Ecologia dell’educazione, secondo papa Francesco

Ecologia dell’educazione, del sapere e della scienza.
Ne parlano il 4 aprile Mario Salomone, Paolo Mirabella e Pietro Greco
Come forse si sa, il capitolo conclusivo dell’enciclica di papa Bergoglio Laudato si’ è dedicato all’educazione, ma vari cenni lungo tutta l’enciclica che il quotidiano inglese The Guardian ha definito «uno dei più importanti documenti della Chiesa cattolica degli ultimi cento anni» toccano il potere della tecnoscienza e la pretesa umana di onnipotenza e onniscienza. Ne parlano il 4 aprile alla Casa dell’ambiente di Torino (corso Moncalieri 18, ore 20,30) Mario Salomone, Sociologo dell’ambiente e figura di punta dell’educazione ambientale italiana e internazionale, Paolo Mirabella, Teologo e docente di religione, e Pietro Greco, Giornalista. Modera la serata Luca Rolandi, Voce del Popolo. Si tratta del secondo incontro del ciclo organizzato dagli uffici dell’Arcidiocesi di Torino in collaborazione con la Casa dell’ambiente e La voce del tempo.

Il tema al centro del dibattito del 4 aprile è una questione di paradigma fondativo di tutta la nostra visione (occidentale e dominante), dunque un tema centrale per il tipo di società in cui viviamo e per quella che vorremmo. Un paradigma veicolato dalle agenzie educative formali e non formali e su cui di basano molta parte dei centri di ricerca, perlomeno quelli legati a interessi economici “forti” e a una cultura ormai vecchia ma dura a morire. L’enciclica dedica attenzione anche all’educazione ambientale: «L’educazione ambientale – scrive il pontefice – è andata allargando i suoi obiettivi.

 
Se all’inizio era molto centrata sull’informazione scientifica e sulla presa di coscienza e prevenzione dei rischi ambientali, ora tende a includere una critica dei “miti” della modernità basati sulla ragione strumentale (individualismo, progresso indefinito, concorrenza, consumismo, mercato senza regole) e anche a recuperare i diversi livelli dell’equilibrio ecologico: quello interiore con sé stessi, quello solidale con gli altri, quello naturale con tutti gli esseri viventi, quello spirituale con Dio. L’educazione ambientale dovrebbe disporci a fare quel salto verso il Mistero, da cui un’etica ecologica trae il suo senso più profondo. D’altra parte ci sono educatori capaci di reimpostare gli itinerari pedagogici di un’etica ecologica, in modo che aiutino effettivamente a crescere nella solidarietà, nella responsabilità e nella cura basata sulla compassione».
 

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