50 anni del Club di Roma, un grande convegno internazionale a ottobre

Due giorni di confronto il 17 e 18 ottobre 2018 tra alcuni dei maggiori esperti mondiali di clima, economia ecologia, ambiente. Il Club di Roma festeggia i suoi 50 anni di vita nella città dove fu fondato da Aurelio Peccei nel 1968 con un importante convegno internazionale. Le criticità di quella che Peccei chiamava “problematique” sono tuttora, purtroppo, all’ordine del giorno e il Club di Roma ha chiamato al capezzale del Pianeta le figure in grado di proporre soluzioni.

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Il futuro dell’Unione Europea: stabilità e benessere. Dimenticando il PIL

Un appello (sensato e urgente, che chiama in causa anche tutti noi) di 238 accademici pubblicato su “The Guardian”: bisogna impegnarsi per un futuro di benessere ecologico e umano basato sul superamento della crescita e non sulla crescita del PIL. Occorrono nuovi indicatori e un patto tra tutti gli Stati membri per assicurare stabilità e benessere, soddisfacendo i bisogni essenziali dei cittadini europei, riducendo il consumo di risorse, i rifiuti e le emissioni inquinanti.

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Politiche del rattoppo. Dietro il tragico crollo del ponte Morandi un troppo ignorato e trascurato allarme

Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova è frutto della mancanza in Italia di manutenzione e prevenzione e di una politica del rattoppo che l’indomani di un disastro mette pezze, tampona falle, ma non rimuove le cause dei disastri, in attesa di contare i morti di un altro rattoppo. È stato troppo ignorato l’allarme sulla durata del materiale utilizzato per le costruzioni che dal dopoguerra hanno caratterizzato ricostruzioni e costruzioni in edilizia. La nostra solidarietà va alle vittime, ma l’indignazione deve tradursi in politiche continue e organiche

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Mare vasto e immenso, fonte di materie prime

Dobbiamo prestare più attenzione a mari e oceani: contengono quantità enormi di materie preziose, seppur in forma diluita, e di risorse biologiche utilizzabili come alimenti o medicinali. Il mare, pur così grande ed esteso, è però anche fragile e suscettibile di subire alterazioni e danni a causa di attività antropiche e di interventi sbagliati. L’esperienza della seconda metà del Novecento mostra che l’inquinamento dovuto al petrolio, agli scarichi industriali e urbani, a scarichi radioattivi, alla immissione e circolazione di prodotti non degradabili come i pesticidi clorurati e le plastiche, può compromettere gli equilibri fisici, chimici e biologici dell’ecosistema marino

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Umili utili lavori, cominciando dall’acqua (di cui parlare anche a scuola)

Sono quelli che non portano voti, ma sono di grande utilità pubblica e sociale, dando un impiego a migliaia di lavoratori, e che salverebbero, i beni e i campi e i soldi (e anche molte vite) di tante persone, portati via dalle continue frane e dagli allagamenti di terre e città. Si tratta, ad esempio, di restituire alle valli la copertura di boschi e di vegetazione (principale sistema per rallentare la corsa devastante delle acque), ripulire fossi e canali e torrenti e impedire nuove costruzioni e strade, nei luoghi riservati al flusso naturale delle acque. E nelle scuole occorrerebbe qualche lezione sul movimento delle acque, dal cielo alle valli al mare, un ciclo essenziale per la vita ma devastante se non si ubbidisce alle sue leggi

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Hatshepsut, la faraona merceologa a capo di un impero globalizzato

Ispiratrice di romanzi popolari, bella e misteriosa, governò a lungo un impero che aveva realizzato una globalizzazione di merci e manodopera. Nel suo tempio mortuario di Deir el-Bahari Hatshepsut fece scolpire un bassorilievo che descrive le merci acquistate in paese lontani e le strade del commercio, lasciandoci così un vero e proprio trattatello di merceologia. Purtroppo di tutto questo mondo, che deve essere stato vivacissimo, abbiamo soltanto rare tracce e i documenti disponibili in genere non sono stati “letti” con adeguata curiosità commerciale e merceologica

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Cowboy o astronauti? Praterie sconfinate o una piccola navicella spaziale? Kenneth Boulding, padre dell’economia ambientale

L’ecologia studia i rapporti tra tutti gli esseri e il loro ambiente, da un piccolo stagno all’intero pianeta Terra. Kenneth Boulding (un quacchero, seguace di una “chiesa” basata sull’austerità, sulla nonviolenza, sul rifiuto delle armi e della guerra) introdusse l’ecologia nella economia. Dobbiamo comportarci con l’attenzione dell’astronauta, diceva, perché, in fondo, la Terra non è che una piccola navicella spaziale nello spazio. dell’Universo. A distanza di tanti anni, la navicella Terra è sempre più sgangherata e impoverita

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Un telefonino fatto di sangue e minerali rari e pregiati, come il coltan. Forse allora anche il silenzio è d’oro

