte all’intensificarsi degli eventi estremi del clima non bisogna né assuefarsi né rassegnarsi

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La lezione dimenticata della siccità

Lotta agli sprechi individuali e lotta allo spreco di acqua nelle condotte: due ricette urgenti per un’Italia che consuma più acqua della media europea. La sola acqua sprecata basterebbe per più di 10 milioni di persone, mentre il “troppo” delle alluvioni incombe

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Un “accorato appello” di papa Francesco per la difesa dell’ambiente

Durante l’udienza generale in piazza San Pietro, alla vigilia della Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali (13 ottobre), il papa invita a “promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali”. Ed esorta a ripudiare la pena di morte.
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Trump e i negazionisti

Sono trascorsi quasi due anni dagli “accordi” di Parigi sui mutamenti climatici, ma nulla lascia intendere e sperare che si vada avanti lungo la strada disegnata in quegli incontri. Profetici i versi del librettista della Traviata

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