Fare economia circolare con la manioca e combattere la fame

La manioca, con cui si fa la farina di tapioca, contiene proteine in modesta concentrazione e che sono povere di amminoacidi essenziali, per cui le popolazioni che se ne nutrono sono esposte a malattie per la loro carenza. Ma molti cicli dell’industria agroalimentare generano sottoprodotti ricchi di proteine pregiate che spesso vengono eliminati, spesso come rifiuti inquinanti. Sono alcuni esempi di come da quelli che chiamiamo rifiuti, possono essere ottenute sostanze utili per la vita, nostra e altrui.

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L’ecologia industriale per risolvere il conflitto tra industria e ambiente

L’industria può liberare dalla miseria, assicurare lavoro e creare benessere, ma – per ineluttabili leggi termodinamiche e chimiche – inevitabilmente altera e inquina l’ambiente. Soltanto attraverso una migliore conoscenza dei processi e delle merci, delle materie prime e dei residui si possono ottenere, insieme, cicli produttivi integrati e puliti, occupazione e benessere.

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L’ingegnoso Cowper, precursore dell’economia circolare

Come e perché la lavorazione dell’acciaio è tremendamente inquinante. Ma già nell’Ottocento l’ingegnere londinese Edward Alfred Cowper (1819-1893), che fin da ragazzo aveva dimostrato una grande attitudine all’innovazione e alle invenzioni, si applicò nel trovare soluzioni per il risparmio energetico, dagli stabilimenti siderurgici alle locomotive. E pochi sanno che il perfezionamento da lui apportato agli ingranaggi delle biciclette le fece uscire dalla loro infanzia.

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