Thailandia: i tesori naturalistici del paese che ospita il decimo WEEC

Uno sguardo alla storia geologica e paleontologica del territorio. Nel paese che dal 3 al 7 novembre 2019 ospita il decimo congresso mondiale un ecosistema antichissimo e un tratto dei quasi ventimila chilometri di montagne che vanno in linea continua dall’Indocina alla Turchia. Un paese da visitare insieme a insegnanti, operatori, tecnici, giornalisti ecc. che parteciperanno decimo WEEC. Leggi anche le puntate precedenti.

Pier Luigi Cavalchini

Siamo ormai arrivati all’ultimo appuntamento prima del Congresso mondiale dell’educazione ambientale (Bangkok, 3-7 novembre 2019). Un’occasione di enorme importanza per presentare le diverse “declinazioni” dell’educazione ambientale, differenti da Stato a Stato e con relazioni più o meno forti con altre discipline.
A volte, infatti, l’educazione ambientale assume connotati più scientifici e legati alle scienze naturali, altre volte a concetti economico sociali caratteristici dell’educazione alla globalità e alla convivenza fra i popoli.
In altri casi si concentra sugli effetti di interventi scolastici, lezioni al chiuso e all’aperto, tutte esperienze di educazione ambientale vissute in modi anche differenti. C’è chi, terminato il periodo scolastico, tende a sottovalutarne la portata e a considerarla, appunto, una “materia di studio”; c’è invece chi ne viene coinvolto rispondendo con sensibilità, competenza e attenzione agli stimoli. Il comportamento che si terrà poi nel corso della propria vita sarà la vera cartina al tornasole dell’efficacia dell’EA.
Ecco, il decimo WEEC 2019 sarà un po’ tutto questo e consentirà di fare il punto sulla situazione a livello mondiale.

Insetti, fiori, peli di dinosauro, parti di rettili, ragni di cento milioni di anni fa

Per chiudere nel migliore dei modi il ciclo di interventi, diamo uno sguardo alla complessa storia geologica del territorio thailandese e delle sue vicinanze. Come sempre, quando si tratta di “geologia”, i tempi si dilatano e, quello che per noi sembra già enorme (per esempio “un milione di anni”), è ben poca cosa nella storia della nostra Terra. Vedremo, così, come si sono formate le pianure, le coste, le colline e le montagne di questo meraviglioso Paese, di come sono diverse le composizioni delle varie rocce, a volte sedimentarie, oppure metamorfiche o vulcaniche. Avremo anche la possibilità di soffermarci su di una caratteristica tutta thailandese e birmana: le gocce di ambra fossile del Tanai. contenenti insetti, fiori, peli di dinosauro, parti di rettili, ragni (e molto altro) che ci presentano un ecosistema complesso di più di cento milioni di anni fa, a fine periodo Giurassico. Questo sito è particolarmente importante, fra l’altro, per la presenza del più antico ovario di fiore documentato e della più arcaica ape mai ritrovata.
Ma andiamo con ordine.
Tutto il margine sud dell’Asia è in qualche modo in relazione con la famosa trasmigrazione (in senso geologico) del Dekkan indiano verso l’interno dell’Asia, con la conseguente formazione delle catene himalayane. Una zona vastissima strettamente collegata ai movimenti centrifughi di Australia e di ciò che rimane del paleocontinente “Gondwana”. Tra 400 milioni di anni fa e circa 50 milioni di anni prima della nostra era si sono svolti i movimenti (e quindi i fatti tettonici) più rilevanti. Quelli che hanno “fatto la Thailandia”.
Ciò che è oggi l’Oceano Indiano si trovava, con la sua paleoTetyde, dove sono ora le catene parallele che partono dall’Indocina, attraversano Thailandia, Birmania, Cina del Sud, si fondono con Himalaya e Karakorum e arrivano all’altopiano turco. Quasi ventimila chilometri di montagne in linea continua (oggi) e, un tempo, intorno a 150 milioni di anni fa, parte di un fondo marino che collegava le Filippine al Mar Mediterraneo. Le piegature successive di fondi oceanici schiacciati da forze immani contro la paleoAsia si sono lentamente trasformate in montagne, colline e – negli interstizi alluvionali – in pianure. Tracce di questa “paleoTethis” sono rinvenibili presso Chang Mai con affioramenti tipici di rocce metamorfiche (serpentiniti, scisti, gneiss), mentre rocce più antiche, risalenti all’era Primaria (dal Devoniano al Permiano) si trovano nelle zone più a nord o nelle vicine montagne di Cina e Birmania. Si ricorda che le “serpentiniti” (o pietre verdi) sono indicatori certi di elementi tipi dei fondi marini (tra questi il manganese e il magnesio).

