The Anthropocene Education Program: un programma educativo che permette alle scuole canadesi di immergersi a 360° nella crisi ambientale

Attraverso gli svariati linguaggi che la tecnologia ci permette di utilizzare, una esplorazione dell’Antropocene che coniuga il linguaggio fotografico, il linguaggio documentaristico e la ricerca scientifica. The Anthropocene Education Program è un programma educativo nato nel 2019 grazie alla partnership tra The Anthropocene Project e la Royal Canadian Geographical Society, dando la possibilità alle scuole di immergersi a 360° nella crisi ambientale.

In copertina la discarica di Dandora a Nairobi, Kenya (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dandora_2.jpg)

Nel 2019 la partnership tra la Royal Canadian Geographical Society (RCGS) e The Anthropocene Project ha dato vita a The Anthropocene Education Program, un programma educativo itinerante, interattivo e bilingue dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole canadesi dai 9 ai 18 anni. Si tratta di un progetto multidisciplinare che utilizza la tecnologia per sensibilizzare e aumentare la consapevolezza delle persone sull’impatto che gli esseri umani hanno avuto – e stanno avendo – sul pianeta Terra. Questo programma educativo permette alle scuole di ricevere per tre settimane un kit per far vivere alle studentesse e agli studenti un’esperienza di realtà aumentata e virtuale dove la firma antropica viene narrata attraverso le immagini.

Le studentesse e gli studenti hanno anche avuto modo di essere coinvolti direttamente nella realizzazione di un proprio mini-Anthropocene Project per partecipare ad una competizione i cui vincitori e vincitrici saranno annunciati il 5 giugno 2022. L’obiettivo era di permettere ai giovani di approfondire le tematiche legate all’impatto degli esseri umani sull’ambiente a livello locale, regionale e globale. Un programma educativo che non prevede quindi solo lezioni frontali con le classi, ma che dà la parola ai più giovani, per far loro esprimere il proprio punto di vista sull’epoca in cui stiamo vivendo.

Un progetto che parla di tutti noi

Gli scienziati appartenenti al Anthropocene Working Group sostengono che alla metà del XX secolo l’epoca dell’Olocene è stata sostituita dall’epoca dell’Antropocene a causa dei segni duraturi lasciati dall’impronta umana. Questi segni sono stati rappresentati in un progetto il cui scopo era parlare proprio di tutti noi. Infatti, The Anthropocene Education Program fa parte di un progetto più grande, The Anthropocene Project, un programma multidisciplinare che coniuga il linguaggio fotografico, il linguaggio documentaristico e la ricerca scientifica per investigare l’impatto umano sullo stato della Terra, e che nasce dalla collaborazione tra i registi Nicholas de Pencier e Jennifer Baichwal e il fotografo Edward Burtynsky, vincitore del premio Outstanding Contribution to Photography per i Sony World Photography Awards 2022 di cui abbiamo parlato qui.

La collaborazione tra arte e scienza ha dato così il via ad un percorso didattico che permette di esplorare l’epoca dell’Antropocene attraverso gli svariati linguaggi che la tecnologia ci permette di utilizzare. Infatti, la sezione interattiva ha preso forma proprio grazie alle foto di Burtynsky e i video di Baichwal e Pencier, che ci danno la possibilità di esperire a 360° (letteralmente) cosa si nasconde dietro il commercio di avorio, la discarica di Dandora e l’estrazione del marmo di Carrara, e di immergersi completamente in alcuni dei luoghi esplorati dal team durante le riprese, come le foreste di Vancouver Island, le Alpi italiane e le strade di Lagos. Oltre al programma educativo, The Anthropocene Project ha dato vita ad un documentario, “ANTHROPOCENE: The Human Epoch” (2018), realizzato in quattro anni. Questo documentario è il terzo della trilogia che include “Manufactured Landscapes” (2006) e “Watermark” (2013). Ad esso sono stati dedicati anche libri e mostre.

Cava di marmo a Carrara (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Carrara_7733.JPG)

The Anthopocene Education Program, insieme al progetto madre The Anthropocene Project, è quindi un qualcosa che parla di tutti noi, ma soprattutto che dà la possibilità ai più giovani di prendere parola e raccontare l’epoca in cui stiamo vivendo. I mezzi tecnologici messi a disposizione permettono alle studentesse e agli studenti di essere presenti in quel luogo, dando loro un’opportunità per aprirsi maggiormente alla riflessione e ad una conseguente mobilitazione.

Scrive per noi

Federica Benedetti
Ha studiato arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e archeologia medievale presso la University of York in Inghilterra. È attualmente studentessa della magistrale di Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato anche per Lavoro Culturale e la rivista pH.

Federica Benedetti

Ha studiato arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e archeologia medievale presso la University of York in Inghilterra. È attualmente studentessa della magistrale di Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha pubblicato anche per Lavoro Culturale e la rivista pH.

Federica Benedetti has 19 posts and counting. See all posts by Federica Benedetti

Parliamone ;-)