Un maestro “tocca il futuro”. La scuola di Lunana sul palco degli Oscar

Nelle sale “Lunana”, finalista agli Oscar 2022 come miglior film internazionale. Location il villaggio più remoto del Bhutan e forse del mondo e la sua scuola. Dove un giovane maestro che sogna di emigrare in Australia vive un’esperienza che lo cambierà. A Lunana andò, ovviamente a piedi, anche il ministro dell’istruzione del regno himalaiano, in occasione dell’International Literacy Day. Ma questa è un’altra storia, che vi racconta lui stesso, cliccando QUI

La scuola di Lunana, il giovane maestro, la classe e lo yak.

“Lunana – Il villaggio alla fine del mondo” (titolo originale: “Lunana: A Yak in the Classroom”, perché in aula c’è davvero anche uno yak, fonte indispensabile di combustibile naturale), uscito in Italia il 31 marzo e presente, al momento in cui scriviamo, in oltre cinquanta sale cinematografiche italiane (distribuito dalle Officine Ubu), è stato finalista come miglior film internazionale all’edizione 2022 degli Oscar e ha avuto un’accoglienza favorevole in tutto il mondo (“Rotten Tomatoes” gli dà il 100 per cento di commenti positivi).

Lunana esiste davvero, è un gruppo di villaggi ai confini estremi del Bhutan, che si raggiunge solo dopo sette o otto giorni di cammino su sentieri impervi, tra vette mozzafiato e paesaggi incantevoli. È davvero, come suona il titolo italiano, un villaggio “alla fine del mondo” dove montanari miti e coraggiosi hanno scelto come casa le «dimore degli dèi» (per riprendere le parole del racconto di un altro viaggio, questo “non fiction”, che pubblichiamo a parte). Là dove lo sterco secco degli yak è la fonte più affidabile di energia.

Un maestro senza vocazione si appassiona all’insegnamento

Regista e sceneggiatore è il bhutanese Pawo Choyning Dorji, scrittore e fotografo che ha lavorato come assistente di Khyentse Norbu per il film “Vara: A Blessing”. Nel 2016 ha prodotto il film bhutanese acclamato dalla critica “Hema Hema: Sing me a song while I wait”. “Lunana: Il villaggio alla fine del mondo” è il suo debutto alla regia.

A Lunana viene mandato Ugyen, giovane futuro maestro senza troppa vocazione per l’insegnamento (aspetta il visto per emigrare in Australia e darsi alla carriera di cantante – la musica occidentale la sente con le cuffie sempre calzate sulle orecchie). Raggiunto dopo un non troppo gradito trekking (bene o male, Ugyen è un cittadino, abituato alla modernità e ai relativi agi della piccola capitale bhutanese Timphu), vorrebbe rinunciare all’incarico e ripartire: saranno i bambini a conquistarlo e a farlo restare per un po’. Si inventa una lavagna (di cui l’aula è priva, si fa mandare un po’ di materiale didattico dagli amici di Timphu, conosce la bella Saldon. Prima che la neve blocchi i passi (e costringa la scuola a una lunga pausa invernale) Ugyen riprende la strada di casa, con grande dispiacere dei suoi alunni: un maestro, dicono, è colui che “tocca il futuro”.

Come andrà a finire non ve lo raccontiamo, per lasciarvi alla visione del film.

Il tesoro più grande è apprendere

Apprendere, e non altro, è il grande tesoro cui ambiscono i giudiziosi, intelligenti, bellissimi e simpatici bambini di Lunana.

Il futuro incombe su di loro sotto forma di cambiamento climatico: nel Bhutan vi sono molti rischi di catastrofi dovute alla fusione dei ghiacciai. E ormai c’è meno neve, racconta a Ugyen il suo accompagnatore lungo il difficile viaggio. «È il cambiamento climatico», gli spiega Ugyen. Lui ha studiato e lo sa in via teorica, la guida non lo ha mai sentito nominare, ma lo conosce per esperienza diretta. Il sapere non basta, sembra dirci il film, se rimane un concetto tra gli altri e non cambia la vita.

Per fortuna a Lunana il maestro insegna matematica e inglese ai bambini (che al sapere credono forse più del loro stesso maestro) e i bambini educano il maestro (con l’aiuto, perché no, del bel canto di Saldon: arte e bellezza ci vogliono).

PS

Come abbiamo accennato, a Lunana andò con i suoi funzionari anche Takur S Powdyel (leggi qui il suo racconto), che da ministro dell’istruzione del Bhutan disegnò il modello educativo di scuole ecologiche funzionale al raggiungimento dei traguardi basati sulla Felicità Nazionale Lorda (Gross National Happiness) che il re del Bhutan ha dato al paese insieme alla democrazia costituzionale. Powdyel riassume l’idea di educazione del regno himalayano nel libro “La mia scuola verde”, che, come rete WEEC, abbiamo tradotto in italiano ed è scaricabile gratuitamente in PDF.

Takur S Powdyel fa parte del board della rete internazionale WEEC e sarà presente e interverrà al convegno internazionale “Nature in Mind” (Roma, 19 e 20 maggio 2022). È stato “keynote speaker” ai congressi mondiali dell’educazione ambientale di Bangkok (2019) e di Praga (2022).

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MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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