Vernadskij, lo scienziato che scoprì l’unità del mondo biologico e inanimato

È Vladimir Vernadskij (1863-1945), geochimico, prima oppositore degli Zar, poi coraggioso difensore dell’indipendenza della scienza nella Russia di Stalin. A Parigi ebbe tra i suoi allievi il gesuita Teilhard de Chardin. Già nel 1926 parlava di effetto serra e buco dell’ozono. Suo il merito di aver scoperto che la vita sul pianeta si basa sulla circolazione degli elementi, dall’atmosfera alle piante, agli animali, al suolo, e poi di nuovo all’atmosfera e alle acque; di questi cicli vitali fanno, naturalmente, parte gli esseri umani. Il suo testamento scientifico e spirituale è un saggio sulle modificazioni operate sulla biosfera dalle attività derivate dalla mente umana.

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