Un fondo intitolato a Michele Panuccio: in memoria del suo lavoro, in supporto ai giovani ricercatori

In copertina fotografia di Becky Matsubara, 2018

Dalla sua fondazione nel 1966 come organizzazione no-profit, la Raptor Research Foundation (RRF) ha favorito e supportato sia la ricerca e la diffusione di informazioni scientifiche sugli uccelli predatori, sia la protezione e la conservazione dei rapaci. A questo scopo, ogni anno la Fondazione organizza conferenze scientifiche, fornisce supporto (anche economico) a ricercatori e ambientalisti, facilita la costruzione di reti relazionali all’interno del settore, conferisce premi e borse di studio.

Un’opportunità legata ad una storia

Quest’anno il prestigioso ente internazionale ha aggiunto un nuovo bando ai 12 già esistenti: il Fondo in memoria di Michele Panuccio, dedicato appunto all’ornitologo ed ecologista italiano recentemente scomparso (1976-2019). Il riconoscimento, conferito annualmente a giovani ricercatori (minori di 35 anni), non richiede di essere necessariamente membri del RRF per presentare domanda. Il bando consente di ricevere un supporto economico per attività di ricerca sul campo sulle migrazioni e la salvaguardia dei rapaci in Europa. Istituito dai genitori di Panuccio nel 2021, consiste in una borsa di €1.500 da usare per condurre ricerca su, specificamente:

foto di Ed Dunens, da flickr
  • il comportamento dei rapaci, come ad esempio le differenze migratorie fra diverse classi di età e sesso, l’effetto delle condizioni meteorologiche e delle correnti atmosferiche sulle migrazioni, le interazioni sociali, le strategie di orientamento e navigazione, con un focus particolare sui modi usati dai rapaci per superare ampie barriere ecologiche come il Mar Mediterraneo;
  • la salvaguardia dei rapaci, per la quale Michele aveva sviluppato un interesse particolare in quanto guardiaparco presso la Riserva Naturale Decima-Malafede (Roma), dove imparò l’importanza della gestione e del monitoraggio delle aree naturali protette per la salvaguardia dei rapaci locali;
  • il monitoraggio dei rapaci, che è stato un interesse di lunga data di Michele, nonché una causa a cui si è molto dedicato durante i suoi ultimi anni presso lo Stretto di Messina.

Per portare avanti il lavoro di Michele

“Michele verrà ricordato per la scoperta della strategia migratoria del biancone (Circaetus gallicus), il quale evita di attraversare il Mar Egeo concentrandosi alle pendici del Monte Olimpo sulla strada verso il Bosforo. Questa strategia è simile a quella seguita dai suoi conspecifici che evitano il Canale di Sicilia attraversando il Mediterraneo sullo Stretto di Gibilterra. Nei suoi ultimi anni di vita, attraverso l’osservazione diretta e il monitoraggio tramite radar, Michele è riuscito a stabilire un programma di monitoraggio standardizzato sullo Stretto di Messina – uno dei principali punti di convoglio delle migrazioni europee.”

Insomma, il sussidio dedicato a Panuccio cerca di aiutare il progresso dei campi di cui Michele si è occupato con meticolosità e passione contagiosa. È una testimonianza della sua vita e del suo lavoro, un “passaggio del testimone” ad una nuova generazione di ricercatori, ornitologi ed ambientalisti.

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