La produzione, l’uso e lo smaltimento dei telefoni cellulari hanno un grande impatto ambientale e sociale. Materie prime preziose, elettricità, rifiuti da smaltire, manodopera sfruttata, conflitti, danni alla salute: anche gesti banali e comuni innescano processi di modificazione dell’ambiente che ricadono poi sempre sulla vita umana. Chissà che anche nel caso dei telefonini non vada riscoperta la virtù dello star zitti

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Una grande fonte di energia rinnovabile: l’energia umana

Trasformiamo il cibo in energia che ci consente di fare un lavoro muscolare, che per gli abitanti della Terra corrisponde a circa un terzo del consumo mondiale di elettricità. La maggior parte serve per muoversi e compiere vari gesti quotidiani, ma è sostanzialmente “perduta” dal punto di vista economico

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Merci e natura: non è il denaro, ma la materia alla base dell’economia

Il PIL non misura veramente cosa accade in concreto. Il denaro che attraversa un’economia è solo una frazione del reale benessere di un popolo. Nulla sfugge, invece, a una contabilità che misuri della massa dei materiali che “attraversano” un’economia: non ammette evasioni, o frodi. È il PIML, il “prodotto interno materiale lordo”

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Ricchi e poveri. L’ingiustizia sociale anche di fronte all’ambiente

Il lavoro trasforma le materie naturali in tante cose materiali che servono a soddisfare i bisogni umani: cibo, acqua, abitazione, aria pulita, di salute, informazione e istruzione, mobilità, dignità e libertà, eccetera. La politica dovrebbe assicurare tutto questo. Ma alla fine della circolazione natura-merci-natura i campi risultano meno fertili, le risorse meno abbondanti, le acque e l’aria più inquinate e il peggioramento della qualità dell’ambiente riguarda molto diversamente le diverse classi sociali e i diversi paesi. Ne nascono conflitti e contraddizioni che possono essere affrontati cercando soluzioni alternative, processi innovativi, collaborazione e solidarietà

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Il costo in acqua delle merci

Tutto arriva dalla natura, dopo un cammino in genere molto lungo. E una parte delle materie entrate in ciclo ritorna nei corpi riceventi naturali – acqua, suolo, aria – sotto forma di scorie e rifiuti. Qual è ad esempio il costo in acqua per ottenere una tonnellata di patate, di carne o di acciaio o per lavare cinque chili di bucato? Come avere beni essenziali e sviluppo economico con minore violenza verso la natura

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Jay Forrester, i destini dell’umanità studiati con l’analisi dei sistemi

Ricorre il centenario della nascita dello scienziato le cui ricerche furono alla base del rapporto al Club di Roma sui Limiti della crescita. Nato in un paesino agricolo del Nebraska, laureato in ingegneria nel MIT, era arrivato a scoprire l’analisi dei sistemi dopo una lunga carriera scientifica

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Limiti, incertezze, errori del PIL. La vera ricchezza richiede altri indicatori

La contabilità ambientale è il più utile strumento di politica economica per un paese moderno. Ci vuole un “PIL verde” che aumenta soltanto se diminuisce la contaminazione dell’aria, delle acque, del suolo, se aumenta la salute, cioè se un paese è più attento alla difesa della natura e dell’ambiente. O il “Prodotto Interno Materiale Lordo” che in Italia corrisponde a circa 800 milioni di tonnellate l’anno, duecento volte a testa il peso di ogni italiano

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Polveri e salute. L’inquinamento di cui si parla e quello cui fare attenzione

Ci preoccupiamo giustamente delle polveri che escono da tubi di scappamento, camini industriali, cementifici, acciaierie, centrali termoelettriche… Ma intorno a noi ci sono molti prodotti commerciali sotto forma di polveri che possono arrecare danno, pur non essendo tossici. E le innovazioni tecniche generano polveri sempre più fini

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Statistiche e ambiente: Leontief, il grande pioniere

Si è sempre considerato un russo e insieme un americano. Un vero colosso della cultura mondiale, non solo economica, da conoscere meglio

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La scienza biomimetica: i successi di una nuova scienza

Specie molto recente nella scala dell’evoluzione, gli esseri umani non hanno ancora imparato come trarre il meglio dalla natura, come hanno fatto invece milioni di specie di vegetali e animali nel corso di decine di milioni di anni. Eppure molti fenomeni naturali, opportunamente compresi e copiati, consentirebbero di ottenere nuovi prodotti utili e d’interesse commerciale.

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Fibre “naturali”, una risorsa da riscoprire innovando

Una migliore utilizzazione delle fibre note esistenti e la resurrezione di coltivazioni scomparse come via per indumenti e accessori all’insegna dell’ecologia e dello sviluppo umano dei paesi più poveri. E anche la moda può dare una mano

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A cinquant’anni dalla “Populorum progressio”

Nel 1967 papa Paolo VI nella Enciclica “Populorum progressio” denunciava il “malaugurato” sistema che mette al centro il profitto come motore essenziale del progresso economico. Le sue analisi dei grandi problemi mondiali sono rimaste attualissime.

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