Un bene comune da tutelare e sviluppare: la cultura dell’ambiente

Una rete di ricercatori, docenti e educatori, congressi mondiali ed eventi nazionali, tre testate non profit: questo e altro può essere sostenuto con il 5×1000. Perché cambiare si può e si deve, ma nessun cambiamento è possibile se non cambia il clima culturale e se non si rafforzano e mettono in comune le competenze dei formatori e studiosi.

La Rete nata dall’esperienza dei WEEC (World environmental education congress) è un punto d’incontro tra ricerca e pratica in educazione, formazione e informazione per l’ambiente e la sostenibilità.
Congressi mondiali (quest’anno il prossimo novembre a Bangkok), eventi nazionali, tre testate (la trentennale “.eco”, “il Pianeta azzurro” e “Culture della sostenibilità”) e molto altro, il tutto curato da una ONLUS anch’essa orami “storica” (l’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro), indipendente e autofinanziata.

Recuperare il ritardo italiano, anche sul piano culturale

Il tempo è poco, ci ammonisce la ”green generation”, l’emergenza ecologica incombe, l’Italia appare in ritardo, anche sul piano culturale.
Per rafforzare l’azione di messa in rete della comunità italiana di pratica e di ricerca, anche il 5×1000 può servire.
Se non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi, indica il Codice fiscale 02793420015 come destinazione del 5×1000 alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
Grazie!

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