Time to Question, su ARTE i giovani raccontano il futuro del Pianeta

Dal legame tra ricchezza e ambientalismo all’incapacità dei governi di gestire la crisi ambientale, passando per le abitudini alimentari e il ruolo delle donne nella lotta contro le disuguaglianze. Si chiama Time to Question la mega inchiesta che, realizzata dal canale europeo ARTE, ha coinvolto 400.000 giovani europei  e ora diventa una serie di 5 cortometraggi per capire come i giovani affrontano le questioni ambientali, climatiche, politiche e legate alla società.

Cosa ne pensano i giovani di tutto il modo della crisi ambientale? Se lo sono chiesti quelli di Arte che, in collaborazione (per l’Asia) con NHK world Japan hanno realizzato la mega inchiesta Time to Question, per capire come i giovani affrontano le questioni ambientali e climatiche, ma anche come vedono la società, l’economia e la politica del XXI secolo.

Gli esiti del sondaggio Time to question

Oltre 400.000 europei tra i 18 e i 35 anni hanno risposto – a maggio 2020 – alle 132 domande del sondaggio online e un team di sociologi ha poi valutato più di 40 milioni di risposte raccolte.
Nove giovani italiani su dieci riconoscono come la crisi climatica stia modificando la società e il 50% ritiene che quello del clima sia il problema più urgente da affrontare, seguito dall’inquinamento (30%) e dal mondo animale (8%).

Ma tutti i risultati di quello che è il più grande studio sociologico internazionale mai realizzato sulle questioni ambientali danno ora vita a una programmazione straordinaria disponibile gratuitamente in streaming e sottotitolata in italiano su ARTE in italiano.

I contenuti dei cinque documentari

Gli esiti del sondaggio sono confluiti nell’omonima serie di cortometraggi prodotti da ARTE: 5 filmati di 7 minuti ciascuno diretti da Henri Poulain che, con animazioni, materiale d’archivio e interviste raccontano e illustrano i dati raccolti e offrono un nuovo sguardo europeo sulla protezione dell’ambiente.

 

 

Ecco cosa dicono i giovani europei nel sondaggio Time to Question analizzato in 5 cortometraggi.

Ecologia è roba per ricchi?Time to Question contribuisce ad abbattere lo stereotipo che lega comportamenti sostenibili e classi più abbienti. 
Dovremmo smettere di mangiare carne? – Per il bene del clima è necessario cambiare abitudini: in particolare, il 93% dei partecipanti francesi e tedeschi pensa che l’allevamento industriale sia un problema.

Le donne salveranno il pianeta? – Esiste una connessione tra ambientalismo, diritti e genere: dal sondaggio emerge come le donne siano più radicali riguardo alla protezione dell’ambiente, affermando nel 65% dei casi che il problema sia da affrontare con massima urgenza, contro il 55% degli uomini.

Emergenza climatica, urgenza democratica?I giovani sono diffidenti nei confronti di governi e istituzioni e della loro capacità ad affrontare l’emergenza climatica.

Il mondo di domani sarà (per forza) peggiore?  – In questo episodio viene messo in luce il pessimismo degli intervistati rispetto ad un possibile collasso della società civile, così come la conosciamo.

I cinque documentari realizzati da cineasti under 35

Inoltre, sono online ulteriori 5 documentari – co-prodotti da ARTE – realizzati da giovani cineasti under 35 che rappresentano la nuova generazione e illustrano la sua lotta per un mondo migliore.

Susanne Erler e Aline Abbound firmano Tocca a noi! – Ritratto di una generazione impegnata che mostra come l’approccio della giovane generazione ai temi del clima, del razzismo e della parità di genere stia trasformando le società europee. Disobbedisco, di Adèle Flaux e Alizée Chiappini, racconta due anni di protesta giovanile a favore dell’ambiente. Vivi felice, per la regia di Marine Guizy, è un viaggio attraverso la realtà dei 25-30enni che cercano di costruire un futuro sul cumulo di macerie lasciato dalle generazioni precedenti. Amore mio di Chloé Bruhat e Sascha Quade sonda le società europee per decifrare i codici amorosi dei giovani di oggi, mentre Settant’anni di contestazione giovanile di Aurélien Guégan racconta con materiale d’archivio come ogni generazione, dagli anni 70 a oggi, abbia inventato forme culturali radicali e provocatorie per esprimere la propria rabbia e trovare un posto nel mondo.
ARTE ha dedicato a Time To Question! e alla Generazione Z un night special di Tracks: la trasmissione è presentata da Salwa Houmsi e ha ospiti d‘eccezione come Luisa Neubauer, icona dei Fridays For Future, e i rapper LGoony e Che Lingo.

Scrive per noi

Maria Enza Giannetto
Maria Enza Giannetto
Giornalista professionista è nata e cresciuta ai piedi dell’Etna. Dopo una laurea in Lingue e un master in Traduzione bilingue a Londra, il richiamo del suo vulcano l'ha riportata a Catania, dove ha intrapreso la professione di giornalista collaborando con testate giornalistiche regionali e nazionali. Si occupa da sempre di Cultura e Società e, da ormai cinque anni, si dedica a tematiche, storie e novità legate ad ambiente e sostenibilità con un occhio particolare verso quella legata all’educazione e alla formazione degli adulti di domani.

Maria Enza Giannetto

Giornalista professionista è nata e cresciuta ai piedi dell’Etna. Dopo una laurea in Lingue e un master in Traduzione bilingue a Londra, il richiamo del suo vulcano l'ha riportata a Catania, dove ha intrapreso la professione di giornalista collaborando con testate giornalistiche regionali e nazionali. Si occupa da sempre di Cultura e Società e, da ormai cinque anni, si dedica a tematiche, storie e novità legate ad ambiente e sostenibilità con un occhio particolare verso quella legata all’educazione e alla formazione degli adulti di domani.

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