Grotte e reperti di grande importanza

Come si vede dalla figura si ha come una costolatura doppia che segna due diversi corrugamenti avvenuti in periodi lontanissimi, uno circa circa 500 milioni di anni fa (segnato come affioramento Devoniano) e l’altro di circa duecento milioni di anni dopo tra Permiano e Triassico. Si tratta soprattutto di rocce sedimentarie rossastre o grigie, quasi nere, intervallate da affioramenti vulcanici intrusivi ed effusivi e da rimanenze dello zoccolo granitico-dioritico sottostante. Proprio in questi territori montagnosi e, per certi versi carsici, si trovano molte grotte, parzialmente esplorate, alcune con reperti di paleontologia umana di grande importanza. Si tratta delle testimonianze dei primi uomini che sono giunti da queste parti, Homo erectus, Homo habilis, con tanto di resti scheletrici e abbondanza di oggetti in pietra scheggiata. Anche questa una tappa importante di un ipotetico viaggio-studio nella zona nord della Nazione gentile, che proprio a Hang Son (1) può trovare una delle sue migliori rappresentazioni. L’area carsica è infatti un parco protetto. I centri visita sono di prim’ordine con “shopping center” e guide preparate. I diorami semplicemente chiari ed efficaci, solitamente in tre lingue, il thai, il cinese e l’inglese.

Scoperte alcune specie di insetti molto particolari

Una situazione simile, anche se ancora non così ben curata, la si può trovare nella valle di Hukawng sul crinale di confine tra Thailandia e Birmania. Qui ci sono, per diversi chilometri e in forme differenziate, gli affioramenti di ambra in roccia sedimentaria scura. Si lavora ancora come ai tempi – recenti – della scoperta del sito con vanga e piccolo martello. Il materiale è delicatissimo e necessita della massima attenzione. È dal 1931, per la verità, che il sito è noto, ma solo a partire dagli anni Novanta dello scorso secolo vi è stata una vera caccia all’ambra, in conseguenza della scoperta di alcune specie di insetti molto particolari. Tra questi gli “impollinatori” per antonomasia: gli imenotteri. Nella vicina Tanai (sull’omonimo fiume) vi sono molti piccoli negozi che vendono quanto trovato e, purtroppo, anche imitazioni fatte con ambra moderna e insetti attuali…
Vi è anche un antiquarium inizialmente aperto da due studiosi, uno inglese ed uno russo, che hanno fatto di tutto per valorizzare il luogo e per migliorare le condizioni di salute e sicurezza degli operatori. In due tabelloni, in particolare, sono state fatte ricostruzioni di un paleoecosistema veramente impressionante: libellule giganti, insetti di ogni tipo, favi ripieni di mieli, fiori grandi e piccoli di ogni colore. Con molti animali (non solo rettili) a rendere ancora più emozionante la visita. Con questi suggerimenti ci lasciamo, sicuri che un pochino di voglia in più vi sia venuta. Sicuramente di visitare questo meraviglioso Paese. Meglio ancora se inseriti nel gruppo di insegnanti, operatori, tecnici, giornalisti ecc. che parteciperanno al decimo WEEC.

(1) Una di queste grotte si trova nella località di Hang Son.

Leggi le puntate precedenti dedicate ai vari aspetti della Thailandia: storia, cultura, natura, economia:

Scopriamo la Thailandia

La vita vegetale e animale

Religioni e spiritualità

Uno sguardo all’economia

Tradizioni e culture

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Pier Luigi Cavalchini
Pier Luigi Cavalchini
Pier Luigi Cavalchini è docente di lettere al Liceo, membro del direttivo nazionale FIMA, delegato per il nordovest di Docenti Senza Frontiere, membro di Pro Natura regionale e direttore del giornale online Città Futura, collabora con varie riviste tra cui “.eco”.

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Pier Luigi Cavalchini è docente di lettere al Liceo, membro del direttivo nazionale FIMA, delegato per il nordovest di Docenti Senza Frontiere, membro di Pro Natura regionale e direttore del giornale online Città Futura, collabora con varie riviste tra cui “.eco”.

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